ERYKAH BADU
New Amerykah Part Two: Return Of The Ankh

 
Tags:
 
26 aprile 2010
 

Ci è riuscita ancora una volta, a sorprendermi, a travolgermi, ad emozionarmi. In una parola: a fregarmi. Non pensavo che dopo le scorribande in acido al suono di Sly and the Family Stone in salsa hip-hop che è quel capolavoro di “New Ameryka Part One 4th World War”, Erykah Badu potesse ripetersi senza correre il rischio di stancare o addirittura fare tabula rasa e traghettare il Soul Motown nel terzo millennio. Invece dopo il ventesimo ascolto di quest’opera ammaliante e stordente che è “New Amerykah Part Two: Return of the Ankh”, non solo ci si rende conto che non c’è una singola cosa che la signora non riesca a fare in grande stile, come produrre, suonare, cantare e scrivere testi poetici e taglienti, ma ci si domanda anche: come diavolo farà?

A prendere Nina Simone, ad esempio e farla suonare insieme ad Herbie Hancock alle prese con un Fender Rhodes celestiale (“20 Feet Tall”), ipotizzare una jam tra Stevie Wonder e Roy Ayers (“Window Seat”), prendere i Wings pregni di funk di “Back to the Egg” e farli suonare con Madlib e Dilla – non me lo sono inventato, sicchè “Gone Baby, Don’t Be Long” utilizza un sample di “Arrow Through Me” del fido Paul McCartney – o suonare in un’epopea space-jazz insieme a David Sancious (“Agitation” anch’essa costruita su un sample di “Just As I Thought” dell’ex-pianista della E-Street Band). Beh, ma a prendere sample di canzoni memorabili e ricamarci su, ci riescono tutti, potrebbero asserire i maligni, non fosse che Erykah dimostra che quando scrive di suo pugno, chiamando a raccolta la figlioccia Georgia Anne Muldrow, è capace di mettere su una suite che unisce Isaac Hayes, Stevie Wonder i Wu-Tang Clan e Billie Holiday, che risponde al nome di “Out My Mind, Just in Time” e che chiude il disco con i suoi fantasmatici 10.21 minuti. Orbene, cosa avranno da ridire i detrattori? Assolutamente nulla, perché questo disco è un capolavoro, semplicemente.

Ci sei riuscita ancora una volta, quindi, Erykah.
Mi hai fregato ed io sono sempre più innamorato di te. Mi struggerò ancora una volta al suono dolce e suadente della tua voce, aspettando la parte terza della tua epopea in musica. Cosa tirerai fuori dal cilindro? Miles Davis? Tutto può essere.

New Amerykah Part Two: Return Of The Ankh
[ Motown - 2010 ]
Similar Artist: Billie Holiday, Nina Simone, Stevie Wonder, Roy Ayers, Madlib, Georgia Anne Muldrow
Rating:
1. 20 Feet Tall
2. Window Seat
3. Agitation
4. Turn Me Away (Get MuNNY)
5. Gone Baby, Don’t Be Long
6. Umm Hmm
7. Love
8. You Loving Me (Session)
9. Fall In Love (Your Funeral)
10. Incense
11. Out My Mind, Just In Time
Tracklist
 
  • Francesco Lazzaroblu

    Hai troppo ragione, è un capolavoro, superiore al primo, con un paio di pezzi veramente eccezionali (su tutti “20 feet tall” e “Window seat”). Incredibile.

  • Helmut

    Il 21 luglio in primissima fila all’Auditorium di Roma!

  • http://www.indieforbunnies.com/author/ghemison/ ghemison

    disco enorme!

  • Daniele

    il suo disco più classico nella tradizione del soul, meglio la prima parte. manca un pò di quello spirito avventuroso che ha contraddistinto altri suoi dischi, un filo troppo uniforme.

    però si, lei riesce ad ammaliare come poche altre.

    il mucchio gli ha dato solo una stella.

  • Daniele

    E’ bello comunque eh, intendevo dire che preferisco New Amerykah part 1, quello si per me è un capolavoro, questo è più che buono e lei è fantastica.

  • http://www.indieforbunnies.com/author/ghemison/ ghemison

    il Mucchio ha cagato fuori dal vaso: non discuto i gusti, ma le motivazioni che secondo me son proprio deboli.

