THE DUCKWORTH LEWIS METHOD
S/T

 
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2 ottobre 2009
 

Non avrei mai pensato che sarei riuscita ad ascoltare qualcuno parlare di cricket per quaranta minuti di fila.
In realtà, non ho proprio mai pensato al cricket. È stato necessario che qualcuno scrivesse un intero disco a riguardo perché il cricket riuscisse a ottenere la mia attenzione, facendomi tra le altre cose rendere conto che no, Alice nel Paese delle Meraviglie non gioca a cricket ma a croquet.

Interessante come due irlandesi quali Neil Hannon (Divine Comedy) e Thomas Walsh (Pugwash), in arte Duckworth Lewis Method, abbiano scritto un disco così inglese su uno sport così inglese.
Un concept album con un’introduzione, una coda e un intermezzo strumentale che guarda caso si intitola “Rain Stops Play”, la pioggia che causa l’interruzione della partita, eventualità in cui è necessario ricorrere al metodo Duckworth Lewis per decretare il vincitore.
Un concept album che si apre con il lancio di una monetina e via, inizia la partita, tra armonie vocali e scambi tra i due, che si presentano rispettivamente come Duckworth e Lewis, mettendo subito in chiaro la direzione musicale che prenderà il disco.
Si pesca senza timore dal pop inglese di Beatles, Kinks ed XTC.
Melodie semplici, cantabili, che si fissano facilmente in testa e testi geniali. Citazioni e riferimenti impossibili da cogliere per chi non conosce il cricket, ma canzoni così dirette e immediate che riescono a farsi voler bene anche da chi il cricket non sa nemmeno dove sta di casa.

Si passa attraverso la tromba jazz anni venti di “The Age Of Revolution”, primo singolo estratto che rivendica il diritto universale di giocare a cricket a prescindere dalla classe sociale, e attraverso i suoni più rock’n’roll e decisi di “The Sweet Spot” che gioca con il doppio senso del testo, in cui è facile confondere lo sport con il sesso orale, per arrivare a uno dei punti più alti del disco.
“Jiggery Pokery”, incantevole e ironica filastrocca, che ricorda tanto quella che usava Mago Merlino per fare la valigia, in cui il suono delle parole usate e la voce vellutata di Hannon si fondono perfettamente con il piano creando un’atmosfera gioiosa per uno degli episodi più tristi nella vita di Mike Gatting, battuto al primo colpo dal rivale australiano Shane Warne.
La stessa atmosfera continua nell’ultimo singolo estratto, “Meeting Mr. Miandad” e in “Flatten The Hay”, canzoni dal chiaro stampo beatlesiano, quello stampo che i Beatles erano soliti dare ai pezzi che lasciavano appositamente alla voce di Ringo.
Momento migliore del disco è sicuramente “The Nightwatchman”, il pezzo più in stile Divine Comedy con un perfetto equilibrio tra archi e piano e che potrebbe tranquillamente trascendere il concetto del cricket e avvicinarsi al concetto di canzone d’amore.

Duckworth Lewis Method è un progetto ben riuscito. Canzoni che potrebbero far parte di un musical, composte in modo semplice come vuole la tradizione del pop inglese, ma con arrangiamenti ben studiati che portano i pezzi verso direzioni mai banali, rendendo affascinante un prodotto potenzialmente vecchio.
Duckworth e Lewis hanno giocato bene, bella partita.

Cover Album

The Duckworth Lewis Method
[ 1969 – 2009 ]
Similar Artist: Beatles, Kinks, XTC, Divine Comedy
Rating:
1. The Coin Toss
2. The Age Of Revolution
3. Gentlemen And Players
4. The Sweet Spot
5. Jiggery Pokery
6. Mason On The Boundary
7. Rain Stops Play
8. Meeting Mr Miandad
9. The Nightwatchman
10. Flatten The Hay
11. Test Match Special
12. The End Of The Over
Tracklist
 
 

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