GOGOL BORDELLO
Trans-Continental Hustle

 
 
7 Giugno 2010
 

Li avevamo lasciati imprecanti e bestemmiatori, a solcare i palchi di mezzo il mondo, a far sudare e ballare migliaia e migliaia di persone. E loro, i Gogol Bordello, lì insieme ai presenti, pronti a lanciarsi in caciare deliranti al ritmo di suoni provenienti dalle più svariate correnti musicali.

Eugene Hütz, cantante – chitarrista e leader della band, occasionalmente oramai anche attore e personaggio assai noto, insultava e smadonnava in italiano in “Santa Marinella”, per ricordare il suo soggiorno nel Bel Paese, mentre egli stava attendendo la cittadinanza americana. Insomma, tanto per metterci un po’ in buona luce. E qui bisogna risalire a due dischi fa or sono, ossia quando il collettivo multietnico si fece produrre da Steve Albini con discreti risultati. Per il nuovo “Trans-Continental Hustle” la band ha optato per un altro gigante, il mago dello studio di registrazione, il salvatore di artisti ridotti in stato semi – rovinoso: Rick Rubin. I Bordello non sono certo tra quelli caduti nell’oblio, ovviamente, ma di sicuro la produzione del buon Rick li ha aiutati: il loro sound si è scarnificato, reso più pulito ma non snaturato. Il caos regnante nella musica del gruppo è stato reso più razionale, ogni strumento è perfettamente distinguibile, ogni minuziosa influenza percettibile.

L’ensemble, che ormai conta quasi una decina di componenti, sembra a suo agio in questa veste, e anche dal punto di vista compositivo sono ben disposti. Si alternano reminescenze Pogues ad intervalli latineggianti, mischiati addirittura col sirtaki greco e con le ritmiche che rimandano alla terra d’Ucraina, luogo d’origine di Hütz. La cosa bella è che ben sette nazionalità diverse si riscontrano tra gli strumentisti, in modo da render ancora più contaminato un disco sempre all’insegna della poca sedentarietà, del continuo movimento e del perenne incontro tra dissimili culture.
I cliché della band rimangono sempre i medesimi: la loro attitudine non riesce a sfociare in sterile retorica perché qui si parla di vita vissuta e non di nozioni e fatti appresi dai libri o da internet. Quando Hütz canta, recita o urla le sue parole, si sa che dietro ci sono cicatrici e ferite, lacrime e risate scaturite dall’aver finalmente trovato un tetto o un pezzo di pane.

Nonostante la grande anima e il sano divertimento che offre un album di questo tipo, c’è pure da sottolineare, tra le caratteristiche dei Gogol Bordello, quella del lasciarsi troppo prendere la mano in studio, incappando in qualche riempitivo e in un po’ di lungaggini evitabili che incrementano il minutaggio del disco. Cose comunque perdonabilissime.
E ora, tutti a far casino.

Cover Album

Trans-Continental Hustle
[ SideOneDummy – 2010 ]
Similar Artist: Pogues, Clash, Goran Bregovic
Rating:
1. Pala Tute
2. My Companjera
3. Sun Is on My Side
4. Rebellious Love
5. We Comin’ Rougher (Immigraniada)
6. When Universes Collide
7. Uma Menina Uma Cigana
8. Raise the Knowledge
9. Last One Goes the Hope
10. To Rise Above
11. In the Meantime in Pernambuco
12. Break the Spell
13. Trans-Continental Hustle

GOGOL BORDELLO su IndieForBunnies:

Tracklist
 
 

Lonely Guest – Lonely Guest

Una pruriginosa irrequietezza si insinua alle prese con questo “Lonely Guest” nel sapere che dietro questo pseudonimo si ...

W.H. Lung – Vanities

Secondo album per la band di Manchester dopo il meritato successo dell’esordio “Incidental Music” pubblicato nella ...

Marissa Nadler – The Paths of ...

Dicono che Marissa abbia avuto l’ispirazione per le canzoni di questo suo nono album in parte dalle visioni in lockdown della serie ...

Penelope Isles – Which Way To ...

E’ ovviamente un grande piacere poter ascoltare il sophomore dei Penelope Isles, che già ci avevano ben impressionato con il loro ...

Jerry Cantrell – Brighten

Torna come solista dopo diciannove anni il grande chitarrista e fondatore degli Alice in Chains, Jerry Cantrell, anche se questa volta lo fa ...