THE XX
Xx
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Non è sempre così semplice parlare di musica. Non è sempre così immediato descrivere un disco, soprattutto quando è già l’inizio dell’intro strumentale a causare un blackout mentale.
Un blackout che non ti fa vedere quello che succederà il 29 aprile 2010, ma che ti porta in un mondo diverso, vellutato, calmo. Un mondo costruito su groove minimali e melodie malinconiche. Un mondo in cui il suono delle voci dei due cantanti è importante tanto quanto il resto degli strumenti e il tutto si amalgama perfettamente creando un’atmosfera intima e sensuale.
Nelle undici canzoni scritte da questi quattro ventenni londinesi usciti dalla stessa scuola di Hot Chip e Burial, Romy Madley Croft e Oliver Sim cantano quasi sussurrando e dando l’impressione che stiano quasi cercando di sedursi l’un l’atra sopra chitarre delicate, giri di basso languidi e una drum machine saggiamente programmata senza mai cadere in fallo. Non ci sono punti deboli.
Diventa difficile fare paragoni quando la bellezza di queste canzoni riesce a portare la mente altrove. Possiamo provare a immaginare una versione di “Colossal Youth” dei Young Marble Giants con gli angoli più smussati e con un suono più pulito. Possiamo trovare echi di Portishead o degli Interpol di “Turn On The Bright Lights”, la capacità di comunicare qualcosa solo con il suono della voce che è propria di Regina Spektor, le atmosfere di “Wicked Games” di Chris Isaak, beat che vanno dal dubstep all’R&B. Ma la realtà è che gli xx sembrano arrivare dal nulla, così come -con le dovute proporzioni- era successo con gli Arcade Fire nel 2004. Forse non riceveranno gli stessi consensi e non riscuoteranno lo stesso successo, ma non si parla di paragone tra le due band. Si parla della piacevolissima sorpresa che è stata il primo ascolto dei due dischi di debutto.
Se state cercando un disco su cui struggervi, fermatevi pure qui. L’avete trovato.
Se state cercando il disco giusto da sentire mentre guidate da soli di notte su un’autostrada deserta, o mentre passeggiate all’alba in una città ancora addormentata, fermatevi pure qui. L’avete trovato.
Se state cercando un disco che non avete già sentito mille volte, fermatevi pure qui. Avete trovato uno dei migliori dischi dell’anno.
2. VCR
3. Crystalised
4. Islands
5. Heart Skipped A Beat
6. Fantasy
7. Shelter
8. Basic Space
9. Infinity
10. Night Time
11. Stars
THE XX su IndieForBunnies:
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14 ottobre 2009 @ 10:38
‘Mazza potevi mettere un altro paio di similar artisti!!
14 ottobre 2009 @ 16:35
tutti mi parlano molto bene di questo disco. Lo recupero appena posso e appena smaltisco la mia beatles mania rimasterizzata
14 ottobre 2009 @ 19:24
Lo sto ascoltando proprio in questi giorni. Un bel disco new wave che ricorda i giants, nonchè i piano magic nei momenti più elettronici. L’unico difetto è l’eccessiva orecchiabilità che potrebbe far calare il valore assoluto del disco man mano che gli ascolti progrediscono. Complimenti, bella recensione. Se posso spezzare una lancia in tuo favore, non è colpa tua se i riferimenti non sono stati inseriti, anche perchè nel corso dell’articolo tu hai citato anche Cris Isaak, gli Interpol e i Portishead, quindi.. Alex, rimedia!
14 ottobre 2009 @ 20:59
no perdonatemi, ho indicato io un solo similar artist perchè volevo indicare solo chi ha davvero una somiglianza consistente. gli altri gruppi che ho indicato nella recensione possono avere dei punti in comune, possono assomigliare, ma non in modo così consistente. voglio dire, una persona non assomiglia a un’altra solo perchè ha la stessa pettinatura, no? però forse ho sbagliato io il modo di intendere la dicitura similar artist, in questo caso, scusate!
14 ottobre 2009 @ 21:43
Concordo pienamente con la recensione: Marble Giants, Portishead, una certa new wave sognante…anche quel pizzico di Wicked game non stona in un contesto assolutamente positivo. Se non disco del’anno, esordio dell’anno!
15 ottobre 2009 @ 01:26
hm, avevo già risposto ma direi che non mi ha pubblicato il commento. beh comunque dicevo.
perdonatemi, ho indicato io un solo similar artist perchè volevo indicare solo chi ha davvero una somiglianza consistente. gli altri gruppi che ho indicato nella recensione possono avere dei punti in comune, possono assomigliare, ma non in modo così consistente. voglio dire, una persona non assomiglia a un’altra solo perchè ha la stessa pettinatura, no? però forse ho sbagliato io il modo di intendere la dicitura similar artist. in questo caso, colpa mia
15 ottobre 2009 @ 02:56
disco hype dell’anno!
15 ottobre 2009 @ 09:41
Un signor disco: tanto hype ma anche tanta sostanza. Sono molto curioso di sentirli dal vivo.
16 ottobre 2009 @ 14:12
Piccolo gioiello tanto “facile” quanto intenso, magnetico e sensuale.
19 ottobre 2009 @ 22:01
@ Cri. Capito!
Per quanto mi riguarda invece il disco mi è parso noiosissimo alla lunga, e c’è pure una scopiazzatura sfacciata dei glasvegas in un pezzo (VCR). Insomma, niente di che, molto meglio i Big Pink…
26 ottobre 2009 @ 18:29
@barocciga: perchè per te orecchiabilità è sinonimo di poca qualità?
26 ottobre 2009 @ 19:12
Sto apprezzando pure io il disco in questione, sono curioso di vedere come regge sulla lunga distanza. Uno dei pochi gruppi esordienti che è riuscito in questi mesi a piacermi
8 novembre 2009 @ 20:23
non si riesce a togliere dal lettore…aiuto!!!!
27 agosto 2010 @ 11:59
nessuno ci sente i jesus & mary chain di darklands? a me pare un’influenza notevole, soprattutto nelle chitarre e nella drum machine. ciao