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IL TEATRO DEGLI ORRORI
A Sangue Freddo

14 dicembre 2009

Genere:

”A Sangue Freddo” è la seconda opera de Il Teatro degli Orrori (ossia gli One Dimensional Man Pierpaolo Capovilla alla voce e Francesco Valente alle bacchette, l’ex One Dimensional Man Giulio Favero al basso–nonché alla produzione- e Gionata Mirai dei Super Elastic Bubble Plastic alla seicorde), dinamitardo combo che solo nel 2007 aveva pubblicato l’ottimo, acidulo e rumoroso Dell’impero delle tenebre.
È subito evidente la maggiore ricerca melodica dell’album rispetto al suo predecessore e una maggiore vicinanza col cantautorato italiano più nobile e ombroso, e una certa più rimarcata tendenza alla malinconia e allo struggimento, che si aggrappano sanguinanti al cuore carbonizzato, all’ugola incatramata e alla lingua impastata di un Capovilla tanto teatrale (vedi soprattutto le parti ‘recitate’, davvero impressionante in particolare la rilettura di “All’Amato Me Stesso” in “Majakovskij”) quanto istintivo e pazzoide, tanto salace e incazzosamente sarcastico quanto sofferente, sconfitto e incredulo di fronte all’amore che cade a pezzi e al mondo che va in malora.

Sono dunque due le dimensioni nelle quali si situa “A Sangue Freddo”: la prima è quella, tra tragicomicità e toni severamente apocalittici, della denuncia sociale (non politica in senso stretto) e dello sgomento di fronte ai malfunzionamenti del Mondo, come si vede nella rivoltosa anthemica title track (dedicata a Ken Saro-Wiva, poeta, scrittore e attivista nigeriano impiccato nel 1995: http://it.wikipedia.org/wiki/Ken_Saro-Wiwa), nel rifacimento della suprema preghiera cristiana “Padre Nostro”(non mi indurre in tentazione ma liberami dal male/ liberami dal male e dalla malinconia/dal malaugurio dai maldicenti/dagli ipocriti dagli ignoranti da questa congerie magari di uomini abbienti e miseri/il prossimo il remoto il passato il futuro non sono più niente/ non soltanto i terremoti/ ma le guerre e le ingiustizie/il languore della fame/Come se fosse giusto/ come se niente fosse/ E i dispersi in mare/e gli innocenti in galera e la fatica/il dolore e ancora la fame/come se niente fosse/come se fosse giusto/non soltanto Dio non governa il mondo/ma neppure io posso farci niente/se non fosse così, sarebbe terribile), o nell’esagitata “Alt!”.

Alcuni potrebbero ravvedere in queste canzoni un certo populismo e un’attitudine pateticamente ribelle. Il fatto è che non si tratta di una band politicizzata. L’atteggiamento del Teatro degli Orrori è quello di una persona o di un gruppo di persone che semplicemente rimangono ogni giorno sgomente dinnanzi ad una realtà avversa e grottescamente violenta, contro la quale l’unica scelta è la lotta non tanto dell’Intelletto quanto dello Spirito, uno Spirito che comunque accetta la propria, in un certo senso, ‘mediocrità’, in realtà collegato ad una mente tagliente e dotata di grande ironia a autoironia.
La seconda dimensione è quella personale, appartenente al solitario individuo protagonista dell’album. Riconosco in questa canzone non me, ma colui che avrei potuto essere, e non sono mai stato ha detto Capovilla a proposito di “E’ colpa Mia” (momento di analisi interiore quasi delicata e profonda autocritica nelle strofe, e sarcastico e arrabbiato sfogo nel rumoroso ritornello) nel diario del tour che si trova in Rete. Che sia dunque Capovilla o una proiezione di se stesso o un personaggio della fantasia ispirato dall’osservazione della realtà circostante, beh questo non ci è dato saperlo al momento. Fatto sta che costui ne deve aver visto davvero delle belle. In “Io Ti Aspetto” Pierpaolo recita si leggon cose terribili/ogni giorno nei giornali/alla tv non parlan d’altro/confesso di soffrire di paure
/forse non giustificate/ma io ti aspetto sai/IO TI ASPETTO/l’amore è una cosa così bella/una cosa così grande/una notte d’angoscia/non può che diventare una carezza/su quel dolce profilo/di persona per bene che sei
.

L’attesa della persona amata diventa un momento di sobria angoscia e allucinata compostezza, un delirio sussurrato, soffocato da una coscienza imborghesita vittima di paranoici attacchi massmediali e vittima di se stessa, capace comunque di trovare una sorta di dignità, comunque assai risicata e poco credibile, in un momento di solitudine e sofferenza estreme. “Direzioni Diverse” (elettronica elegante, archi a lutto e livide schitarrate) prosegue in questa direzione, andando ancora più a fondo in quest’analisi spietata e insieme struggente dell’impossibilità del vivere e del relazionarsi con l’altro/a in questa confusa era dell’umanità in cui c’è poco tempo per ascoltare e/o poter comunicare esaustivamente quello che si prova: è un mondo diverso che voglio/altro che storie/senza né despoti né preti/più giusto e libero se vuoi/dove abbracciare il sole il mare la terra l’amore/quanto ti manca l’amore?/sarebbe stato bello invecchiare insieme/la vita ci spinge verso direzioni diverse/non te la prendere/non te la prendere, almeno una volta/il lavoro mi rincorre, adesso devo scappare/ti prego ascoltami/ascoltami bene, almeno una volta/solo poche parole.

In “Il Terzo Mondo” il piano sociale e quello individuale si sovrappongono: qui la famelica bramosia d’amore e i languori sentimentali collidono rovinosamente con l’immagine di un paesaggio in disfacimento in cui barcolla agonizzante una collettività ormai prossima alla fine. Come in una grottesca e tragica situazione in cui un carro armato piomba dentro una camera da letto facendo crollare assieme con mura e pilastri la sacralità del privato, l’individualità della persona è totalmente schiacciata e violata, mentre la mente è bombardata da immagini di guerra, di pulizia etnica, di tratte di schiavi, di intralci burocratici e di facce di politici corrotti.
“A Sangue Freddo”.
I cretini dovrebbero ascoltare. Le canaglie. I bastardi impuniti e impenitenti.
Ma non ascolteranno, ancora una volta.

A Sangue Freddo
[ La Tempesta - 2009 ]
Similar Artist: Jesus Lizard, One Dimensional Man, Massimo Volume, Piero Ciampi
Rating:
1. Io Ti Aspetto
2. Due
3. A Sangue Freddo
4. Mai Dire Mai
5. Direzioni Diverse
6. Il Terzo Mondo
7. Padre Nostro
8. Majakovskij
9. Alt!
10. E’ Colpa Mia
11. La Vita E’ Breve
12. Die Zeit

 

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