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TOP 10 ALBUM 2009 di Matteo “matteb83″ Benni

26 dicembre 2009

Genere:

Gli esclusi eccellenti:

Dirty Projectors – Bitte Orca
The Flaming Lips - Embryonic
Girls - Album
St. Vincent - Actor
Art Brut - Art Brut Vs Satan
Junior Boys - Begone Dull Care
Camera Obscura - My Maudlin Career
Dinosaur Jr. – Farm
Royksopp – Junior
God Help The Girl - God Help The Girl

Indie Top Ten, terza posizione

#10) My Awesome Mixtape

How Could A Village Turn Into A Town [42Records]

Trovata una formazione stabile, la banda di Maolo Torreggiani sforna un album solido, sicuro. Un concept (ballabile) sul crescere e sulla crescita che sfonda i confini dell’elettropop e va a sistemarsi lontano da ogni facile etichetta. Da ascoltare e riascoltare.

Indie Top Ten, settima posizione

#9) Grizzly Bear

Veckatimest [Warp]

Un disco incredibilmente difficile, complicato nei suoi continui incastri inconsueti di suoni, tempi e silenzi. Ma allo stesso tempo profondo, intenso, lirico, commovente. Il pop degli anni ‘60 smontato e ricomposto con gli occhi (e la testa) fissi sugli anni ‘00.

Indie Top Ten, terza posizione

#8) Au Revoir Simone

Still Night, Still Light [Moshi Moshi]

Il terzo album del trio di ragazze newyorkesi è un viaggio attraverso le ultime ore della notte, fino ai primi bagliori dell’alba. La componente sognante che avvolge le Au Revoir Simone, da sempre legata a paesaggi naturali isolati e incontaminati, si tinge di buio senza perdere un briciolo di classe.

Indie Top Ten, settima posizione

#7) The XX

XX [Young Turks]

Ancora notte, questa volta quella fumosa e scura di certi vicoli londinesi. Quattro ragazzi poco più che ventenni e un esordio sorprendente, che fonde la vecchia new wave con le cose più nuove dell’elettronica inglese. Due voci (femminile e maschile) da brividi, e canzoni curatissime e scheletriche.

Indie Top Ten, ottava posizione

#6) Yo La Tengo

Popular Songs [Matador]

Il trio di Hoboken non sbaglia un colpo più o meno da sempre. E sempre sono circa venticinque anni. Una collezione di canzoni precise, che andavano scritte e poi pubblicate. Il vecchio amore per i Velvel Underground, gli archi, le pulsioni black e le strabilianti derive noise.

Indie Top Ten, ottava posizione

#5) Cats On Fire

Our Temperance Movement [How Does It Feel To Be Loved?]

Il cuore di Morrissey e le pulsioni di David Bowie racchiusi tra le pareti di un indiepop ora saltellante, ora più pacato, ma sempre incrinato da una vena profonda di malinconia. L’eterna lotta alla ricerca della serenità, tra lacrime e oroscopi, raccontata da canzoni che fanno piangere e fanno saltare.

Indie Top Ten, settima posizione

#4) Phoenix

Wolfgang Amadeus Phoenix [V2]

“Lisztomania” o “1901″? Si potrebbe trovare un compromesso e dire “Lisztomania” fino all’estate e “1901″ per i mesi successivi. E “Rome”, “Girlfiend”, “Armistice” e tutte le altre? Il 2009 più solare e scanzonato è racchiuso in questo disco. Semplice e intelligente, senza enormi pretese, ma infallibile nel fare il proprio lavoro.

Indie Top Ten, ottava posizione

#3) The Pains Of Being Pure At Heart

The Pains Of Being Pure At Heart [Slumberland]

Una formula semplicissima ripescata a piene mani da un passato fino all’altro ieri semi-sconosciuto. Shoegaze diretto come dei Ramones gentili o degli Slowdive con i piedi per terra. E soprattutto canzoni implacabili nel loro essere tanto decise quanto appiccicose.

Indie Top Ten, ottava posizione

#2) The Decemberists

The Hazards Of Love [Capitol]

Un concept album con i piedi ben piantati negli anni ‘70. Storia di streghe, foreste incantate e amori impossibili tra umani e creature del bosco. Folk, hard rock e accenni prog. Al secondo posto in classifica. Nel 2009. Colin Meloy e soci hanno azzardato grosso. E hanno vinto.

Indie Top Ten, ottava posizione

#1) Fanfarlo

Reservoir [self-released]

Una banda di inglesi che unisce lo sguardo folk-orchestrale applicato al pop degli Arcade Fire all’immancabile e diretta verve britpop. Ne esce fuori l’esordio dell’anno: una raccolta di canzoni impeccabili, trascinanti. Capaci di accompagnare ogni stagione senza spegnersi, senza appoggiarsi ad una singola atmosfera, ad un unico stato d’animo.

 

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