THOMAS FUNCTION
In The Valley Of Sickness

 
 
 

C’era una volta il Frat Rock.
Generato dall’impasto vincente che stritolava insieme ingenuità e college, surf e garage rock con ologrammi illimitati di speranzosa genuinità e che si riconosceva bellamente in pellicole tipo “American Graffiti” e “Un Mercoledì Da Leoni”.
Generazioni sperdute tra due guerre, dunque, con la voglia bruciante di contarsi tra birre, femmine calienti e motori rombanti. Senza pensare troppo al domani bizzarro.
Bhè, Thomas Function è la prosecuzione naturale di quei binari polverosi e dissestati, emanazione diretta della tradizione più sacrosanta, selvaggia sì, ma priva di esagerazioni puntute.

Molti addendi mancano oggi all’appello, ma il sorriso (quello) resta stampato in faccia, shakerando fianchi femminei e distribuendo languide carezze in pura modalità sixties.
“In The Valley Of Sickness” è un disco che piace poco alla volta, perché al primo approccio ottunde il cervello con il suo pressappochismo, con l’impatto teen troppo slabbrato della voce, che ti scartavetra la pancia zeppa di noia.
Ma dai retta a me rocker disilluso, al 5° ascolto sei fatto come un birillo del “Grande Lebowski”! Incominci a slidare la scrivania e fai stage diving con tutto e dappertutto.
Ecco! Sangue e ormoni! Ovvero la magica pozione che ha dato vita al Rock And Roll.
Se dai fiducia ad episodi brucianti come “Day In The Shade”, “Ew Way Ew” e “How Does It Feel”, il testosterone schizzerà fin su Saturno e ti ripiomberà addosso in cerca di carne fresca.

Nel frattempo ballads perverse e zuccherine si infileranno nel tuo letto, molestando la fidanzatina scappata di casa; roba malata come “ADP Blues”, “Belly Of The Beasts” e “When I Was A King” se siamo sulla stessa lunghezza d’onda.: lacrime piacione con i denti cariati.
Sorprendenti le due tracks finali di questo secondo album del combo dell’Alabama: “Not Asking For Much”, con l’intro paradisiaco scippato a piene mani dal repertorio dei primi Feelies e “No End Insight” che parte piano, con la candida malvagità tipica del Diavolo, per poi strabordare in un rockettone dalle pieghe vagamente scure.
Ebbene sì, dischi così cambiano l’esito di una mattina incerta, soprattutto se dalla tua finestra vedi solo distese di frisone al pascolo.

Cover Album

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In The Valley Of Sickness
[ Fat Possum – 2009 ]
Similar Artist: Jay Reatard, King Khan, Gruesomes
Rating:
1. ADP Blues
2. Day In The Shade
3. Picking Scabs
4. Waverly
5. Ew Way Ew
6. Belly Of The Beast
7. When I Was A King
8. How Does It Feel
9. Magic City
10. Two Pigs
11. Not Asking For Much
12. No End In Sight
Tracklist
 
 

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