  • http://Www.IndieForBunnies.com Axelmoloko

    Il mucchio pensasse a mettere in copertina Ligabue e Jovanotti e lasciasse perdere la Badu…. Le riviste musicali italiane sono ormai tutte da boicottare specialmente quelle che credono di far clamore pompando artisti impresentabili e bocciando album validissimi. Andassero a lavorare in miniera…

  • giov

    Appoggio pienamente quanto detto da Ghemison e Axel. Ormai l’editoria cartacea (specie quella musicale) in Italia è arrivata al capolinea. Riviste che costano minimo cinque euro che parlano di cose già vecchie al momento della pubblicazione e neanche tanto interessanti.

    Per non parlare poi di quelle che si dichiarano Rock nell’anima e selvagge (senza far nomi, tipo quella che inizia con Rolling e finisce con Stone…) e che poi mettono magari Berlusconi come rocker dell’anno o presentano Vasco Rossi o Ligabue come i messia del rock…

    basta così… .

  • http://www.indieforbunnies.com/author/ghemison/ ghemison

    no, vabbè. non facciam di tutta l’erba un fascio: su giornaletti nazional-popolari come RS o XL non mi esprimo, anche perché sarebbe come perder tempo con Gente o Chi. ma il Mucchio si differenzia dal resto (e non ha mai fatto copertine a Jovanotti): ha ottime firme (Damir Ivic su tutti) ed è approfondito come null’altro.
    la parte musicale potrebbe essere più ampia, ma anche gli altri articoli (politica, società, cinema, arte e letteratura) sono sempre interessanti, pertinenti e curati.
    poi questo non toglie che sul disco della Badu abbian cagato fuori dal vaso.
    se proprio gli si vogliono imputare difetti, il primo che salta in mente riguarda l’ostinato alternativismo e la volontà di apparire sempre come più consci e retti di tutti gli altri.

  • giov

    hahha il Mucchio…bei tempi…bei tempi in cui (ancora prima di iniziare a scrivere per IFB, quindi parecchi anni fa) andai nella redazione a Roma per propormi come collaboratore e a malapena mi si filarono per 5 secondi con la puzza sotto al naso che avevano ci riempivano due stanze… . Che tristezza… .

  • http://www.indieforbunnies.com Barocciga

    Tutte da boicottare? Ma se il Mucchio è la migliore rivista italiana in circolazione? Ha le migliori firme e fa una selezione ed una scrematura ottime, in cui mi ci ritrovo in pieno. Il discorso che fai tu può valere per il Buscadero e XL ma non per il Mucchio. Ma l’hai mai letta la rivista, Alex? Il problema italiano è che nessuno è più disposto a spendere soldi per la cultura. Io personalmente compro cinque riviste al mese: Blow Up, il Mucchio, eXtra (che è trimestrale), Musica Jazz e Jazz.it (che è bimestrale)e per me non c’è cosa più bella che trovare le interviste, le retrospettive, le recensioni, su cartaceo. La gente non compra più neanche i dischi, figurarsi se spende 6 euro per una rivista. Tornando al Mucchio, io non ho ancora in mano il numero di questo mese, ma sono pronto a giurare che la stroncatura di Cilìa sia coerente. Trovatemi in Italia uno che scrive meglio di lui, che abbia lo stesso fuoco, la stessa passione. Blow Up è l’unica che può rivaleggiare, ma è piena di gente che dovrebbe andare in miniera, altrochè, dei veri e propri pennivendoli. Inoltre recensisce troppa roba inutile e si sbrodola per cose prescindibilissime (a mio modestissimo parere).

    Giov, ma hai mai letto il Mucchio mensile ed eXtra?

  • http://www.indieforbunnies.com sachiel

    Oh, Cilia potrà avere una opinione negativa sul disco, ma è uno dei migliori giornalisti musicali in circolazioni, come molte firme del Mucchio, a mio parere la miglior rivista italiana. provate a leggerlo seriamente e non a sfogliarlo. Proprio in un momento in cui è inutile pubblicare centinaia di recensioni al mese il Mucchio è quello che fa una selezione migliore e e jon rincorre le mode (tipo Rumore) e non vuole fare lo strano. I dischi migliori e i consigli migliori li trovo ancora tra quelle pagine. Mucchio EXTRA è la rivista musicale perfetta.Esula, concettualmente dal novero delle riviste di settore. Splendide le sue retrospettive, complete e competenti. Per gli amanti della musica è imprescindibile

  • giov

    ciao Barocciga, dunque il Mucchio si l’ho letto (eXtra sinceramente non ricordo) e l’ho apprezzato parecchio, ragion per cui a vent’tanni ho preso il treno e sono andato a Roma in redazione direttamente presentandomi lì (davanti a Max Stefani che se ne stava bello comodo sulla sedia con la faccia annoiata), invece di spedire una e mail o telefonare, tanta era la mia passione per scrivere finalmente su una rivista importante (all’epoca scrivevo per una rivista Svizzera, molto bella a dire il vero con gente con le contropalle e parecchi ideali validi, che però in quanto gratuita se l’è vista brutta con la crisi…questo il loto myspace http://www.myspace.com/resetmagazine).

