FABRIZIO VARCHETTA & WITKO
Dall’Ultimo Confine
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L’attività discografica di Fabrizio Varchetta e dei suoi Witko comincia con “Dall’Ultimo Confine”, disco che mischia il folk al limite del danzereccio insieme al rock e ad esperienze più cantautorali. Un po’ come se i Pogues si incontrassero con gli Inti Illimani, tanto per fare dei paragoni.
Niente che, in fin dei conti, non si sia già sentito, visto che gruppi come Modena City Ramblers o la Bandabardò spopolano da anni negli ambienti che ancora vantano un immaginario in qualche modo anacronistico e molto legato agli ambienti della sinistra più retorica e spicciola.
Duole dirlo, ma di musica così c’è bisogno fino ad un certo punto, nonostante il disco di Varchetta e compagni sia sotto qualche aspetto di pregevole fattura. Gli arrangiamenti dei pezzi sono molto curati, impreziositi con gusto da ottimi musicisti: chi al violino, chi al flauto o alla fisarmonica, il lavoro è eccellente. Così come le voci di Greta Fornasari (anche bassista) e di Elisa Giordanella (suonatrice di viola e violino) che si alternano a quella del leader rispettivamente nei brani “Qui Non Si Può” e “Linea Zero”.
I testi, però, son fin troppo retorici e ridondanti, e anche la composizione degli undici episodi (dodici, se si conta anche la bonus – track “Testimone Di Giustizia”) si rivela piuttosto stanca e ripetitiva dopo qualche passaggio dell’album nel lettore. Non che dietro a tutto ciò non ci sia il cuore, la sincerità, la speranza in un mondo migliore e ideali spariti dalle menti di troppa gente, ma purtroppo tutto ciò non basta a fare di “Dall’Ultimo Confine” un buon lavoro. Senza dubbio la formazione emiliana si riscatterà nella dimensione live, magari facendo saltellare centinaia di giovini da centro sociale.
2. Lorenzo
3. Il Millennio
4. Lettere Normanne
5. Il Dirario di Bianca Neve
6. A Gianni
7. Cosa Siete
8. Linea Zero
9. Pane e Cioccolata
10. Canzone Per Nadia
11. La Taverna Dei 5 Litri
12. Testimonie Di Giustizia
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28 marzo 2010 @ 00:53
Caro Marco, la ringrazio per la recensione. Essendo io il critico più spietato di me stesso, avrei scritto anche di peggio, ma non esattamente quello che ha scritto lei. Mi dispiace che parte della sua recensione miri a un giudizio politico, non è quello che mi aspetto da un critico musicale. Nel nostro gruppo c’è rappresentato quasi tutto l’arco parlamentare, non facciamo politica. Almeno, io tutta questa retorica spicciola non la vedo.
Comunque ha ragione lei, nel prossimo lavoro parleremo d’amore e dei tormenti del vivere, lasceremo stare i disabili, le persone emigrate, il riscatto del sud. Lasciamo perdere persone come Rita Atria alla quale è dedicata Testimone di Giustizia (e per la quale chiederei almeno una parentesi nella sua recensione, la riascolti per favore e legga la storia di Rita), bolliamole velocemente come retorica spicciola e parliamo di figa. Ecco, lo dico senza ironia: ha ragione lei. Ci sono già MCR (a parte due pezzi gli altri non li vedo molto somiglianti), Bandabardò (se mi spiega dove siamo simili la ringrazio), Inti Illimani (dove li sente gli Inti Illimani lo sa solo lei, anche se la ringrazio per l’accostamento perché è un gruppo che stimo moltissimo).
Insomma, di recensioni di questo cd ce ne sono state molte, alcune a favore e altre contro, anche più severe delle sue. Non ho mai risposto a nessuno, non ho la spocchia di chi crede di avere fatto un’opera prima intoccabile. Anzi, leggo attentamente e faccio tesoro. Ma il modo che lei ha avuto nell’esporre le sue idee a proposito di questo lavoro mi ha fatto veramente incazzare e l’impressione è che lei questo disco l’abbia passato velocemente e poi abbia scritto le prime cose che le passavano per la testa. Come si usa adesso in Italia.
La saluto
28 marzo 2010 @ 20:35
Caro Fabrizio, se nella sua futura e, mi auguro, prospera carriera continuerà a rispondere piccato ad ogni recensione non generosa nei suoi confronti, troppe ore dovrà passare di fronte ad una tastiera e a un pc.
la saluto o ti saluto, visto che mi sento un po’ coglione a darti del lei (e conoscendo e stimando Marco di persona e come persona, immagino sia anche il suo pensiero)
28 marzo 2010 @ 21:57
Guardi, onestamente non penso d’aver trattato così male il suo disco da giustificare il suo intervento. In più, prima di scrivere la recensione l’ho ascoltato e pure moltissime volte.
