THE UNWINDING HOURS
S/T

 
 
12 Marzo 2010
 

C’é una band che piú di ogni altra ha rappresentato l’idea di musica alternativa nell’ultima decade a modestissimo parere del sottoscritto. Nel caso specifico si tratta degli Aereogramme, quartetto scozzese in attivitá fino al 2007, anno del suo scioglimento dopo una serie di lavori di livello qualitativo notevole. Perché non abbiano mai ricevuto la giusta attenzione era, é e sará sempre un mistero. Combinando le oscillazioni cicliche tra quiete e rumore dei Mogwai con le sensibilitá melodiche tipiche dei Belle & Sebastian (entrambi i gruppi erano compagni di etichetta alla Chemikal Underground), la formazione di Glasgow sfornava splendidi brani in continuo divenire dove le esplosioni urlanti del cantante e leader Craig B assumevano un notevole potere catartico. Tuttavia a tanta qualitá non sono mai seguite notorietá ed esposizioni mediatiche, decretando lentamente la morte del gruppo. A distanza di tre anni due quarti degli Aereogramme (Craig B ed il chitarrista Ian Cook) ci riprovano con un nuovo progetto, The Unwinding Hours per l’appunto, nel tentativo di smuovere nuovamente le coscienze degli indieboys oramai assopitesi su fenomeni dell’ultima ora ed improbabili gruppetti one-hit-wonders.

Rispetto al passato il duo britannico ha levigato gli impeti violenti, curando maggiormente l’architettura sonora che ora risulta piú coesa nelle sue parti costituenti ma perdendo quella complessitá strutturale donata dalla splendida stratificazione sonora. Infatti ora assistiamo ad una graduale costruzione della tensione piuttosto che essere travolti dai sussulti improvvisi, esemplificato in maniera ottimale dall’epica “Knut” e dalla conclusiva “The Final Hour”. Quella malinconia che impregnava le atmosfere musicali dei lavori targati Aereogramme diventa ora evidente, sfruttando egregiamente i testi emotivi di Craig B per un connubio stilistico che certamente non lascia indifferenti (l’inquietudine di “Child” é da brividi). In alcuni frangenti fanno capolino striature rumoreggianti quasi a movimentare l’apparente calma regnante su diverse tracce: la coda sporcata di noise di “There Are Worse Things Than Being Alone” é puro piacere per i sensi, mentre le esplosioni controllate nelle melodie poppeggianti di “Peaceful Liquid Shell” dimostrano ancora una volta la capacitá di esprimere concetti mai banali e fini a se stessi.

Nati dalle ceneri di un gruppo di culto, gli Unwinding Hours prendono le distanze in maniera parziale dalle loro origini, virando verso territori musicali concettualmente meno complicati e piú immediati per cercare maggiore fortuna. Ci riusciranno questa volta?

Cover Album

Open Heart
[ Chemikal Underground – 2010 ]
Similar Artist: Aereogramme, The Twilight Sad, Junius
Rating:
1. Knut
2. Tightrope
3. Little One
4. There Are Worse Things Than Being Alone
5. Solstice
6. Peaceful Liquid Shell
7. Child
8. Traces
9. Annie Jane
10. The Final Hour
Tracklist
 
 

The Honeydrips – Here Comes ...

Percorso accidentato ma ricco di soddisfazioni quello dei The Honeydrips, progetto solista dello svedese Mikael Carlsson. Tre album più ...

Pindar – Backgammon Vol.1 ...

Giusta intuizione quella dei due producer MiK Drake e JaK Turn, bravi a giocare a carte coperte sfruttando l’immaginario simil-Daft Punk e ...

Unruly Girls – Epidemic

Nonostante il prezzo più alto venga pagato sempre dai più deboli, dai più poveri, dagli ultimi – basti guardare all’America ...

Lucio Leoni – Dove Sei, pt.1

Lucio Leoni non è un nome nuovo della scena cantautorale, attivo già da parecchi anni e con un percorso di tutto rispetto fatto di ...

Einsturzende Neubauten – ...

In questi giorni pieni di noia e mestizia, mi capita spesso di imbattermi nelle parole di individui più o meno esperti che provano a ...