    Adesso le cose sono cambiate, credo non valga più scrivere per un giornale di musica, seppur bello e famoso. Non trovo sia più stimolante di quello che facciamo già qui sul sito (dove abbiamo praticamente carta bianca su quante battute buttare giù e scelta su molte cose), te lo dico con sincerità.

  • giov

    p.s.

    di fondo il discorso che fai tu sui soldi da spendere per una rivista poi è sacrosanto.

  • Lucariello

    Abbandonare il cartaceo per la rete seppure si tratti di un bel sito come il “nostro” (vi seguo ormai da tempo per potermi permettere questa confidenza, poi conosco molti di voi dal vivo, vi stimo e vi voglio bene) MAI! Soprattutto se riviste come il Mucchio e Mucchio eXtra continueranno a garantire competenza e completezza di informazione.

  • giov

    mah…punti di vista Lucariello

    ti assicuro che la carta stampata piace molto anche al sottoscritto e non sai che bello vedere il tuo nome sotto ad articoli che non parlano solo di musica, ma dei posti visitati in generale e delle esperienze di vita vissute altrove (che poi è quello che più mi piace raccontare).

    Il discorso che faccio io, vale solo per la musica: SECONDO ME ora come ora, parlare di musica su un giornale che ormai ti costa minimo 5 euro o farlo in un bel sito come questo è alla pari (competenze dello scrittore messe da parte, questo è un altro discorso).

    Ciao :)

  • Helmut

    Per quanto mi riguarda il web non sostituirà mai il cartaceo. Sul web riesco a leggere solo rece sintetiche o fatte da gente che sa scrivere bene, magari riassumendo ilgiudizio nel primo capoverso (per questo mi è impossibile leggere ondarock).
    Sul Mucchio e le riviste non saprei cosa dire. L’ho letta sempre poco e mi pare un pò troppo forzatemente giovanilista e compiacente, benché ci scriva gente co due palle così (Cilìa, Damir Ivic etc.). Soprattutto accuso la scelta di dover parlare di tutto – ultimamente, purtroppo, condivisa anche da Blow Up – e meno della musica. Se voglio leggere di politica o economia non mi leggo certo ste riviste ma semmai L’Espresso, Limes, Internazionale…ad ognuno il suo, insomma. Siccome lo compra sempre una mia collega, tempo fa vidi un articolo di un qualunquismo sconvolgente su Casa Pound. Le solite cose tipo ”fascisti” etc. Non contesto la fede politica, per carità, ma il modo di approcciarsi alla cosa, in quel caso palesemente figlio di preconcetti. Questo perché, sempre secondo me, ci si vuole avventurare in settori che nn sono i propri. Se compro una rivista di musica voglio si parli di musica, punto. Va bene la paginetta doppia coi libri o coi film, ma niente di più. Avendo preso questa strada anche Blow Up – che per paradosso ha addirittura reso più stringate parte delle recensioni -, e insistendo la stessa rivista nel proporre articoli inutili e illegibili di 10 pagine su dei perfetti falliti, temo che non resisterò ancora molto nel comprarla..e mi dispiace, perché non saprei quale giornale acquistare…

  • giov

    e quindi in fondo la pensi anche tu più o meno come me seppur per motivi differenti, alla fine, dicendo che oggigiorno tanto vale aprire qualche pagina web per rimanere informato tanto quanto (se non più) di quanto tu possa fare attualmente con un giornale di “musica” (le virgolette ci vogliono in questo caso mi sembra di capire).

    È ovvio che il cartaceo rimane qualcosa che ha più valore ma secondo me attualmente SEMBRA avere più valore, in fondo non è così. Sono sulla stessa linea di Axel: le parole, le persone, le idee possono essere valide ovunque. Gratis.

  • http://www.indieforbunnies.com Barocciga

    L’unico neo del Mucchio è, appunto, la parte politica e di attualità La parte musicale resta per me inarrivabile, per capacità di sintesi, passione e competenza dei giornalisti che ci scrivono. eXtra poi, è la miglior rivista di approfondimento musicale che c’è in Italia. Provate a leggerle seriamente, senza sfogliarle e mi darete ragione. Il web ha di sicuro i suoi vantaggi, ma è asettico, freddo. la Rivista è così bella nei suoi colori, il profumo della carta fresca di stampa.. Non c’è storia, per me.

