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STEREOPHONICS
Keep Calm And Carry On

23 dicembre 2009

Cosa aspettarsi quando le parole nuovo disco degli Stereophonics vengono pronunciate? Si va con i piedi di piombo incontro alla voce di Kelly Jones, unica di certezza che le suddette parole possano dare, mentre ci si avvicina a tutto il resto con quella titubanza inconscia che è il risultato di scottature provocate da band in cui si riponeva piena fiducia.

“Keep Calm And Carry On” era lo slogan scritto sui manifesti che tappezzavano le strade britanniche durante la seconda guerra mondiale ed è un titolo perfetto. È un suggerimento da tenere bene a mente quando si preme il tasto play dello stereo perché riassume perfettamente il disco, la band e come l’ascoltatore dovrebbe porsi nei loro confronti.

Già, perché questo è il disco di una band che non ha molto da dire, ma che lo dice lo stesso, esponendo le proprie idee con calma. E con la stessa tranquillità si ascolta per quarantacinque minuti, fino alla fine, senza troppe pretese. Dodici pezzi onesti tra ballate e pezzi più tirati, più rock, nessuno dei quali particolarmente sorprendente. Il bel singolo “Innocent” continua dove si era fermata “Dakota” (solo senza suoni da videogioco ma con l’aggiunta di un coretto piuttosto inutile), pezzi come “She’s Alright” e “Trouble” sanno molto di “Madame Helga” senza le coriste e “Could You Be The One?” è la “It Means Nothing” di turno. Non mancano le sensazioni di déjà vu. “Uppercut” sembra scritta da Liam Gallagher e “Live’n’Love” è un pezzo alla Oasis dell’ultimo periodo che quest’estate farà impazzire il pubblico ai festival.

In questo disco c’è un solo elemento per cui c’è davvero da mettersi le mani nei capelli: i testi. Mi dispiace, ma frasi come 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 you told me lies right to my face, I’ve got your number you’re a fake o I’m in trouble, you’re in trouble, deep deep trouble sono troppo anche per chi è abituato ai testi di Liam Gallagher o alle interviste di Bobo Vieri. E quando i testi non rasentano il ridicolo sono presi in prestito da altre canzoni, come quell’every little thing you do is magic lately che fa tanto Police. Era apprezzabile il modo in cui Kelly Jones riuscisse a scrivere un buon testo partendo da fatti realmente accaduti, come aveva fatto -senza andare troppo indietro nel tempo- per “Daisy Lane” o per “It Means Nothing” ed è un peccato che in questo disco i testi risultino buttati lì senza averci prestato troppa attenzione.

Niente di nuovo in casa Phonics, quindi. Ballate, riff di chitarra e voce roca. Un disco che per composizione e melodie tende un po’ a “You Gotta Go There To Come Back”, ma senza canzoni che si facciano notare più delle altre. “Keep Calm And Carry On” è un disco che non aggiunge niente a quello che già conoscevamo e che probabilmente non porterà nuovi fan alla band, ma porterà Kelly Jones e amici a suonare da noi. E quindi ben venga.

Keep Calm And Carry On
[ Universal - 2009 ]
Similar Artist:Oasis, Feeder, The Verve
Rating:
1. She’s Alright
2. Innocent
3. Beerbottle
4. Trouble
5. Could You Be The One?
6. I Got Your Number
7. Uppercut
8. Live ‘N’ Love
9. 100MPH
10. Wonder
11. Stuck In A Rut
12. Show Me How

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