TONI MELILLO
Il Mio Giardino
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Ci sono certi giorni d’autunno che assomigliano tanto all’inverno, il freddo pungente ti entra fin dentro alle ossa, ti rintani nella tua stanza e fai girare nel tuo HI-FI un po’ di musica.
Ecco, da un po’ di giorni il mio stereo ed io ci siamo innamorati dell’album d’esordio di Toni Melillo che riesce a colorare una stanzetta umida con tante ricche sfumature.
Toni Melillo ha una voce importante, molto personale, un elemento che riempie vuoti, che copre distanze e che riesce a riprodurre e sintetizzare tutti gli stati d’animo.
Nel libretto de “Il Mio Giardino”, però, il cantautore milanese lascia una dichiarazione d’intenti per evitare di essere paragonato a tanti artisti e tanti generi, e scrive : “Il Mio Giardino” è “4Way street” di Crosby, Stills, Nash & Young ; “Caetano Veloso” di Caetano Veloso; […] ; la soundtrack di “Mary Poppins” ; […] ; “Amoroso” di Joao Gilberto […]. E poi, una foto che riprende, in primo piano, mani sporche di terra, metafora dell’artista che deve sporcarsi le mani nella ‘terra’ della musica ricercando la sua essenza e coltivando tanti semi per cogliere un nuovo frutto da mangiare e far apprezzare. Il musicista, d’altronde, è come un floricoltore – questo vuol spiegarci Melillo - che è attento ai suoi fiori e, quindi, alla loro crescita e, come ben ha spiegato in un’intervista, ci vogliono molti semi per fare un giardino. Un pensiero così semplice, quasi scontato, disarma per la sua profondità nel rimarcare un concetto fondamentale, che dovrebbe essere basilare per ogni artista.
Per creare una canzone, infatti, bisogna fare diversi innesti e Toni ha cercato di far germogliare una serie di fiori/canzoni perfette piantando semi di west-coast, di bossa nova, di new acoustic movement, di jazz, di tropicalismo. Il risultato è un bel giardino fiorito, profumato, delicato, colorato, germogliato grazie anche ad una squadra di giardinieri/musicisti di alta caratura come Fausto Beccalossi e Riccardo Fioravanti.
L’operazione artistica che sta portando avanti la napoletana Microcosmo Dischi è importante perché è tutta incentrata sulla ricerca di nuovi artisti e di una forma di cantautorato italiano che non strizzi l’occhio al marketing e al mercato ma che proponga musica di qualità e di ricerca.
Toni Melillo rientra pienamente in questa prospettiva e sicuramente avrà l’occasione di crescere esorcizzando completamente i suoi modelli di riferimento che, in alcune tracce, sono troppo presenti, come Caetano Veloso in “Soldier Of Love”, forse il fiore meno bello di un giardino raffinato.
Ma, in compenso, episodi come “Scende Così”, “L’Uomo Dei Sogni”, “Il Mio Giardino” o “Senza Aria”, con le loro parole legate da un cordone ombelicale alla musica, coccolano l’udito, penetrano fin sotto l’epidermide impossessandosi di anima e corpo.
Quest’artista milanese, emigrante al contrario, ingenuo e malinconico, ci ha offerto una prova d’autore e d’amore essenziale, basilare, ricamando sentimenti e riflessioni politiche su testi, a volte, fragili su una trama musicale, però, variegata e mai banale.
2. Dormi Anche Stasera?
3. La Bestia
4. La Dolce Vita Di Veronica
5. Soldier Of Love
6. L’Uomo Dei Sogni
7. Come Vorrei
8. Canzone Per Randdah – Parte Seconda
9. Il Mio Giardino
10. Senza Aria
11. La Casa Di Tom
12. E Penso A Te
13. Hi Peter!
14. Fragole E Panna
15. No Ghosts Anymore
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21 novembre 2009 @ 22:35
Ho scoperto Toni Melillo da una settimana. Mai sentito nominare, mai ascoltato prima. Il primo – frettoloso – ascolto in un noto book-store di Milano (grazie!)mi ha emozionato come non mi accadeva da tempo per un disco. Ad ogni riascolto, le emozioni diventano sempre più intime. A differenza di quanto sostiene Francesco, trovo L’uomo dei sogni un pezzo di rara bellezza ed eleganza. Se questo disco merita 3 stelle e mezzo, significa che quanto mi è capitato di ascoltare negli ultimi anni è veramente scarso …
23 novembre 2009 @ 22:54
Marcello, è un disco che acquista valore ascolto dopo ascolto. Anche a me adesso “L’uomo dei sogni” piace di più rispetto a prima e il tre stelle e mezzo è dato in riferimento ad un altro album della Microcosmo che posso accostare – senza cadere in errore – al “Mio Giardino” di Toni Melillo, cioè “Maison Maravilha” che è un cinque stelle pieno (usando come metro di paragone i dischi etichettati come “cantautoriale-melodico italiano”).
Ciò non toglie che “Il mio giardino” sia un bell’album, che consiglio.
23 novembre 2009 @ 22:56
P.S. Ti riferisci a “Soldier of love”, non all’ “Uomo dei sogni” (canzone che è sempre più bella ogni volta che l’ascolto). Allora, il giudizio rimane lo stesso.
1 marzo 2010 @ 17:24
Ciao Francesco,
ritorno oggi dopo molto tempo sul nostro scambio di opinioni.
Non so cosa avessi in mente scrivendo “L’uomo dei sogni” anzichè “Soldier of Love”, ma è proprio a quest’ultimo pezzo che facevo riferimento, tant’è che ho contattato Toni (attraverso l’amico Fausto Beccalossi – bresciano DOC come il sottoscritto), chiedendogli il permesso di inserire Soldier of Love nella “colonna sonora” del sito dell’azienda vinicola che dirigo in Franciacorta (www.anticafratta.it), affiancandolo al primo pezzo inserito di un amico americano di talento (Ben Allison). Sarà che le melodie jazz più classiche ed eleganti continuano ad emozionarmi …