banner

ARMSTRONG?
Collateral

14 settembre 2009

Gli Armstrong? sono una realtà nuova per molti, soprattutto per chi non bazzica nell’underground di Torino e provincia. Per questo sicuramente in molti si sono persi in questi anni l’emergere di questa band che brilla per la sua completezza e che ha le carte in regola per andare oltre, seppur divincolarsi nell’estremamente strano e campanilista panorama italico resti un’impresa per pochi fortunati.

“Collateral” è di per sé un piccolo gioiellino, una collezione di 11 pezzi che suonano come un saggio e studiato collage di influenze tra le più variegate, dallo shoegaze al post-rock, dal pop rock di stampo italico a quello più inglese, dal noise alla psichedelia. Nominare generi su generi non aiuta di certo a capire cosa aspettarsi da questo lavoro quindi analizziamolo più direttamente.
Il lavoro si apre con “Winning You”, un pezzo che ricorda molto da vicino i pochi pezzi cantati di band come Giardini di Mirò (quelli di “Dividing Opinions” soprattutto). E’ il pop che si fonde con il post-rock (qualcosa dei Mogwai e degli Explosions in the Sky meno elettrici pulsa in “Shivers”, oltretutto un gran pezzo, in “Wireless Crimes” e in “What Control”), come si contagia di noise à-la-Sonic Youth in “A Certain Inclination”, tirata power-ballad con basso e chitarra che si rincorrono senza troppe pretese. Qualcuno l’ha definito dream pop, non mi piace come definizione, ma la condivido. Più ruvidi i suoni di “Aftermath”, contenuta e lineare finché assomiglia ai Marlene Kuntz dei tempi di “Ho Ucciso Paranoia”, per la musica. Una parola adatta, anche per questa, ancestrale. La title-track sfoggia oltre 2 minuti di relax in note, con melodie distese e distensive, prima di esplodere nel finale da trappola indie degli Strokes mista agli arpeggi di certi, vecchi, Sigur Ros. Nominare tutti questi gruppi non è il mestiere del recensore, ma la varietà del disco è evidentemente illuminante in questo senso. Spunta l’elettronica, in sottofondo, a concludere il disco nel brano finale “High Precision Work”, pop d’autore alla …A Toys Orchestra con melodie di facile presa e quell’atmosfera ‘rumoristica’ che per il genere fa sempre la sua porca figura.

>La band si appoggia su sonorità di stampo internazionale, e anche quando la voce sembra fare il verso a quella di Marco Fasolo dei Jennifer Gentle, il delay che affonda le chitarre in un mix prevalentemente ‘noise’ ci ricorda che quello che stiamo ascoltando è un disco italiano solo per l’origine geografica. Di non dichiarata esterofilia, i ragazzi potrebbero sicuramente trovare pubblico più interessato all’estero, ma non è il luogo giusto per i consigli. Quello che suonano è essenzialmente un ensemble di musica già sentita, riaggregata in modo originale come a ricomporre un puzzle senza seguire gli incastri giusti, ma inventandosene di migliori. Difficile, ma non impossibile. E gli Armstrong?, si, ce l’hanno fatta. Anche per quanto riguarda i suoni centrano il bersaglio, non si parla di produzioni da ‘major’ ma per essere a questi livelli non ci si può certo lamentare. Ottime soprattutto le chitarre.
Non mi resta che consigliarli a tutti gli amanti dei generi sopracitati per sostenere una band che può dare ad un panorama chiuso come il nostro. Veramente validi.

Collateral
[ 70 Horses - 2009 ]
Similar Artist: Giardini di Mirò, Sonic Youth, Mogwai, Jennifer Gentle
Rating:
1. Winning You
2. A Hope
3. Shivers
4. A Certain Inclination
5. What Control
6. Aftermath
7. Wireless Crimes
8. Collateral
9. Haven’t Got Your Luck
10. The Weezy Breath Of Ghosts
11. High Precision Work

 

Articoli Correlati:

2 commenti »

Ultime recensioni

Take Care

DRAKE
Take Care

Il disco d’esordio di Drake, “Thank Me Later” (che è stato anche remixato dai…

Songs Of Innocence

ARE YOU REAL?
Songs Of Innocence

Ascoltando il disco d’esordio degli Are You Real? (italianissima band di vicino Venezia, il…

Glass Swords

RUSTIE
Glass Swords

Attesissimo alla prima prova su lunga distanza, dopo gli innumerevoli e promettenti ep che…

Strange Weekend

PORCELAIN RAFT
Strange Weekend

La tentazione di cominciare questa recensione col solito pippone su come l’Italia, musicalmente parlando,…

Il Mondo Nuovo

TEATRO DEGLI ORRORI
Il Mondo Nuovo

Deve essere andato proprio bene il precedente “A sangue freddo” se il nuovo disco…

Turisti Della Democrazia

LO STATO SOCIALE
Turisti Della Democrazia

Voglio fare l’indie-snob per questa recensione, perché il gruppo che sto per parlare è…

May Day

MATT PRYOR
May Day

E’ sempre più evidente l’opposta tendenza musicale che vede da un lato dischi infarciti…

Un Meraviglioso Declino

COLAPESCE
Un Meraviglioso Declino

Fuori la glaciazione, tanto attesa e, a quanto pare, ormai imminente. Dentro il caminetto…