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ADAM GREEN – Live @ Circolo Magnolia (Milano, 28/02/2010)

10 marzo 2010

Genere:

Matto. Adam Green è completamente matto. Da legare, oltrettutto, e magari stretto stretto al microfono, visto che ha passato buona parte del concerto della data milanese del suo tour europeo a veleggiare sopra le teste dei presenti, in particolar modo dei suoi altrettanto folli fan, che sono scivolati in continuazione verso le prime file, a ridosso del palco, per poter godere del contatto fisico con il loro amato. E indubbiamente una delle belle note di questo concerto è stata la fisicità di Adam, estrema ed esibita. Con giubbotto di pelle o senza, dal palco o direttamente in mezzo al suo pubblico in uno degli innumerevoli stage diving effettuati, cantando, con la maggiore concertazione possibile, o cazzeggiando in un improbabile italiano, il nostro ha sempre cercato di relazionarsi con i suoi ammiratori, uomini o donne senza preclusioni, e di ricevere quanto più feedback possibile.

Prima di lui sono saliti sul palco, dopo l’esibizione del nostrano Lonely Rat, sempre ottimo e in crescita, gli americani Jukebox The Ghost, per un mini-concerto all’insegna di sonorità decisamente eighties, con potenti dosi di tastiere e schitarrate che ricordavano un rock un po’ sintetico in bilico tra Cheap Trick e Van Halen, con qualche puntata verso il piano-man più famoso di quegli anni, un Billy Joel omaggiato e riverito. Buona chiusura comunque, almeno nella scelta, con una cover della bellissima Temptation dei sempre amati New Order. Applausi e urla, a dimostrazione del gradimento di questa riproposizione decisamente dance e spensierata di quelle sonorità.
Una piccola attesa, cala il buio e sale finalmente sul palco la band che accompagna Adam Green per questo tour europeo, premiato da continui sold-out imprevisti e piuttosto inaspettati per un artista ancora decisamente di culto. Chitarra, basso, tastiere e batteria, una line-up decisamente classica e rock, ridotta all’osso, e composta da buoni musicisti, che senza infamia e senza lode si sono mostrati in grado di offrire la non facile assistenza alle improvvisazioni del nostro.

Non semplice infatti mantenere aperta una canzone in attesa della chiusura, quando il cantante si butta tra le braccia del pubblico e non sembra voler riprendere la direzione del palco, quando scompare dietro la cassa al lato del palco per darsi in pasto alla fan assatanata della primissima fila e si guarda bene dal rifiutare le piacevoli ‘effusioni’, o quando semplicemente, alticcio e scomposto, fatica a tenere il ritmo dimenticando parole e accordi. La simpatia e il calore dimostrati compensano più che in abbondanza la carenza tecnica che lo spettacolo live impietosamente rivela, e non potrebbe essere diversamente. In fin dei conti l’Adam che saltella e gigioneggia sul palco è la precisa incarnazione della sregolatezza che le sue canzoni trasmettono. In un’ora e mezza di concerto percorre tutto il suo repertorio, concedendosi negli immancabili classici amati alla follia da tutti quelli che lo conoscono, da “Dance With Me” a “Jessica”, da “Tropical Island” a “Nat King Cole”. Tutti sembrano essere stati accontentati, dai fans del primo periodo, subito dopo la separazione dei Moldy Peaches, agli ultimi appassionati attirati dalla ‘classicità’ dell’ultimo lavoro.

E la musica? La musica in una serata del genere potrebbe essere solo un tessuto sonoro che il nostro usa come un drappeggio sullo sfondo per dare sfoggio di sé in prima scena. E per certi versi è così. Senza grandi cure e attenzioni, i suoni arrivano più diretti e decisamente più elettrici rispetto ai dischi, con abbondanti iniezioni di garage, rumore e spirito punk. Siamo dalle parti del velluto sotterraneo e dello spirito dei fratellini Ramone, live&direct, grezzo e impreciso. Piacerebbe credere che sia tutto voluto da lui, per manifestare la passione per il rock degli anni ’70. Ma forse è chiedere troppo, servirebbe una lucidità ed una serietà per compiere scelte che Adam per ora non sembra interessato a prendere con convinzione e un minimo di concentrazione. Si diverte, è evidente, e con lui tutti i suoi fans che hanno riempito le date dei suoi concerti. La passione secondo Adamo sembra davvera iniziata.

Link:

ADAM GREEN su IndieForBunnies:

 

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