TOP 10 ALBUM 2009 di Enrico “Sachiel” Amendola
Genere: lists
| Tweet |
|
|
#10) R.E.M. Live At Olympia [Warner] E’ la prima volta che mi capita di inserire un live in una top 10 di fine anno, ma questo è qualcosa di più che un documento sullo splendido stato di forma della band di Athens. E’ un fantastico esperimento che ci permette di riascoltare tantissimi piccoli tesori nascosti della loro discografia. Progettato più per gli appassionati che per la massa, “Live At The Olympia” si conferma uno dei migliori dischi dal vivo usciti negli ultimi anni. |
|
#9) Noah And The Whale The First Days Of Spring [Cherry Three] Pop sognante e romantico, zuppo come una spugna immersa in un lago di malinconia. |
|
#8) Gomez A New Tide [ATO] Un disco che è cresciuto gradualmente con ascolti ripetuti. Il perfetto compendio tra i Gomez degli esordi, più trasversali, e quelli più attuali in chiave poprock. Album ancora godibilissimo a distanza di diversi mesi. |
|
#7) Vic Chesnutt At The Cut [Constellation] Ci vuole una sensibilità profonda per entrare nei meandri della poetica di Vic Chesnutt, ma una volta rotti gli indugi, resta un disco strepitoso, che canta di un dolore sottile e continuo. “At The Cut” ti entra dentro lievemente per poi ancorarsi in una parte profonda di te stesso. Ed ogni tanto bisogna rifugiare le proprie orecchie altrove per non sprofondare completamente. Un disco necessario e pericoloso. |
|
#6) Barzin Notes To An Absent Lover [Monotreme] La delicatezza di un sentimento notturno che si dipana tra le nove tracce di un disco tenue e profondo allo stesso tempo. Tra vizi a bassa fedeltà e pseudo-pose da finti rockers, un album così è qualcosa di più unico che raro nel panorama ma attuale. Tra Spain, Tom McRae e Sophia. Tra il rosso tenue del ricordo di una notte di passione e il nero che il tramonto porta con sé. |
|
#5) Ben Harper And Relentless7 White Lies For Dark Times [EMI] Avevo lasciato Ben Harper qualche disco indietro, mi aveva un po’ stancata una scrittura che sembrava ormai fatta col pilota automatico. Questo è un favoloso ritorno al rock-blues più ruvido e profondo. E’ come riscoprirlo nuovamente attraverso un album dall’impostazione classica che preme il piede sull’acceleratore incantando con una manciata di canzoni energiche, affilate ed incisive. Bentornato Ben! |
|
#4) Pearl Jam Backspacer [Universal] Me ne sbatto di quello che potrà dire il fan(che cosa nefasta i fans) della prima ora. Questo era esattamente quello che cercavo nel nuovo disco dei Pearl Jam: non certo un capolavoro come “Ten” o “No Code”, giusto per citarne due, ma un bel lavoro di semplice ed affilato rock’n’roll. E Vedder e soci non sembravano così in forma da moltissimo tempo. “Backspacer” ha bisogno semplicemente di essere infilato nel lettore ed ascoltato a volume possibilmente smodato. Di tutte le pippe sul ‘come’, sul ‘quando’ e ‘perché’ ve ne dimenticherete in pochi istanti. In caso contrario la colpa sarà dei vostri inutili preconcetti. |
|
#3) Doves Kingdom Of Rust [Heavenly] Ammetto di avere sempre avuto un debole per la band dei fratelli Williams, però oggettivamente questo mi sembra un lavoro all’altezza degli esordi, anche se diverso. All’approccio notturno e psichedelico qui si preferisce il rumore, la ballabilità ed un suono pieno ed aggressivo. A qualcuno potrà sembrare un po’ eccessivo, ma chi li ha apprezzati da sempre, non può fare altro che applaudire ad un lavoro bellissimo, cosa ormai abbastanza rara in terra d’albione, in cui l’hype non è più direttamente proporzionale alla qualità artistica. |
|
