banner

JACK PENATE
Everything Is New

30 ottobre 2009

I’m ringing churchbells churchbells lo dichiara già dal primo singolo estratto dal suo nuovo album il neodevoto Jack Peñate, d’aver trovato una nuova fede. E, infatti, quello cui fa pensare è proprio un ringraziamento al Signore. Sì perché nonostante la giovane età questo è il secondo disco dell’ ex ragazzino-nuova-meteora-indie etichettato subito dalla stampa inglese come il fighetto viziato dalla chitarra facile, anzi facilotta. C’è da dire che a sfavore del suo presunto fighettismo upper-middleclass giocavano dettagli non del tutto trascurabili. Come l’errato momento musicale su cui si affacciava il nostro ciuffo anglo-spagnolo, ovvero la florente esplosione dell’indie spensierato e un po’ tutto molto simile. Oppure il nonno scrittore Mervyn Peake, autore della famosa, soprattutto in patria, saga fantasy ‘gormenghast’.

Ma non tutto il male vien per nuocere. Perché proprio da queste critiche mosse al suo primo lavoro, ok non proprio memorabile, basato su ritmi in levare divertenti e senza troppe pretese, si è mosso qualcosa dentro Jack. Fondamentalmente ci è rimasto male dall’idea che la critica si è fatta di lui, e da qui la decisione, ben ponderata, di virare completamente verso una svolta totalmente originale. Questo è stato possibile in merito anche alla scelta di un nuovo produttore, Paul Epworth, quello delle cose più convincenti dei Bloc Party, dei Maximo Park, o dei Friendly Fires tanto per citarne solo qualcuno. E dopo un anno di lavoro in studio ecco che ha preso vita “Everithing is New”, album dal titolo quanto mai eloquente. Una sterzata tutta nuova composta di un mix di influenze tanto diverse quanto lontane tra loro, sapientemente amalgamate anche laddove sembrerebbe piuttosto impensabile farne uscire qualcosa di coerente.

Eppure come in ogni grande lavoro che si rispetti, Jack Peñate la sua coerenza e la sua impronta la mantiene per tutta la durata delle 9 tracce del disco. E solo immaginare il suo stile nel cantato tipicamente malinconico e british immerso nei riff di chitarra sudamericaneggianti e colmi di atmosfere figlie di riverberi senza risparmio, il tutto sorretto da beat vicini alla dub step è già un impresa per pochi. Figuriamoci se si aggiunge anche una serie di tropicalismi tra i più svariati, trombe, violini e percussioni che danno un’idea di quanto notevole sia il lavoro dietro a questa mescolanza innovativa. Come per esempio nel caso della canzone che dà il titolo all’album, “Everithing is new “ appunto, dove i ritmi sopracitati di bonghi, maracas e tamburi caratterizzano e incastonano perfettamente la chitarra squillante, la voce acuta dall’accento cockney e ci portano diretti sulla spiaggia di Rio a ballare la Samba in mezzo a massive presenze di percussionisti allegri e sorridenti. O ancora nell’afrobeat misto a musica elettronica e che fa venire voglia di muovere il culo (per rimanere in tema di brasiliani) nel singolo “Tonight’s Today”. Questo effetto straniante è tipico di questo lavoro, che ci confonde e ci affascina proprio com’è nei suoi intenti, e del sentimento principale che vuole imprimere alla sua opera, la malinconia positiva di cui tanto parla nei suoi testi. Che trovano suprema manifestazione nel brano “Let’ All Die”. Ebbene sì, un’esortazione provocante, sfrontata,ma anche emblematica della voglia di Jack di esorcizzare qualsiasi paura, e perché non anche la morte ricamandoci attorno l’ennesimo riff scanzonato e sbeffeggiante con tanto di falsetti e contro cori gospel al ritmo di marcia(gioiosamente funebre).

Ci sono anche delle note dolenti, almeno a parer mio, come lo scimmiottamento dal retrogusto di hip-hop americano nel loop di piano di “ Body Down”, ma molto può dipendere dai gusti personali, vedi lo stesso discorso per la discomusic di “Be the One” che il sottoscritto al primo ascolto lo ha fatto sorridere non poco, ma in fondo gli piace assai. Dunque mai conversione è stata più azzeccata, perché Peñate supera la fatidica prova del secondo disco imprevedibilmente a pieni voti, con una prova matura e adorabilmente Pop. E certo, pensandoci si potrebbe indicare questo come primo vero album e dimenticare i dolori del disco d’esordio “Matinée” ma ci si perderebbe gran parte della sorpresa, la trasformazione mistica. Perché non è impossibile fare un buon secondo album, ma è molto più incredibile riuscirci se il primo non lo era.

Everything Is New
[ XL - 2009 ]
Similar Artist: Friendly Fires, Reverend And the Makers, Rumble Strips
Rating:
1. Pull My Heart Away
2. Be The One
3. Everithing Is New
4. Tonight’sToday
5. So Near
6. Every Glance
7.Give Your Self Away
8. Let’s All Die
9. Body Down

 

Articoli Correlati:

Nessun commento »

Ultime recensioni

Take Care

DRAKE
Take Care

Il disco d’esordio di Drake, “Thank Me Later” (che è stato anche remixato dai…

Songs Of Innocence

ARE YOU REAL?
Songs Of Innocence

Ascoltando il disco d’esordio degli Are You Real? (italianissima band di vicino Venezia, il…

Glass Swords

RUSTIE
Glass Swords

Attesissimo alla prima prova su lunga distanza, dopo gli innumerevoli e promettenti ep che…

Strange Weekend

PORCELAIN RAFT
Strange Weekend

La tentazione di cominciare questa recensione col solito pippone su come l’Italia, musicalmente parlando,…

Il Mondo Nuovo

TEATRO DEGLI ORRORI
Il Mondo Nuovo

Deve essere andato proprio bene il precedente “A sangue freddo” se il nuovo disco…

Turisti Della Democrazia

LO STATO SOCIALE
Turisti Della Democrazia

Voglio fare l’indie-snob per questa recensione, perché il gruppo che sto per parlare è…

May Day

MATT PRYOR
May Day

E’ sempre più evidente l’opposta tendenza musicale che vede da un lato dischi infarciti…

Un Meraviglioso Declino

COLAPESCE
Un Meraviglioso Declino

Fuori la glaciazione, tanto attesa e, a quanto pare, ormai imminente. Dentro il caminetto…