banner

PAOLO SAPORITI
Alone

3 marzo 2010

Il fatto è che a volte proprio non sai cosa dire. A volte ascolti un disco e ti rendi conto che le parole non sai più dove sono finite. Seriamente, se riuscissi a concepire e a scrivere un pensiero di senso compiuto che sia esauriente e incisivo come i pensieri musicali che Paolo Saporiti ha registrato e fissato sul suo ultimo album, avrei il premio Pulitzer in tasca.

“Alone” è il primo disco di Saporiti per una major, registrato completamente in analogico, prodotto e arrangiato da Teho Teardo che gioca un ruolo fondamentale. Teardo sta a questo disco come Desmond Hume sta a “Lost”. Può tutto. Si destreggia tra piano rhodes, chitarre, glokenspiel, basso, elettronica e arrangiamento degli archi, arricchendo lo stile compositivo di Saporiti, stile già di per sé solido. Dodici pezzi dalle atmosfere minimali, dove a farla da padroni sono i dialoghi tra chitarra e melodie cantate da una voce calda e intensa, a volte appena sussurrata, a volte più decisa e ferma, facendo trasparire un’autenticità sonora quasi tangibile. L’autenticità però non è data solo dalla composizione, ma anche dai testi: profondi quanto basta, mai pesanti, con rime mai banali. Senza mai peccare di scontatezza, nelle dodici canzoni si ritrovano perfettamente le influenze già notate nei primi due album, uno stile che viaggia tra Nick Drake e John Martyn, ma questa volta c’è qualcosa di più. Questa volta, grazie alla produzione, Paolo Saporiti, in alcuni episodi, riesce a suonare come un Patrick Wolf molto meno eccentrico (“Woe” e “Haven’t You Heard?”).

L’intimità di questo disco e le atmosfere oniriche e suggestive che vengono dipinte dagli arpeggi di chitarra, fanno in modo che “Alone” non sia adatto per ogni momento. Questo non vuole essere un limite, ma solo un consiglio. “Alone” non va solamente sentito, ma deve essere ascoltato. Farsi ricoprire dal calore e dallo spessore del suono di questo album è una delle sensazioni più belle che si possano provare in un inverno freddo come questo.

Alone
[ Universal - 2010 ]
Similar Artist: Nick Drake, John Martyn, Patrick Wolf
Rating:
1. I Could Die Alone”
2. A Real Love
3. Rotten Flowers
4. Woe
5. They’re Comin’ To Take Me First
6. Haven’t you heard?
7. Love Radio
8. Fever
9. Talk To The Devil
10. Look Into My Eyes
11. Wishing
12. Gelo

PAOLO SAPORITI su IndieForBunnies:

 

Articoli Correlati:

Nessun commento »

Ultime recensioni

Redemption City

JOSEPH ARTHUR
Redemption City

Mettere in fila i propri vuoti e dare un senso alle tante cose che…

Moonfire

BOY & BEAR
Moonfire

Una delle app più quotate di questo 2012 è Instagram. Per chi non la…

Romantic Comedy

BIG TROUBLES
Romantic Comedy

Risulta semplice accostarsi a questo album, il lavoro da sophomore della band del New…

Take Care

DRAKE
Take Care

Il disco d’esordio di Drake, “Thank Me Later” (che è stato anche remixato dai…

Songs Of Innocence

ARE YOU REAL?
Songs Of Innocence

Ascoltando il disco d’esordio degli Are You Real? (italianissima band di vicino Venezia, il…

Glass Swords

RUSTIE
Glass Swords

Attesissimo alla prima prova su lunga distanza, dopo gli innumerevoli e promettenti ep che…

Strange Weekend

PORCELAIN RAFT
Strange Weekend

La tentazione di cominciare questa recensione col solito pippone su come l’Italia, musicalmente parlando,…

Il Mondo Nuovo

TEATRO DEGLI ORRORI
Il Mondo Nuovo

Deve essere andato proprio bene il precedente “A sangue freddo” se il nuovo disco…