VOLCANO CHOIR
Unmap

12 ottobre 2009

…Ma i viventi compiono
Tutti l’errore di tracciar troppo netti confini

Rainer Maria Rilke (“Elegia I” da Elegie Duinesi”)

Lo sai che l’inverno sarà lunghissimo quest’anno? Saremo ricoperti da coltri di neve, le macchine degli uomini ancora una volta non potranno nulla contro l’arroganza vendicatrice della Natura. Le strade risuoneranno vuote e torneremo a rintanarci in attesa del calore.

Allora ti regalo questo disco per farti compagnia. Pensa che c’è Bon Iver che canta tutte le canzoni, mentre un gruppo di folli contadini folk del Wisconsin tesse aggrovigliate trame tutt’intorno. I Collections of Colonies of Bees – quintetto di sperimentatori sonori con in testa campi di grano e beat elettrici a non finire – accarezzavano l’idea di sfilacciare un lungo sogno drogato tra le anse accoglienti del falsetto di Justin Vernon, già molto tempo prima che questi si rifugiasse tra i boschi solitari del Vermont per partorire quel capolavoro assoluto che fu “For Emma Forever Ago”.

I Volcano Choir si lasciano cullare da un lungo flusso di coscienza, che prende l’abbrivio da quattro accordi acustici, un faro che, flebile, indica la via di casa nella notte oscura. Si galleggia come sospesi in un mare di fumo, una nebbia madreperlacea attraente e ipnotizzante, pronta a diradarsi non appena entra in scena la luminosa linea vocale di Vernon, voce unica e carica di sfumature, quasi un impossibile incontro amoroso tra gospel, soul e folk.

“Unmap” si dipana così tra giochi di chitarre spezzate, riff ripetitivi e ritmi imprevisti, come nell’irresistibile “Island, Is”, brano dal groove poderoso ed accattivante. Tutto si mescola e perde di identità in quest’album, laddove sembra di annaspare alla ricerca di canzoni pulite, nette nella loro circolarità, ritrovandosi invece tra le mani schegge, abbozzi sciolti in un lungo frame, intuizioni melodiche sgranate come rosari la domenica pomeriggio; ma il lato affascinante di questo lavoro sta proprio nel saper mescolare il calore soffuso di un giro di chitarra acustica con ghirigori e frammenti di suoni sparsi, intelaiature sfilacciate e scheletri elettrici messi su con doviziosa perizia.

Un disco che profuma d’attesa, di buoni intenti che verranno, di inafferrabili disegni tratteggiati tra nuvole rade cariche di pioggia, di scorci di immense distese di cielo appena lavato da un lungo temporale. Tutto naturale, tutto sublime: come un giro di mestolo nello stufato, come i tuoi occhi che scintillano d’amore.

Unmap
[ Jagjaguwar - 2009 ]
Similar Artist: Bon Iver, Castanets, Phosphorescent, Bob Dylan
Rating:
1. Husks And Shells
2. Seeplymouth
3. Island, IS
4. Dote
5. And Gather
6. Mbira In The Morass
7. Cool Knowledge
8. Still
9. Youlogy

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