banner

LETTING UP DESPITE GREAT FAULTS
S/T

13 gennaio 2010

Svegliandomi ormai prestissimo la mattina ho voglia di calmierare la rabbia che mi deriva dalla luce solare, dal dinamismo della gente comune, dai rumori diffusi piano piano per piano.
È una sorta di voce mai sopita, che nasce dalla pancia, ti fa rigirare tra le coperte, ti avvolge in un alone di domopak esistenziale che stenta a scardinarsi.
E allora ci sono ascolti casuali, come questo degnissimo disco dei L. U. D. G. F., che ti rimettono in piedi.
Con la scossa che la senti partire dall’attaccatura delle palle e ti sale fin nel cervello passando dalla tazza di caffè nero bollente che ti giace pensosa davanti.

Questo è il momento della riflessione, di uno strascico anni ’80 colto e delicato, di sussurri e chincaglierie elettroniche, di anime in scontro e balli lenti.
Cioè la rivincita, mai doma, di quella correntella che discende direttamente dallo Shoegaze anglosassone, fatto di miraggi futuri, vite sostenibili e pelle cerulea.
Insomma la 4AD che incontra la Sarah Records e se ne vanno a braccetto tra Glasgow e Manchester, Bristol e Sheffield in attesa che la nebbia si diradi all’orizzonte.
Mi piace tutto questo secondo parto di Michael Lee e dei suoi amichetti di Los Angeles, geograficamente ed idealmente quanto di più lontano dall’immaginario albionico si possa cogitare.
Nonostante avessi aspettative zero, hanno saputo costruirsi una rapida credibilità, con bellissime melodie, testi sognanti ed una capacità raffinatissima nel conquistare l’ascolto anche nel bel mezzo della misera quotidianità natalizia.

Canzoncine come “In Steps”, “Folding Under Stories Fold”, “The Colors Aren’t You Or Me”, fanno assolutamente la differenza, col loro girovagare attonite in territori già percorsi con destrezza da My Bloody Valentine, Kings Of Convenience e Postal Service, tanto per nominare qualcuno.
L’unico appunto che potrei muovere a questo “Letting Up Despite Great Faults”, oltre al fatto di avere un nome da attacco epilettico, è un pò la caduta di tono nella seconda parte dell’album.
Una leggera involuzione dei brani che, tranne nella splendida “Release”, rischia di addormentare gli astanti rapiti poco prima.
Nulla di dannoso o immutabile dato che la chiusa è davvero magistrale, solo un piccolo appunto di stile che potrebbe essere facilmente aggirato.
Piacevolissimi.

Letting Up Despite Great Faults
[ New Words - 2009]
Similar Artist: Postal Service, M83, Radio Dept, Pavement, Kings Of Convenience,My Bloody Valentine
Rating:
1. In Steps
2. Folding Under Stories Told
3. The Colors Aren’t You Or Me
4. Our Younger Noise
5. Pause
6. So Fast: You
7. Photograph Shakes
8. Sun Drips
9. Release

 

Articoli Correlati:

1 commento »

Ultime recensioni

Redemption City

JOSEPH ARTHUR
Redemption City

Mettere in fila i propri vuoti e dare un senso alle tante cose che…

Moonfire

BOY & BEAR
Moonfire

Una delle app più quotate di questo 2012 è Instagram. Per chi non la…

Romantic Comedy

BIG TROUBLES
Romantic Comedy

Risulta semplice accostarsi a questo album, il lavoro da sophomore della band del New…

Take Care

DRAKE
Take Care

Il disco d’esordio di Drake, “Thank Me Later” (che è stato anche remixato dai…

Songs Of Innocence

ARE YOU REAL?
Songs Of Innocence

Ascoltando il disco d’esordio degli Are You Real? (italianissima band di vicino Venezia, il…

Glass Swords

RUSTIE
Glass Swords

Attesissimo alla prima prova su lunga distanza, dopo gli innumerevoli e promettenti ep che…

Strange Weekend

PORCELAIN RAFT
Strange Weekend

La tentazione di cominciare questa recensione col solito pippone su come l’Italia, musicalmente parlando,…

Il Mondo Nuovo

TEATRO DEGLI ORRORI
Il Mondo Nuovo

Deve essere andato proprio bene il precedente “A sangue freddo” se il nuovo disco…