MARTA KUBISOVA
NE! The Soul Of Marta Kubišová
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‘Vampisoul goes to Czech Republic parte 2′. Dopo Emil Viklicky, è la volta di Marta Kubisovà, la popstar più famosa della terra d’oltrecortina. Attiva sin dal 1963, quando tentava di sbarcare il lunario esibendosi nei locali della provincia di Pilsen, alle prese con standard jazz, la starlette incontra colui il quale segnerà per sempre la sua carriera e la sua vita: il pigmalione Bohuslav Ondracek, produttore di razza e scopritore di talenti che la lancia attraverso la sua etichetta, la Supraphone, donandole la visibilità ed il successo tanto agognati.
Purtroppo però, nella primavera del 1968 l’esercito sovietico del Patto di Varsavia irrompe nella capitale ceca di fatto sancendo il ritiro dalle scene e dalle luci della ribalta per la Kubisovà che però non molla la presa e partecipa, attiva e battagliera, alla dissidenza, aderendo al movimento carta 77 prima, conoscendo le gioie della maternità poi, sino alla caduta del regime ed un ritorno al fulmicotone che perdura ancora oggi. La raccolta proposta dalla Vampisoul racchiude tutte le registrazioni più significative di questa interprete di razza, originale diva, dotata di un’ottima estensione vocale ed un raro gusto per le sperimentazioni sonore. Si passa con disinvoltura dal pop venato di orchestrazioni barocche dalle parti di Scott Walker (“Svilikam lasku”, “Taiga Blues ‘69”) ad un profluvio di chitarre fuzz puntellate da incursioni di sitar e percussioni, nella migliore tradizione psichedelica britannica (“Jakoby Nic”, “Balada o Kornetovi a Divce”) o interessantissime puntate R&B dalle parti di Aretha Franklin ma con un piglio interpretativo vicinissimo all’indimenticabile Grace Slick (“Bily Stoul”, “Nepis Dal”).
Un piacevole recupero, che fa sorgere spontanea una domanda: dove vuole arrivare la Vampisoul? La Sfida con la Strut è ancora aperta, ma se la Vampisoul vuole eguagliarla deve impegnarsi di più e sudare le proverbiali sette camicie. Staremo a vedere, anzi a sentire. Intanto godiamoci questo discreto disco.
2. Svlíkám Lásku
3. Já Tu S Tvárí Nemennou
4. Bílý Stul
5. Tvuj Krém, Tvuj Nuž, Tvuj Ruženec (You Came, You Saw, You Conquered)
6. Kdo Ti Radu Dá
7. Tajga Blues ’69
8. Hare Krišna (Hare Krishna)
9. Chci Právo Trubky Mít
10. Legendy
11. Já Cestu K Tobe Najdu Si
12. Tys Bejval Mámin Hodnej Syn
13. Ne
14. Jakoby Nic
15. Nepiš Dál
16. Ten Zlej Páv
17. Modrej Vres
18. Zlý Dlouhý Pust
19. Ten Druhý V Nás
20. Balada O Kornetovi A Dívc
21. Na Co Te Mám
22. Vrba
23. Pojdte, Pejskové
24. Nejsi Sám, Kdo Doufá (Face It Girl, It’s Over)
25. Cervencové Ráno
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2 febbraio 2010 @ 00:50
Questo disco è passato pure per le mie mani..mica male…