TOP 10 ALBUM 2009 di Riccardo “Friccardo” Valentino
Genere: lists
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Purtroppo nell’ardua scelta qualcuno ha dovuto sistemarsi controvoglia fuori dalla top ten, nonostante le buone (a volte anche buonissime) canzoni che proponeva. Chacun à son guts. Per esempio:
Kasabian - West Ryder Pauper Lunatic Asylum
Phoenix - Wolfgang Amadeus Phoenix
Oneida - Rated 0
Fuck Buttons - Tarot Sport
Julian Casablancas - Phrazes for the Young (a dir la verità quest’ultimo l’avrei messo solo per una canzone, “4 Chords of the Apocalypse”. Ma non era corretto nonostante mi piaccia tantissimo. Che ci devo fare?)
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#10) Wild Beasts Two Dancers [Domino] Esame secondo album superato con questa tesi sugli anni 80, più matura e consapevole rispetto all’esordio. Le citazioni per cui passa il loro Synth pop sono varie: dagli Smiths, ai Roxy Music fino ai Talkin Heads e gli U2. Il tutto con stile e buoni contenuti. |
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#9) Mos Def The Ecstatic [Downtown] Mos batte un beat. Dopo dieci anni dagli esordi fantastici, intervallati dalla buonissima (è bravo anche in quello!) carriera d’attore, Mos Def torna all’hip-hop. Il flow è perfetto, i testi sono intelligenti e sensibili, la musica è fedele alle tradizioni, contaminata episodicamente dal jazz, dal funk, dall’r'n’b e dal rock. Gangsta cosa? Questa è Classe! |
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#8) Them Crooked Voltures Them Crooked Voltures [RCA] Troppo facile. Batteria- Dave Grohl (-per chi avesse vissuto sulla luna negli ultimi 15anni- Nirvana, Foo Fighters). Chitarra, voce- Josh Homme (QOTSA, e altri mille progetti). Basso- John Paul Jones (Led Zeppelin. Essì). Qualcuno obietta: Solo una Jam session. E dunque? Parte ritmica impressionante, riff hard-rock potenti come pugni che arrivano da tutte le parti, e un bel po’ di ispirazione. Per me può bastare (eufemismo). |
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#7) Moderat Moderat [BPitch Control] La fusione in questione ha come luogo natale Berlino, e come elementi protagonisti i due elettro-gruppi/dj’s teutonici Modeselektor e Apparat. Quello che ne viene fuori è un lavoro straordinariamente equilibrato che si regge su battiti techno, a volte contagiati dall’ idm, e che si fa avvolgere da stranianti parti melodiche cantate e suonate. Viene voglia di muoversi da subito, sopratutto nel live, suo habitat naturale. |
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#6) Black Lips B200 Million Thousand [Vice] Il garage, il punk, il beat, la psichedelia, il blues, gli Stooges che suonano i Beach Boys . Una serata revival con veri amici, bagnata da fiumi d’alcool, dove ci si diverte e , probabilmente sbronzi, ci si ferma a riflettere su temi importanti quali amicizia, amore, vita e morte. Canzoni dalle strutture semplici e dai gusti ricercati, snocciolate senza spocchiosità. Vere. |
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#5) The Dirty Projectors Bitte Orca [Domino] Qui dentro c’è di tutto. Definire solo avantgarde-rock questo disco sembra quasi riduttivo. Per come nascono le incredibili idee, le sovrapposizioni dissonanti dei cori, gli approcci agli strumenti, la grande devozione alla melodia. Le escursioni nel folk-contry, nel prog rock, nell’r'n’b rendono questo lavoro originale, stranamente pop (di grande qualità). |
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#4) Micachu And The Shapes Jewellery [Rough Trade] Anche qui si parla di pop che pop “comune” in realtà non è. A farla da padrone in questo progetto della 21enne londinese Micachu è soprattutto la sperimentazione. I suoni sono alla base di ogni canzone e il modo in cui produrli è sempre diverso e inusuale. Oggetti di vario tipo, chitarre modificate, tastierine e synth costruiti a mano creano uno stile unico, particolarissimo e superricercato. E geniale. |
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#3) Atlas Sound Logos [Kranky] Cantante e frontman dei Deerhunter, Bradford Cox si serve del nome Atlas Sound per il suo progetto solista. Un dream pop fluttuante, con parti acustiche che talvolta si fondono e sciolgono in ambient e shoegaze, elettronico e vagamente noise. Ad impreziosire questo lavoro raffinato ed elegante ci sono eccellenticollaborazioni con Panda Bear (Animal Collective) e Laetitia Sadier (Stereolab) |
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#2) Animal Collective Merriweather Post Pavilion [Domino] Arrivati a 10 anni di lavori e 9 album, lo stile e la padronanza ormai si sono affinati, evoluti e consolidati. “MPP” infatti è ricco di melodie pop e psichedelie deliranti, tra ritmi frenetici loop ripetitivi e sintetizzatori fuorvianti. Tutto elettronico e ovattato, più analogico che digitale, stimolante ed ipnotico al tempo stesso. |
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#1) The Horrors Primary Colours [Beggars Banquet] Non ci sono più gli Horrors di una volta. I 5 belli-capelli inglesi cambiano rotta e sotto la produzione di Geoff Barrow (Portishead) virano totalmente verso atmosfere più ricercate, elettronizzate ed effettate. Le chitarre rimangono distorte in sottofondo, a favore dei synth, tra gli echi dei My Bloody Valentine e lo spettro dei Joy Division che esce direttamente dalla voce cupa di Faris Badwan. Un’ imprevista e perfetta sorpresa. |
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27 dicembre 2009 @ 12:58
mi piace questa classifica, è eclettica e varia. inoltre condividiamo due dischetti niente male.
27 dicembre 2009 @ 13:01
Ne ho sentiti solo 3 di quelli in top ten.
I Phoenix lì per lì mi avevano preso bene, gasato, poi mi son scesi molto.
Apprezzabile la verietà.
27 dicembre 2009 @ 14:07
Non ne condividiamo nessuno, ma apprezzo gli Horrors come ho già avuto modo di dire.Them Crooked Voltures, dopo i primi ascolti mi hanno stancato. Suonano benissimo e non potrebbe accadere diversamente, ma mancano le canzoni a mio parere.
27 dicembre 2009 @ 15:39
mi riascolterò gli orrendi, come già mi pareva sono molto gettonati…;)
black lips erano piaciuti anche a me, come altri in questi 10 prescelti…anche se non a livelli da dischi dell’anno…all’interno comunque di tutti ottimi pezzi da selezionare!
27 dicembre 2009 @ 23:44
Bella top ten, complòimenti!