banner

PAUL WELLER
Wake Up The Nation

4 giugno 2010

Notizia numero uno: è tornado il ‘Modfather’. Notizia numero due: il disco che ne è scaturito è una vera ed autentica bomba. Una deflagrazione Garage, un singulto rock, una spirale funk, una vertigine psichedelica e potrei continuare all’infinito. Sì, perché non pago dell’aver sciorinato per settanta minuti e passa, folk pastorale nella migliore tradizione Traffic, mantra psichedelici e contemplazioni Northern Soul nel precedente, magnifico, “22 Dreams” di appena un anno e mezzo fa, Paul Weller si rimette in sella e decide che è ora che la nazione si svegli, molli facebook e decida di vivere nel mondo reale e non nelle illusioni del mondo virtuale di internet.

Sì, perché siamo stanchi delle menzogne dei potenti della terra, di uno stipendio che non basta più, del ‘acquista consuma, crepa’ prediletto adagio del capitalismo spinto e forsennato e dei ritmi frenetici ed assordanti delle metropoli e delle menti umane ormai sotto il suo perverso giogo. “Wake Up the Nation” si dipana in appena 40 minuti e rotti e sedici quadri o meglio schegge impazzite che non fai in tempo a memorizzare che subito evaporano dal cavo uditivo ove erano prepotentemente entrate. Sono necessari difatti ascolti ripetuti per comprendere appieno l’operazione proposta, ma una volta saliti sulla giostra è impossibile scendere e se ne ha voglia ancora ed ancora.

I palpiti rock di “Moonshine”, quasi una continuazione arrabbiata di “Back in the USSR”, assaltano l’ascoltatore come non accadeva da anni. La furia garage della title track, l’iconoclastia quasi punk di “Fast Car Slow Traffic” richiamano addirittura il passato glorioso degli immensi Jam, difatti c’è il vecchio compagno d’armi Bruce Foxton ed il suo basso angolare e spigoloso che dettano il tempo in quest’ultima e nella furiosa, abbagliante, “She Speaks”. Ma non è tutto. C’è anche il florilegio di fiati celestiali, chitarre Wah Wah e ottoni da film blaxplotation della favolosa “Aim High”, l’odissea da iperspazio di “Andromeda” quasi una “Space Oddity” parte 2 ed addirittura poderosi pedali dancefloor (“Up The Dosage”), nonché inquietanti excursus rumoristici in compagnia del fido Kevin Shields dei My Bloody Valentine (“7&3 is the Strikers Name).

Un disco da assaporare nota per nota, perdendosi tra chitarre, pedali, fiati, distorsioni, glockenspiel, mulinelli lisergici, organi hammond, testi al vetriolo, nonché la consueta, splendida, calda, voce del ‘Modfather’, che migliora sempre di più col passare degli anni, come il buon vino. I Can’t Wait to get out there and play it to people, dice il buon Paul. E noi non vediamo l’ora di ascoltarlo e di vibrare con lui al prossimo show, sperando passi per queste lande quanto prima. La classe, come si suol dire, non è acqua.

Wake Up The Nation
[ Island - 2010 ]
Similar Artist: The Swell Season, Joanna Newsom, Josh Rouse
Rating:
1. Moonshine
2. Wake Up The Nation
3. No Tears To Cry
4. Fast Car / Slow Traffic
5. Andromeda
6. In Amsterdam
7. She Speaks
8. Find The Torch / Burn The Plans
9. Aim High
10. Trees
11. Grasp & Still Connect
12. Whatever Next
13. 7 & 3 Is The Striker’s Name
14. Up The Dosage
15. Pieces Of A Dream
16. Two Fat Ladies

PAUL WELLER su IndieForBunnies:

 

Articoli Correlati:

2 commenti »

Ultime recensioni

Aufheben

BRIAN JONESTOWN MASSACRE
Aufheben

Di una cosa potete stare sicuri, quando si parla di Anton Newcombe nulla è…

Valtari

SIGUR ROS
Valtari

Chissà quante aurore boreali dovranno arrivare per far sì che l’estate dei Sigur Ros…

How About I Be Me (And You Be You) ?

SINEAD O’CONNOR
How About I Be Me (And You Be You) ?

Talentuosa, controversa e scontrosa. Attributi in parte riduttivi ma inesorabilmente efficaci per un personaggio…

The Fifty Year Storm

THE NEW LAW
The Fifty Year Storm

Seattle è famosa per essere la città più piovosa d’America, per i grandi SuperSonics…

R.I.P

ACTRESS
R.I.P

Sinfonie adolescenziali rivolte a Dio parte terza: dopo “Smile” dei Beach Boys e “Cross”…

June 2009

TORO Y MOI
June 2009

Nuova pubblicazione per il prolifico Chaz Bundick, che a due anni di distanza dai…

The Möllan Session

KOSS / HENRIKSSON / MULLAERT
The Möllan Session

Otto anni fa, con la pubblicazione del 12” “Eleven” (2004) firmato da Yusuke Sakurai,…

Time Machine

THE DANDY WARHOLS
Time Machine

I Dandy Warhols sono uno di quei gruppi figli dell’era della hit parade e…