BEEP BEEP
Enchanted Islands

25 Settembre 2009

La partenza di questo “Enchanted Islands”, seconda uscita discografica dei Beep Beep da Omaha Nebraska, mi fa balenare in testa un’immagine grottesca.
Sicuramente figlia del clash stagionale e del rientro vacanziero: una stanza ben illuminata e spaziosa, io immerso nella lettura di un classico a caso di Philip K. Dick ed una bottiglia di pregiato Mezcal a fianco. Non fosse che io sono pericolosamente astemio da anni!
Ed assomiglia esattamente a questo sballato quadretto la sommatoria risultante, quando l’ultima nota del 14° pezzo termina, nel silenzio, la vita di questo cd. Ovverossia vibrazioni luminose e rassicuranti che figliano squarci dissonanti e futuristi, il tutto annegato in morbidi puff di sottili interferenze statiche di fondo. Mhhh. Non so se ci stiamo capendo!

Questo non è un disco facile da cui carpire informazioni subito, già dopo i primi sparuti minuti. È un altalenarsi continuo di fotogrammi sfocati dai colori marcati. Di riferimenti al postpunk ossessivo alla Gang of Four virato 4AD (“Mermaid Struggle” e ”The Whispering Waves” con lontane scie alla Dinosaur Jr), alla wave meets shoegaze chitarristico (“Secrets For The Well” e “Seppuku”), all’indie rock intimista e indolente (“Return To Me” e “Goodbye Sunshine”), ad episodi cantautorali con schizzi freak ben compressi (“The Lion’s Mouth”, citazione Soundesca?, “Wooden Nickels” con i suoi lampi di sax estatico e “Baby Shoes”).

È impossibile non avvertire, quindi, la palpabile frammentazione tra una canzone e l’altra e i cambi di rotta sostanziali rispetto all’esordio dei nostri cari (”Business Casual”), nonostante l’appetito per l’avanguardia, che qua troviamo ben pasciuto e maturato, resti pressochè l’unica costante nell’espressione artistica del gruppo.
Allora meno divertissement e convulsioni da dancefloor obliquo e più voglia di dimostrarci di essere diventati grandi, come Q. I. e velleità intellettual-artistiche. Manca ancora, però, quella vena malandrina necessaria per scongiurare il pericolo di incomunicabilità con l’ascoltatore medio e bucargli così il cervello.
Sarà questo il passo definitivo che nel prossimo disco ne consacrerà
lo status Indie a tutti gli effetti?

Non vestendo i panni di Nostradamus ecco perché stiamo a parlare di “Enchanted Islands” come di un buon disco di passaggio.
Forse prescindibile in mancanza di una netta chiarezza delle intenzioni, ma in ugual misura interessante se viene regalato!

Enchanted Islands
[ Saddle Creek - 2009 ]
Similar Artist: Les Savy Fav, Q And Not U, Stereolab, Belle & Sebastian
Rating:
1. I See You!
2. Mermaid Struggle
3. Secrets For The Well
4. Return to Me
5. The Whispering Waves
6. The Lion’s Mouth
7. Goodbye Sunshine
8. Wooden Nickels
9. Seppuku
10. I Miss You
11. Mortal Warrior
12. Baby Shoes
13. Two-Spirit
14. Only See Me

Nessun commento »

Ultime recensioni

I’m New Here

GIL SCOTT-HERON
I’m New Here

Gil Scott-Heron è tornato, me lo sentivo, lo aspettavo al varco. Anelavo a questo momento…

Falling Down A Mountain

TINDERSTICKS
Falling Down A Mountain

Con i piedi intorpiditi dalla neve e le orecchie risvegliate dai Tindersticks, una mattina di…

We Built A Fire

SEABEAR
We Built A Fire

Tutto quello che può essere pensato a priori è sbagliato a priori. Almeno in questo…

S.P.U.P.P.A [EP]

NO SEDUCTION
S.P.U.P.P.A [EP]

I No Seduction, trio della provincia di Venezia (Chioggia per la precisione), rilascia un EP…

End Times

EELS
End Times

E Mr E infila di nuovo la palla nel sette.
Le metafore calcistiche, se decidesse…

S/T

RAIN MACHINE
S/T

Di quanto sono apprezzabili i Tv On The Radio, dei tantissimi motivi per cui lo…

Back To Peru Vol. 2

AA. VV.
Back To Peru Vol. 2

”Back To Peru Vol II” è un’operazione commerciale discutibile che riflette un periodo musicale peruviano…

Teen Dream

BEACH HOUSE
Teen Dream

Un pregio dei Beach House: l’essere riusciti a dipingere, fin da subito e senza sforzo,…