ANNIE HALL
Carousel

18 novembre 2009

Da Brescia con un disco fantastico. Gli Annie Hall, cinque ragazzi giunti già al secondo full-length per Pippola Music, hanno molto da dire e lo dimostrano con un disco per nulla superficiale, complesso pur sé basato su linee piuttosto melodiche ed orecchiabili, dai lineamenti rock nonostante si tratti di una commistione, piuttosto omogenea, di pop e folk (come essi stesso ammettono). Scivola via veloce al primo ascolto, ma abbisogna di almeno tre o quattro ripetizioni prima di svelare tutte le sue sfaccettature. Si prende a piene mani da Beatles, i The Byrds e Bob Dylan, ma non si osi parlare di copiatura.

La carta carbone non è lo strumento ideale degli Annie Hall che anzi rielaborano tutta la scena del rock classico con una serietà ed un’originalità che poche volte si è vista negli ultimi anni (in questo simili agli Wilco, dai quali li separa, a tratti, solo la provenienza geografica). In tutti i pezzi, dal primo “Rainy Day”, all’ultimo breve “Grandmother’s Smile”, svolazzano arpeggi semplici ma non semplicistici, linee vocali cupe alternate ad altre più spensierate, con un comparto ritmico di alto livello. E’ così che in “Paralyzed” ci si avvicina ai toni british delle band più recenti (l’ultimo degli Arctic Monkeys o di Peter Doherty ad esempio, anche se gli italiani sono molto meno ‘radio-friendly’, se possibile), come in “Do You Wanna Dance With Me?”, altra saggia pop-ballad che unisce benissimo i condizionamenti degli ascolti della band con la loro personale vena creativa in sé molto malinconica (e lo si percepisce ancora più nitidamente nella successiva, in tracklist si intende, “Here Is Love”, molto neilyoungiana). Le saltellate ballad sostenute dal piano, in pura tradizione à-la-Beach Boys, sempre sapientemente rielaborata à-la-Annie Hall (e qui ricordano un po’ i recenti The Coral o i Fool’s Garden), come “Jelly’s Dream” o “Violet”, continuano la sequenza di calmo relax che infonde ascoltare alcuni tratti di questo disco, quasi simile a certa musica da camera. E questo, lo sottolineo, è un bene.

Strumentalmente ottimi, così come è ottima la produzione, questi ragazzi hanno veramente tanto da dire, ed un disco come “Carousel” lo dimostra appieno. Le ballate più distese, staccate l’una dall’altra dalla vena triste ed affliggente della maggior parte dei brani, sono costruite con un interesse particolare per tutti i dettagli più minuti, come tutto il disco; nota per nota è uno stillicidio di emozionante musica composta in maniera eccelsa, utilizzando un linguaggio proprio seppur fatto di un sistema di simboli che già è conosciuto a chi seguiva il panorama anni ‘60 e ‘70, non solo in Inghilterra.
Ascoltate e supportate gli Annie Hall perché meritano veramente, e in un panorama veramente stagnante come quello italiano questi dischi sono sintomo di uno status di ripresa notevole. Vera perla di fine 2009.

Carousel
[ Pippola - 2009 ]
Similar Artist: Beatles, Beach Boys, Yuppie Flu, Fruit Bats
Rating:
1. Rainy Day
2. Morning News
3. Paralyzed
4. Jelly’s Dream
5. Letters
6. Violet
7. Lips
8. Do You Wanna Dance With Me?
9. Here Is Love
10. Tea Boy Ballad
11. Grandmother’s Smile

ANNIE HALL su IndieForBunnies:

Non ci sono articoli correlati.

 

 

 

6 commenti »

Ultime recensioni

Champ

TOKYO POLICE CLUB
Champ

Ok, confesso! Se devo dirla tutta allora la verità è questa: mi sono accaparrato…

The Noyelle Beat

STANDARD FARE
The Noyelle Beat

Di Sheffield mi viene in mente solo l’oscurità di una notte con poche stelle.…

Oku

KING BLESO & THE VOODOO SOUL UNLIMITED
Oku

King Bleso è in realtà Gopher, veterano della scena hip-hop e reggae italiana (nel…

Hitecherous [EP]

AFRICA HITECH
Hitecherous [EP]

Mark Pritchard e Steve Spacek non sono dei novellini: il primo ha già dato…

United Nations Of Sound

RPA & THE UNITED NATIONS OF SOUND
United Nations Of Sound

Quindi è tutto finito?
Siete davanti al televisore e guardate l’incontro del vostro pugile…

DJ Kicks

JAMES HOLDEN
DJ Kicks

Pochi si saranno dimenticati di questo ragazzetto inglese che nel 2006 sfornò un album…

Lineare

NEVICA SU QUATTROPUNTOZERO
Lineare

Un disco coi controcoglioni. Si potrebbe chiuderla qui, a questo punto. Il cantautore italiano…

The Place We Ran From

TIRED PONY
The Place We Ran From

È un sentimento condiviso, quello che ci attraversa i pensieri in situazioni faticose, che…