AA. VV.
Dillanthology 3 (Dilla’s Productions)

 
 
30 Novembre 2009
 

Ci eravamo caldamente augurati un terzo capitolo delle “Dillanthology” e subito la Rapster ci accontenta, cercando di fare un poco di ordine nella prolifica produzione in proprio dell’artista detroitiano. La retrospettiva copre tutta la carriera di James solista, non dimenticando alcun alias (presenti sia Jay Dee sia J Dilla, senza dimenticare la sortita Jaylib in coppia con l’altro grande talentuoso Madlib), frugando in ogni album e inanellando una perla dopo l’altra.

Il risultato è poco meno cristallino rispetto ai lavori (remix o produzioni) per altri, ma si pregia di un fascino visionario ed immediato che era un tratto fondamentale della poetica di Dilla e che è palese sin dalle prime tracce di questa raccolta (giustamente tratte dagli storici “Donuts” e “Welcome 2 Detroit”): “Workinonit” è incalzante con il suo battito morbido, i suoi effetti distorti e i frenetici campionamenti vocali, mentre “Pause” sfoggia un formidabile minimalismo sopra cui le liriche di Frank-N-Dank scorrono libere.
Dell’avventura Jaylib è stata scelta la spettacolare “Raw Shit” (con il rapping di Talib Kweli), sempre in bilico tra radici soul psichedeliche e suoni così saturi da sembrare quasi dubstep.

Sfilano poi alcune tracce che cercano di rappresentare il sublime lato strumentale di Dilla: ottime le scelte (funk, soul, i vari sviluppi dell’hip-hop, tentazioni oniriche e cosmiche, delicata fisicità, atmosfere suadenti e quasi commoventi), ma il rammarico resta, poiché solo in parte può essere colta l’intera ispirazione e immaginazione del genio e del suo pensiero (quindi è quasi d’obbligo, dopo alcuni ascolti, gettarsi a capofitto nella vasta discografia del nostro).
Un sorriso ebete si disegna sui volti durante l’ascolto di una “Baby” pressoché perfetta nell’accompagnare con contrappunto irresistibilmente morbido e gioioso le ispirate interpretazioni di Madlib e Guilty Simpson. Il lirismo quasi eccessivo, ma così poetico di “It’s Like That” non può non spezzare il cuore mentre mentre spinge gli arti a lasciarsi andare.

Si giunge ben presto alla fine: se il pregio degli altri due capitoli stava proprio nel proporre un Dilla meno conosciuto e più frammentario, ora ci troviamo di fronte a un’operazione meno riuscita; sempre altissima, forse irraggiungibile, la qualità, ma tutti gli album di James compongo un quadro generale che non può essere riassunto in quattordici comunque bellissime tracce.
Resta, soprattutto in vista di un possibile cofanetto che contenga tutte e tre la antologie, forse uno dei migliori regali, a chi nulla sappia della sfortunata ma intensa parabola di Jay, per le prossime occasioni (Natale si avvicina).

Cover Album

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Dillanthology 3 (Dilla’s Productions)
[ Rapster – 2009 ]
Similar Artist: Madlib, Mos Def, Erykah Badu, Pharrell, Guru, Shape Of Broad Mindss
Rating:
1. J Dilla – WorkinOnIt
2. Jay Dee – Pause
3. Jaylib – Raw Sh*t
4. J Dilla – Nothin Like This
5. J Dilla – Anti-American Graffiti
6. J Dilla – Glamour Sho75 (09)
7. J Dilla – Won’t Do
8. J Dilla – Baby feat. Madlib & Guilty Simpson
9. Jaylib – The Red (Inst.)
10. Jay Dee – It’s Like That
11. J Dilla – Crushin’ (Yeeeeaah!)
12. J Dilla – Reality Check feat. Black Thought
13. Jay Dee – Featuring Phat Kat
14. J Dilla – So Far To Go feat. Common & D’Angelo

J DILLA su IndieForBunnies:

Tracklist
 
 

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