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VIRGINIANA MILLER
Il Primo Lunedì Del Mondo

3 maggio 2010

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Giurami che resteremo giovani e felici e sempre in bilico su queste superfici senza scivolare giù
(“Acque Sicure”)

Il dubbio quando ti passa un disco del genere per le orecchie è: lo tengo tutto per me o cerco nel mio piccolo di farlo conoscere a quanta più gente è possibile? In epoche in cui la continenza delle proprie preferenze sembra essere l’estremo atto di una perduta nobiltà d’animo, decido per la seconda ipotesi. Per un senso di giustizia e per fierezza. Non la mia sia chiaro, ma quella di questi cinque toscani sonici. Anche perché i Virginiana Miller non sono musicisti di primo pelo, tutt’altro. Sono vent’anni che elettrificano i club di mezza Italia dipingendo le giornate pigre di chi si è finora lasciato crogiolare dalla poesia metropolitana di Simone Lenzi.

La giustizia da rendere è al piccolo mondo antico della musica FATTA in Italia. Non ‘italiana’, si badi bene, perché altrimenti mille bolle blu già solcherebbero la mia pelle al solo presentimento di trovarmi qualcosa di sentimentalmente agghiacciante che cerca di arrampicarsi tra le mie sinapsi; no, “Il Primo Lunedì Del Mondo” non ha nulla a che vedere con melensaggini da palco di Sanremo o da heavy-rotation radiofonica. Questa è roba nostra, roba fatta in casa, cruda e nostalgica, roba da sbandierare a chi deve per forza di cose santificare solo ed esclusivamente l’erba del vicino – leggi: musica ‘straniera’ tout court -, dimenticando che è possibile creare canzoni di qualità superiore anche guardando l’Arno che scorre e non per forza il fiume Hudson (vero Indie-Rock.It ?).

Ed allora scivolare tra le superbe melodie disegnate dalle callose chitarre del gruppo livornese è un atto di gioia e stupore, un consacrare la propria voglia di bellezza nel connubio perfetto di suoni e parole. C’è un sole limpido che inonda di luce i solchi di un album in bilico tra la gentilezza amorosa dei Perturbazione, le incisività dialettiche dei migliori Valentina Dorme e le trame ordite da quella fantastica band che furono gli Elettrojoyce di Filippo Gatti. E poi ballate, accelerazioni, cantautorato spogliato di pesantezze saccenti, chitarre e vento caldo che scompiglia i capelli.

Ma al di là di mille stupidaggine, questo è un disco che si pianta nel cuore, deflagra come solo il miglior rock sa e deve fare, si beve come una limonata ad agosto e nel frattempo riesce nell’impresa di essere profondo, mai banale, un cazzotto tirato nello stomaco a piagnoni di ogni sorta. E’ un canto alla giovinezza, sia essa anagrafica o dell’anima, un inno al luccichio delle cose del mondo, a quelle che sono ed a quelle che verranno. “Il Primo Lunedì Del Mondo” si erge come un compendio di ciò che dovrebbe significare scrivere canzoni, ed allo stesso tempo ribadisce per l’ennesima volta il valore dei Virginiana Miller.
Parafrasando Leo Longanesi mi viene da dire: Non è la buona musica che manca, mancano i buoni ascoltatori. E questo è tutto.

Il Primo Lunedì Del Mondo
[ Zahr - 2010 ]
Similar Artist: Elettrojoyce, Perturbazione, Valentina Dorme
Rating:
1. Frequent Flyer
2. Lunedì
3. Acque Sicure
4. La Risposta
5. L’Angelo Necessario
6. L’inferno Sono Gli Altri
7. Oggetto Piccolo (a)
8. Cruciverba
9. Il Presidente
10. La Carezza del Papa
11. E’ la Pioggia Che Va

 

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