RICHARD HAWLEY
Truelove’s Gutter

 
 
9 ottobre 2009
 

Sheffield. Britpop Longpigs. Pulp. 2000s Eponymous “Late Night Fina”. “Lovedges”. “Coles Corner”. “Lady’s Bridge”.
In due parole: Richard Hawley..
È sempre stato un personaggio, Hawley, che ha destato la mia attenzione per la sua capacità di ‘infiltrarsi’ nell’ambiente della ‘discografia che conta’ senza mai entrarci del tutto, diciamocelo: sa mettere le mani in pasta senza sporcarsi! Beato lui!
Con questo non voglio dire che sia sopravvalutato o che non sia competente in quello che fa, tutt’altro! La sua voce è, e sarà, uno dei gioielli, al pari di quelli della Corona, che può vantare il Regno Unito!

Ne è la prova il suo ultimo album: “Truelove’s Gutter” prodotto dalla “Virgin”.
Otto pezzi che ricercano un suono diverso rispetto a quello dei suoi precedenti lavori, quasi influenzato dalle recenti collaborazioni con gli Arctic Monkeys ed Elbow.
Il punto forte del lavoro, come quello di tutti i suoi lavori precedenti sta nell’’importanza’ della sua voce: Hawley è bravo a cantare e lo sa!
In più, se accostiamo il suo canto ai numerosi assoli di chitarra che condiscono tutto l’album, otteniamo un componimento diverso dai precedenti, forse più statico e più ‘profondo’ ma sicuramente molto ‘connesso’ al tema che vuole trattare: il fallimento delle persone in molti ambiti della loro vita e il mondo ‘frammentato’ nel quale ci troviamo a vivere oggi.

Personalmente trovo “Truelove’s Gutter” un buon lavoro, non ottimo.
Pensando alla tematica affrontata non ci sarebbe stato miglior arrangiamento; dall’altro punto di vista posso pensare che avere un tono malinconico parlando di determinati argomenti (come quelli affrontati nell’album) sarà sicuramente d’uopo, ma non è da spinta all’ascoltatore per cercare di reagire alla merda che ci circonda. Mi si potrà opinare che la musica non dev’essere per forza ‘reazione’, può anche essere ‘assopimento’. Sì, corretto! Ma non è né giusto né utile per noi, messi come siamo messi ora, chiuderci a riccio e pensare che non possiamo fare niente per cambiare le cose. La musica ci dovrebbe dare questa spinta. La musica dovrebbe aiutarci a prendere in mano il nostro destino. La musica dovrebbe aiutarci a non lasciarci cadere.

Cover Album

Truelove’s Gutter
[ Mute – 2009 ]
Similar Artist: Lee Hazlewood, Jarvis Cocker, Jonny Cash
Rating:
1. As The Dawn Breaks
2. Open Up The Door
3. Ashes on The Fire
4. Remorse Code
5. Don’t Get Hung Up in your Soul
6. Soldier On
7. For Your Lover, Give Some Time
8. Don’t You Cry

RICHARD HAWLEY su IndieForBunnies:

Tracklist
 
 

Gruff Rhys – Pang!

Gruff Rhys ama cambiare, stupire. Difficile trovare un filo conduttore nell’ormai lunga carriera solista del frontman dei Super Furry ...

Lana Del Rey – Norman Fucking ...

Ogni volta che Lana Del Rey pubblica un album il dibattito tra estimatori e detrattori della musica di Elizabeth Grant diventa sempre più ...

Kazu Makino – Adult Baby

Siamo abituati a sentire la voce eterea di Kazu Makino nei Blonde Redhead a fianco dei gemelli Simone e Amedeo Pace, ma ora Kazu ha deciso ...

Frankie Cosmos – Close It ...

Sempre molto prolifica la giovane Greta Kline, titolare del progetto Frankie Cosmos: dopo un anno e mezzo dal precedente “Vessel”, ...

The Futureheads – Powers

Aspetti positivi: i ritorni sono sempre graditi. Specie se le cose che più si ricordano negli ultimi anni circa la band di Sunderland sono ...