#2) Wilco Wilco (The Album) [Nonesuch] Sul filo di lana ha perso il primo posto in classifica. Come ho già detto nella recensione al disco io e Wilco abbiamo fatto pace, dopo un periodo in cui non è che avessimo litigato, ma ci eravamo capiti di meno. Accantonato il lato sperimentale di “A Ghost Is Born”, Tweedy torna al folk-rock tout court, tra ballatone romantiche ed episodi elettrici che aggiungono un altro tassello indispensabile alla loro discografia. Come cita “Wilco the song”: Wilco will love you baby. |
|
#1) Lucero 1372 Overton Park [Republic] E alla fine arrivò Ben Nichols con i suoi Lucero e sbaragliò la concorrenza. Mi ci è voluto poco per capire che questo sarebbe stato il mio disco dell’anno e non solo, credo che sarà uno di quegli album che mi porterò per tanto tempo ancora. Il soutern-rock metropolitano di queste dodici tracce non ha una sbavatura che sia una, è solo energia, poesia e letteratura rock’n’roll. “1372 Overton Park” non ha la pretesa di inventarsi alcunché, eppure riesce ad entrarti nel sangue e una volta in circolo è impossibile scrollarselo da dosso. Una spanna sopra qualsiasi disco uscito nel 2009. Un nuovo probabile classico per il sottoscritto. |
Articoli Correlati:





19 dicembre 2009 @ 10:56
Bella classifica, escluderei Noah and the Whale, perchè disco uallera, almeno per me, nonchè quello dei Doves che non mi ha colpito minimamente. Neanche quello dei Lucero che si annunciava come meraviglia mi ha sfiorato più di tanto, ordinario rock.
I Pearl Jam non pervenuti, purtroppo, recupererò, anche perchè li adoro.
Per gli altri condivido pienamente, specie Barzin che non ho messo a malincuore in classifica, a me ricorda molto Damien Rice, ma più malinconico. Molto bello anche quello di Ben Harper, fuori classifica a malincuore per me. I disco dei Wilco invece mi è piaciuto ma non come Sky Blue Sky che per me è superiore, ma di questo ne abbiamo già parlato.
Io Teng’ ‘Issogn
19 dicembre 2009 @ 11:30
Gloria ai bistrattati Gomez, la testimonianza pratica che puoi fare pop anche se hai un sacco di idee strane.
L’ultimo dei Lucero è un disco pericoloso come solo certi dischi di Springsteen, se l’ascolto più di tre volte di fila, tutto il resto smette di esistere.
L’ultimo dei Pearl Jam l’ho ascoltato di sfuggita e mi è piaciuto. Ci ritornerò al momento giusto (per me s’intende).
Non ci sono femmine in questa classifica che vanta pure musica di una certa delicatezza. Sarà grave? Starai diventando ghèi? Starai diventando Giannifesta? …solo il 2010 ci darà queste risposte…
19 dicembre 2009 @ 12:08
Il disco dei Lucero mi ha ricordato che esisste ancora un certo tipo di rock, capace con la semplicità di spezzarti in due.
19 dicembre 2009 @ 12:10
Che classifica mainstream! GLi indieboys inorridiscono!
19 dicembre 2009 @ 12:13
Gran bella classifica. Mainstream o meno, è una bella classifica.
19 dicembre 2009 @ 12:18
Grazie. Come ha fatto Just ci tengo ricordare il disco dei Gomez, originale e dannatamente pop al tempo stesso. C’era la possibilità di avere dele fanciulle in classifica: Soap&Skin e A Fine Frenzy se la sono giocata, ma questa volta sto diventando un po’ Giannifesta come dice il buon Just
19 dicembre 2009 @ 12:42
Metà di questa classifica non l’ho ascoltata:)
Però i Wilco di quest’anno non son proprio da classifica… è di sicuro il loro disco meno riuscito. Magari dovrò riascoltarlo, eh. Azz, comunque devo farla anch’io la mia classifica 2009:)
19 dicembre 2009 @ 13:49
…invece per me il 2009 è stato l’anno del Wilco Innamoramento. Fino a pochi mesi fa non mi ero spinto più in là di qualche ascolto di “Yankee Foxtrot” ma questo “Wilco (The Album)” l’ho consumato. cosa mi diavolo mi sono perso per tutti questi anni ?
