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SARA LOV – Live @ La Casa 139 (Milano, 20/01/2010)

23 gennaio 2010

Genere:

Ok, partiamo da un dato di fatto: Sara Lov è una meraviglia. E fondamentalmente potrei anche chiudere qui, salvare il file e inviarlo così com’è, ma non sarebbe giusto. Non sarebbe giusto nei confronti di una persona che con la propria musica riesce a commuovere, a emozionare e a farsi ascoltare in un silenzio intenso e pieno di ammirazione.

Prima di lei c’è Thony, una ragazza italiana con una chitarra elettrica e con la voce che ricorda un po’ quella di Regina Spektor che propone dei pezzi tutto sommato interessanti, ma che, forse, con l’ausilio di una band ci avrebbero guadagnato non poco. Appoggia la chitarra per terra e lascia il posto a Sara e alla sua chitarra acustica, a Scott Mercado (tastierista) e Luca D’Alberto (violinista).

Salgono sul palco quasi in punta di piedi, come se non volessero disturbare la tranquillità del pubblico, arrivano timidamente e quando iniziano a suonare è impossibile non amarli. Certo, avendola già vista a maggio sapevo perfettamente cosa mi aspettava, ma cosa ci posso fare? Quando ci si trova di fronte a cotanta armonia, cotanta delicatezza e a una voce fiabesca, dolce e allo stesso tempo decisa è impossibile non restare incantati come se fosse la prima volta. “Seasoned Eyes Were Beaming” è un disco composto da canzoni semplici, ma con un enorme potenziale che si sviluppa perfettamente dal vivo grazie alle soluzioni interpretative che tastiera e violino riescono a dare, con tocchi all’occorrenza più o meno leggeri, facendo prendere ai pezzi una dimensione diversa. I tre insieme sono perfetti e anche quando Sara lascia da parte la chitarra acustica, il suono è spesso e avvolgente. Tra una canzone del disco e l’altra, aggiunge la cover di “My Body Is A Cage” degli Arcade Fire e di “Good Morning Heartache” di Billie Holiday, quest’ultima cantata interamente a cappella.

E poi quando pensi che il concerto sia stato troppo corto e che, no, davvero non può essere già ora di salutarsi, sale sul palco in tutto il suo splendore Dustin O’Halloran, l’altra metà dei Devics. Una sorpresa solo per Milano, una sorpresa che prende la forma di due canzoni: “Salty Seas” e “Just One Breath”. Una sorpresa che spinge ancora più in alto il livello di una serata e di un concerto che viaggiavano già intorno all’eccellenza.

Setlist:
JUST BENEATH THE CHORDS
TELL ME HOW
A THOUSAND BEES
TOUCHED
MY BODY IS A CAGE (Arcade Fire Cover)
NEW YORK
FOUNTAIN
SEASONED EYES WERE BEAMING
ANIMALS

-encore-

GOOD MORNING HERTACHE (Billie Holiday Cover)
SALTY SEAS
JUST ONE BREATH

Link:

SARA LOV su IndieForBunnies:

 

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