banner

TOP 10 ALBUM 2009 di Riccardo “Friccardo” Valentino

27 dicembre 2009

Genere:

Purtroppo nell’ardua scelta qualcuno ha dovuto sistemarsi controvoglia fuori dalla top ten, nonostante le buone (a volte anche buonissime) canzoni che proponeva. Chacun à son guts. Per esempio:

Kasabian - West Ryder Pauper Lunatic Asylum
Phoenix - Wolfgang Amadeus Phoenix
Oneida - Rated 0
Fuck Buttons - Tarot Sport
Julian Casablancas - Phrazes for the Young (a dir la verità quest’ultimo l’avrei messo solo per una canzone, “4 Chords of the Apocalypse”. Ma non era corretto nonostante mi piaccia tantissimo. Che ci devo fare?)

Indie Top Ten, settima posizione

#10) Wild Beasts

Two Dancers [Domino]

Esame secondo album superato con questa tesi sugli anni 80, più matura e consapevole rispetto all’esordio. Le citazioni per cui passa il loro Synth pop sono varie: dagli Smiths, ai Roxy Music fino ai Talkin Heads e gli U2. Il tutto con stile e buoni contenuti.

Indie Top Ten, ottava posizione

#9) Mos Def

The Ecstatic [Downtown]

Mos batte un beat. Dopo dieci anni dagli esordi fantastici, intervallati dalla buonissima (è bravo anche in quello!) carriera d’attore, Mos Def torna all’hip-hop. Il flow è perfetto, i testi sono intelligenti e sensibili, la musica è fedele alle tradizioni, contaminata episodicamente dal jazz, dal funk, dall’r'n’b e dal rock. Gangsta cosa? Questa è Classe!

Indie Top Ten, terza posizione

#8) Them Crooked Voltures

Them Crooked Voltures [RCA]

Troppo facile. Batteria- Dave Grohl (-per chi avesse vissuto sulla luna negli ultimi 15anni- Nirvana, Foo Fighters). Chitarra, voce- Josh Homme (QOTSA, e altri mille progetti). Basso- John Paul Jones (Led Zeppelin. Essì). Qualcuno obietta: Solo una Jam session. E dunque? Parte ritmica impressionante, riff hard-rock potenti come pugni che arrivano da tutte le parti, e un bel po’ di ispirazione. Per me può bastare (eufemismo).

Indie Top Ten, settima posizione

#7) Moderat

Moderat [BPitch Control]

La fusione in questione ha come luogo natale Berlino, e come elementi protagonisti i due elettro-gruppi/dj’s teutonici Modeselektor e Apparat. Quello che ne viene fuori è un lavoro straordinariamente equilibrato che si regge su battiti techno, a volte contagiati dall’ idm, e che si fa avvolgere da stranianti parti melodiche cantate e suonate. Viene voglia di muoversi da subito, sopratutto nel live, suo habitat naturale.

Indie Top Ten, ottava posizione

#6) Black Lips

B200 Million Thousand [Vice]

Il garage, il punk, il beat, la psichedelia, il blues, gli Stooges che suonano i Beach Boys . Una serata revival con veri amici, bagnata da fiumi d’alcool, dove ci si diverte e , probabilmente sbronzi, ci si ferma a riflettere su temi importanti quali amicizia, amore, vita e morte. Canzoni dalle strutture semplici e dai gusti ricercati, snocciolate senza spocchiosità. Vere.

Indie Top Ten, ottava posizione

#5) The Dirty Projectors

Bitte Orca [Domino]

Qui dentro c’è di tutto. Definire solo avantgarde-rock questo disco sembra quasi riduttivo. Per come nascono le incredibili idee, le sovrapposizioni dissonanti dei cori, gli approcci agli strumenti, la grande devozione alla melodia. Le escursioni nel folk-contry, nel prog rock, nell’r'n’b rendono questo lavoro originale, stranamente pop (di grande qualità).

Indie Top Ten, settima posizione

#4) Micachu And The Shapes

Jewellery [Rough Trade]

Anche qui si parla di pop che pop “comune” in realtà non è. A farla da padrone in questo progetto della 21enne londinese Micachu è soprattutto la sperimentazione. I suoni sono alla base di ogni canzone e il modo in cui produrli è sempre diverso e inusuale. Oggetti di vario tipo, chitarre modificate, tastierine e synth costruiti a mano creano uno stile unico, particolarissimo e superricercato. E geniale.

Indie Top Ten, ottava posizione

#3) Atlas Sound

Logos [Kranky]

Cantante e frontman dei Deerhunter, Bradford Cox si serve del nome Atlas Sound per il suo progetto solista. Un dream pop fluttuante, con parti acustiche che talvolta si fondono e sciolgono in ambient e shoegaze, elettronico e vagamente noise. Ad impreziosire questo lavoro raffinato ed elegante ci sono eccellenticollaborazioni con Panda Bear (Animal Collective) e Laetitia Sadier (Stereolab)

Indie Top Ten, settima posizione

#2) Animal Collective

Merriweather Post Pavilion [Domino]

Arrivati a 10 anni di lavori e 9 album, lo stile e la padronanza ormai si sono affinati, evoluti e consolidati. “MPP” infatti è ricco di melodie pop e psichedelie deliranti, tra ritmi frenetici loop ripetitivi e sintetizzatori fuorvianti. Tutto elettronico e ovattato, più analogico che digitale, stimolante ed ipnotico al tempo stesso.

Indie Top Ten, terza posizione

#1) The Horrors

Primary Colours [Beggars Banquet]

Non ci sono più gli Horrors di una volta. I 5 belli-capelli inglesi cambiano rotta e sotto la produzione di Geoff Barrow (Portishead) virano totalmente verso atmosfere più ricercate, elettronizzate ed effettate. Le chitarre rimangono distorte in sottofondo, a favore dei synth, tra gli echi dei My Bloody Valentine e lo spettro dei Joy Division che esce direttamente dalla voce cupa di Faris Badwan. Un’ imprevista e perfetta sorpresa.

 

Articoli Correlati:

5 commenti »

Ultime recensioni

Attack On Memory

CLOUD NOTHINGS
Attack On Memory

Un dato di fatto: “Attack On Memory” era uno degli album più attesi per…

S/T [EP]

THE SAINT JAMES SOCIETY
S/T [EP]

Benvenuti nella Saint James Society, regno magico di Brandon ed Elza Burkart (rispettivamente basso…

Without You

KING MIDAS SOUND
Without You

Tra le uscite di cui avremmo potuto maggiormente fare a meno nel 2011, “Without…

Traffic Island

SUSIE ASADO
Traffic Island

Anni Venti, Parigi. Certe serate in casa della scrittrice Gertrude Stein possono rivelarsi davvero…

Redemption City

JOSEPH ARTHUR
Redemption City

Mettere in fila i propri vuoti e dare un senso alle tante cose che…

Moonfire

BOY & BEAR
Moonfire

Una delle app più quotate di questo 2012 è Instagram. Per chi non la…

Romantic Comedy

BIG TROUBLES
Romantic Comedy

Risulta semplice accostarsi a questo album, il lavoro da sophomore della band del New…

Take Care

DRAKE
Take Care

Il disco d’esordio di Drake, “Thank Me Later” (che è stato anche remixato dai…