Come può leggere in ciò che ho scritto non mi pare d’aver mai messo in discussione la sua onestà intellettuale, la sua sincerità o la fede nella sue idee. Semplicemente ho espresso la mia opinione verso un tipo di musica che rimanda anche all’immaginario dei gruppi che ho citato nelle influenze, nonostante le canzoni del disco non le rispecchino in toto. Ho citato quei gruppi soprattutto per collocare un po’ meglio la sua musica, che a mio modesto parere non dista anni luce da quella dei gruppi citati. E posso essermi pure sbagliato, errare è umano. Oppure, è solo un limite che ho io verso un certo tipo di musica…capita.
Ecco, poi il giudizio strettamente politico non ce lo vedo, soprattutto perché anch’io sono politicamente a Sinistra. La mia critica si rivolgeva soprattutto al modo di veicolare certe idee, che ho trovo molto retorico ma non per questo disonesto o sbagliato.
Le ripeto che poi si tratta di una recensione, che di conseguenza è un’opinione. Di grulli come me ce ne sono fin troppi e se pensa di incazzarsi ogni volta per una recensione poco positiva, dovrà perder parecchio tempo per rispondere ai superficiali scribacchini.
A questo punto, se le sono sembrato scortese e ignorante, non posso fare altro che scusarmi.
Un saluto.
29 marzo 2010 @ 09:03
Fabrizio, leggendo la recensione non mi sembra che sia tutto questo “darti addosso” anzi
(vedere la parte “nonostante il disco di Varchetta e compagni sia sotto qualche aspetto di pregevole fattura. Gli arrangiamenti dei pezzi sono molto curati, impreziositi con gusto da ottimi musicisti: chi al violino, chi al flauto o alla fisarmonica, il lavoro è eccellente. Così come…”)
Già il fatto che siamo qui a iustificarci è piuttosto inutile: Chiedete di essere recensite, vi prendete i vostri rischi da bravi artisti “professionisti” quali siete e se qualche volta vi tocca incassare pazienza.
Marco, non devi neanche chiedere scusa se sei stato scortese o ignorante: Non lo sei stato e basta per favore giustificarsi con gli artisti a cui rode il culo (trattasi di francesismo).
29 marzo 2010 @ 10:05
Fabrizio, e cito, “Ma mi faccia il piacere”…
29 marzo 2010 @ 13:08
L’onestà intellettuale di chi giudica un disco sta anche nel bocciare, seppur parzialmente, qualche lavoro. Troppo spesso sulle riviste di settore si vedono decine di giudizi a tre stelle che sembrano quasi politici. Marco ha semplicemente espresso, e bene il suo giudizio in merito. Quella retorica spicciola di sinistra (anche io mi colloco a sinistra come pensiero politico) è uno dei limiti di alcuni gruppi nostrani. Le idee saranno pure giuste, ma veicolarle in modo compiacente nei confronti dei giovani che affollano i centri sociali, forse è un limite comunicativo. La critica di Marco risiede proprio in questo aspetto. Non ci trovo nulla di male in questo giudizio e nessuna idea preconcetta
29 marzo 2010 @ 16:01
disco veramente inutile…
31 marzo 2010 @ 07:56
Solidarietà a Fabrizio.
Ebbene sì, qui le recensioni sono quasi sempre frasi fatte e luoghi comuni conditi da accostamenti musicali assurdi partorite da un ascolto frettoloso tanto per.
31 marzo 2010 @ 10:50
e quindi il perchè tu ci continui a leggere rimane un mistero… .
31 marzo 2010 @ 12:29
Non capisco perchè la gente insista per mandarci i promo e poi si lamenti se le recensioni non sono come vorrebbero loro..andrebbe fatta una grosssa selezione sulle richieste…
31 marzo 2010 @ 12:55
Mi fa ridere che, quando un giudizio su un disco non è positivo, ci sia sempre qualcuno che ci accusa di superficialità. mai il contrario. Ma il mondo è bello anche per queste cose
31 marzo 2010 @ 16:12
Ci mancava pure Parch Chut See, lo scemo del paese.
A’ Park Chut See vieni a pescare con noi, ci manca il Verme!!!
31 marzo 2010 @ 21:39
noto che ti brucia ancora
31 marzo 2010 @ 22:36
Park che fai nella vita?
1 aprile 2010 @ 10:36
tante cose, fra cui ascoltare musica
1 aprile 2010 @ 13:29
Guarda, non hai idea di quanto possa rosicare,,,
2 aprile 2010 @ 16:38
Si, lo immaginavo. Intendevo dire, come avrai capito, di cosa ti occupi oltre ad ascoltare musica: lavori, studi…?
13 aprile 2010 @ 15:43
lavoro, studio, analizzo, passeggio, osservo, cazzeggio, sorseggio, assaggio, contraggo…
comunque non sono un teenager se è quello che ti incuriosisce, sono molto indie e poco bunny