  • Daniele

    Vero, Il Mucchio Extra è molto buono.

  • Daniele

    Comunque a me fa un pò impressione che ci sia gente che scrive di musica e non ha rispetto per i Guglielmi, i Bertoncelli, i Cilìa. Possono non essere apprezzati, ma qualcosa di loro va letto.
    Il Mucchio non è solo una rivista musicale, per questo non parla solo di musica. A me piacciono gli approfondimenti su arte, letteratura e cinema. E’ una rivista che può essere formativa in vari campi, se avessi un figlio quindicenne mi piacerebbe lo leggesse, istruendolo però a saper interpreatare certi articoli schierati a sinistra e anticlericali, non perchè io sia di destra, ma perchè a volte si propone una visione delle cose troppo faziosa.

    Sul discorso che si possan trovare persone che sanno scrivere di musica anche sul web non c’è dubbio, anche perchè chiunque può scrivere di musica ed è probabile che qualcuno ogni tanto si segnali per le sue qualità, non sono convintissimo però che la percentuale degli “speciali” sia così alta. Per essere assunto in una redazione importante devi passare da una selezione che vien fatta da persone che possono sbagliarsi, sicuro, magari ci son dei raccomandati, magari è importante avere certe idee e non altre, va bene, però poi se non sai scrivere si nota e alla fine nonotante tutti gli aspetti sbagliati che comporta e le ingiustizie che può generare considero quella selezione necessaria ed efficace, in uan visione di insieme.
    Detto ciò, Guglielmi per esempio si batte contro l’idea che un critico sia solo un recensore di dischi ed ha ragione. Ormai chiunque scrive due fragnacce su Debaser si crede un critico.

  • Helmut

    Posto che, come dicevo, io preferisco e preferirò sempre il cartaceo al web, confermo che attualmente ho grosse difficoltà a scegliere quale rivista comprare. E confermo soprattutto il fatto che da una rivista di musica mi aspetto si parli soprattutto di musica, perché i Guglielmi, come dici tu, sono dei mostri sacri in Italia, ma magari quando escono da seminato dicono pure delle cazzate…un conto è aggiungere alla musica arte o cinema (ma senza prendere troppo spazio) un conto e sentir parlare di attualità nel modo in cui è stato fatto in quell’articolo di cui parlavo..un’accozzaglia di tesi superficiali e demagogiche che andrebbero bene per un foglio da centro sociale. Secondo me se uno si vuole interessare di attualità etc., ci sono mille altre riviste da leggere..detto questo massimo rispetto per Il Mucchio, è chiaro..

  • http://www.indieforbunnies.com sachiel

    Guglielmi non esce dal seminato perché si occupa di musica e basta. Per l’attualità ci sono altri collaboratori e concordo sul giudizio negativo che qualcuno ha espresso. Massimo del Papa, ad esempio,con i suoi pipponi di invettive vuote di approfondimento non se ne scende. So che c’è sempre stato un po’ di conflitto in redazione tra chi si occupa di musica e chi di altro. Per il resto, apprezzo molto la cernita delle recensioni e soprattutto come sono scritte ed argomentate. Concordo su una cos con Helmut. nel web ci vuole più capacità di sintesi, sennò gli articoli sono di difficile lettura

  • Francesco Lazzaroblu

    Non sparate sul Mucchio..le retrospettive di Cilìa, Bordone, sono ineguagliabili.
    Tutti possono sbagliare (ma con coerenza)ma credo che Cilìa abbia le sue buone ragioni.

  • http://www.ziodonato.it Zio Donato

    Io invece questo disco lo preferisco al primo ed anche ad alcune delle produzioni precedenti. L’approccio “pane e salame” è sempre il mio preferito, non serve reinventare la ruota ogni volta, di sicuro non serve alla Badu… con buona pace dei criticozzi e dei gatekeepers.

 

Dengue Dengue Dengue – Siete ...

In questa estate 2016 il Perù è tornato prepotentemente centrale nella geografia musicale contemporanea: è…

Beach Slang – A Loud Bash Of ...

“A Loud Bash of Teenage Feelings” è il nuovo, meraviglioso, album di James Alex, Rubens…

Savoir Adore – The Love That ...

Savoir Adore erano un duo, composto da Paul Hammer e Deidre Muro. L’uscita di scena…

Sam Coomes – Bugger Me

Sam Coomes è una delle mie tardive ma graditissime “scoperte” di polistrumentisti dalle molteplici e…

Car Seat Headrest – Teens of ...

Ci sono pose, magliette, modi di dire, amicizie che invecchiano malissimo. Così come Facebook ci…