Apprezzo un botto la tua classifica sachiel, Lucero li devo ascoltare, mentre i Doves saranno anche nella mia.
19 dicembre 2009 @ 14:17
Non mi piaceva così un disco dei Wilco dai tempi di Yankee hotel foxtrot. A ghost is born non mi ha mai convinto e nemmeno sky blue sky. Mi piace tweedy in hciave pop-rock. Amo questo disco
19 dicembre 2009 @ 14:22
il duetto con Feist per quanta mi riguarda è la ballata d’ AMMMMOOOORRRRRE del 2009…fantastica…
19 dicembre 2009 @ 14:52
bella bella.
bravo
19 dicembre 2009 @ 14:52
come siamo romantici!
19 dicembre 2009 @ 14:52
GIOV TI STIMO
19 dicembre 2009 @ 15:20
…diciamo classifica molto-america! e lo considero un vero complimento!…proverò a ritornare sui Lucero, forse non li ho capiti…bravo!
19 dicembre 2009 @ 15:34
Abbiamo 3 album in comune. Yò.
19 dicembre 2009 @ 19:23
grazie Sach.
Anche io…
non sempre però mi stimo… .
19 dicembre 2009 @ 21:35
Quest’anno temo non avremo una classifica di fine anno di Giov. Ma non avvilitevi, non è necessariamente una cattiva notizia.
Al primo posto avrebbe avuto sicuramente qualcosa tipo “Agamennone & le Olive Greche”…
19 dicembre 2009 @ 21:50
e invece sei distratto, perché la sua top 10, anzi top 8, è stata pubblicata giorni fa
19 dicembre 2009 @ 21:54
…eheheh…:)
19 dicembre 2009 @ 23:12
Complimenti Enrico, bella top-ten.
Solo un appunto: sinceramente non mi pare che in Kingdom Of Rust prevalga così tanto il rumore, invece continuo a sentirci la psichedelia notturna.
Il sound è un pò oscuro, krautoso.
Descriverlo come un disco aggressivo e rumoroso secondo me è fuorviante, nonostante indubbiamente ci siano 2-3 pezzi tosti addirittura con svisate alla Pixies(House Of Mirrors).
Di “ballabile” c’è solo un pezzo.
Grande disco comunque.
19 dicembre 2009 @ 23:21
Beh si, forse è una esagerazione, ma ci tenevo a sottolineare la differenza tr questo e Lost Souls, l’esordio che è molto più brumoso
20 dicembre 2009 @ 09:45
…ah si? e come si è piazzato alla fine in top ten “Agamennone”?
20 dicembre 2009 @ 09:55
…ma come si fa a essere più rincoglioniti?!?
(comunque Agamennone se l’è battuta fino alla fine con Nico Stai)
20 dicembre 2009 @ 17:07
Tra l’altro anche la copertina di Kingdom Of Rust spiega abbastanza bene il tipo di “colore” del sound:).
Bellissimo il disco dei Lucero, bello/bello/bello!
21 dicembre 2009 @ 13:13
Abbiamo tre dischi in comune (così mi allaccio al filo conduttore gay dei commenti): Vic, Wilco e Barzin. Un disco della tua classifica, però, per me è inascoltabile ed è in lizza per il premio “Disco Munnezza” del 2009.
I Lucero li ho ascoltati di sfuggita e voglio approfondirli. Ben Harper dopo le due ultime ciofeche non l’ho manco sfiorato di striscio. Noah & The Whale, di cui mi fregio di avertelo suggerito al primo disco, sono in attesa di primo ascolto (troppa robbba). I Gomez carini, ma niente più. I Pearl Jam non da classifica ma sicuramente una lieta sorpresa, considerato il precedente aborto. I REM non valgono, hai imbrogliato
21 dicembre 2009 @ 13:39
Luca ciò che più ci lega è una cosa sola: issogn’
22 dicembre 2009 @ 10:26
Quest’anno io attribuirò anche il Premio fronGill’: “Issogn’ d’oro”.