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TOP 10 ALBUM 2009 di Emanuele “Brizz” Brizzante

14 dicembre 2009

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Indie Top Ten, settima posizione

#10) Russian Circles

Geneve [Suicide Squeeze]

Un disco originale, assurdamente preciso, che miscela in maniera mai banale tutti gli stereotipi della post-cultura (post-rock, post-metal, sludge, ecc.) con un equilibrio e un’inventiva che pochissimi possono ancora vantare in questo genere. Potenti.

Indie Top Ten, ottava posizione

#9) Wilco

Wilco (The Album) [Nonesuch]

Ancora loro. Si, ma con uno dei migliori dischi della loro carriera. Il rock influenzato dal folk e dalle vecchie glorie inglesi degli anni ‘60/’70 degli Wilco non risparmia nessuno. Un disco per tutti i gusti.

Indie Top Ten, terza posizione

#8) Franz Ferdinand

Tonight: Franz Ferdinand [Domino]

Da quando ci hanno messo qualche sintetizzatore non li ferma più nessuno. Un disco fichissimo per chi ha nostalgia della new wave ma non vuole sentirla riproposta tale e quale come metà dei gruppi fanno nel 2009. Sfacciati.

Indie Top Ten, settima posizione

#7) Grizzly Bear

Veckatimest [Warp]

Beatles + Beach Boys nel nuovo millennio, nonostante questo originali e fuori dagli schemi, malinconici quanto basta per suonare inglesi anche se vengono da Brooklyn. E lo sappiamo che è un pregio. Imponente opera rock tra i migliori dischi dell’anno.

Indie Top Ten, settima posizione

#6) Converge

Axe To Fall [Epitaph]

Dopo il rumore sgraziato e qualche volta inefficace dei primi dischi, trovano il giusto equilibrio tra mathcore, hardcore punk e un po’ di screamo che non fa mai male. Stavolta coi suoni giusti per risultare ascoltabili da tutti, e una vena compositiva inesauribile che li colloca di diritto nell’Olimpo della musica del nuovo millennio.

Indie Top Ten, settima posizione

#5) Devocka

Perchè Sorridere? [Nagual]

Sarò uno dei pochi a sostenerli così tanto ma penso che i Devocka, soprattutto in questo disco, abbiano regalato al panorama italiano una vera perla, coniugando i primi turbolenti Marlene Kuntz ad una rabbia quanto mai personale che solo ascoltando si può spiegare completamente. Incredibile disco da una band di nicchia ma che si spera, prima o poi, vada da qualche parte.

Indie Top Ten, ottava posizione
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#4) Zen Circus

Andate Tutti Affanculo [Unhip/La Tempesta]

Rino Gaetano c’è. Ogni tanto lo fanno rivivere dischi come questo. Ma gli Zen Circus non imitano e basta, sono uno dei pochi gruppi italiani che si prendono la briga di dipingere con la volgarità che il nostro paese merita gli scenari di un’ipocrisia che regna nelle vite di molti, e musicalmente c’è poco da dire, suonano bene.

Indie Top Ten, ottava posizione

#3) Armstrong?

Collateral [70 Horses]

Altro disco sorpresa. Chi l’avrebbe mai detto. Un disco poliedrico, variopinto, di incredibile ispirazione, difficile da digerire ma non per questo un risultato negativo. E’ invece un lavoro ottimo, fuori da ogni stereotipo, indicatore dello status di buona salute del panorama underground italiano che aspetta sempre i periodi più bui per farsi notare. E non è un caso.

Indie Top Ten, ottava posizione

#2) Fuck Buttons

Tarot [ATP]

Un capolavoro di elettronica moderno ed intimistico, dai beat ballabili, che nasce direttamente da un background di sperimentazione che lo può definire come un disco rock dai suoni ‘digitali’. Meraviglioso, composto in maniera eccellente e suonato meglio. BISOGNA ascoltarlo.

Indie Top Ten, terza posizione

#1) Mastodon

Crack The Skye [Relapse]

I Mastodon sanno sempre rinnovarsi e lo hanno dimostrato fin dall’inizio. Non si credeva però che potessero fare un gioiellino del genere, trascendendo tutte le frontiere del metal, unendo lo sludge al progressive e l’heavy all’hard rock con questa saggezza. L’inventiva di questi ragazzi non finisce mai, e ci vuole poco a rendersene conto (imperdibili “The Czar” e “The Last Baron”).

 

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