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JAMIE LIDELL
Compass

25 giugno 2010

Genere: ,

Ripescatevi la recensione di “Jim”, penultimo disco del soulman inglese, e leggetevi come finiva: l’augurio, per lui e per noi, era che Jamie Lidell tornasse ad immaginare il futuro, come già aveva dimostrato di essere capace.
Bé, Jamie questa volta dà libero sfogo alla propria fantasia: sì, abbandona le spoglie vintage, ma va oltre a quanto espresso nello sfavillante “Multiply” del 2005; non si allontana dai territori black a lui più congeniali, ma non si nega neppure l’abbraccio dell’elettronica che già aveva sapientemente frequentato ai tempi dei Super Collider.

Per registrare questo “Compass” si è recato presso gli studi di Beck a Los Angeles e si è avvalso di molti aiuti in fase strumentale (la cantante Feist e lo stesso Beck, tra gli altri), ma si sente sin da subito come il materiale sia tutta farina del suo sacco: la tensione vocale funk immersa nell’elettronica subacquea dell’iniziale “Completely Exposed” è solo la prima delle tante conferme. Sempre tra lo human-beatbox dello stesso Lidell (talentuosissimo pure in questo campo) e digitalismi distorti, ma con un’atmosfera più sbarazzina, si muove “Your Sweet Boom”; mentre “She Needs Me” è il passaggio più classico di tutto l’album, ma dio! che sfoggio di classe e superiorità (e che dimostrazione altrettanto forte di quanto “Jim” fosse davvero un lavoro sottotono).

“I Wanna Be Your Telephone” affonda i denti nel funk-rock più bollente, si sciacqua la bocca in dissetante disco-music e si abbandona poi a liberatorie cacofonie; “Enough’s Enough” è più leggera, ma non per questo più tranquilla o rilassante, né per i muscoli, né per le cellule cerebrali: è semplicemente una boccata d’aria prima d’immergersi nel blues claustrofobico, futurista e irresistibilmente rumoroso del singolo “The Ring” (vicinissimo parente di quell’altro grandissimo singolo, “The City”, che coronava “Multiply”).
Per un disco talmente enorme, così ricco di spunti, ci sarebbe da parlare di ogni pezzo: la schizofrenia, epica e tiratissima, di “You Are Waking”; l’irrequieta raffinatezza del soul tecnologico di “It’s A kiss”; il mood emozionante della titletrack, che alterna delicatezze acustiche, impennate ritmiche e “glissando di violini come al cinema”.

Ma ora basta, un’ultima meritatissima citazione per quell’immensità soul-folk, tra i Gomez più ancestrali e il Beck più semplice e psichedelico, di “Big Drift”; non vi resta che correre a procurarvi questo album, per il quale non ho pressoché paura a utilizzare il termine capolavoro.

The Drums
[ Warp - 2010 ]
Similar Artist: Marvin Gaye, Super Collider, David Holmes, Erykah Badu, Robert Wyatt, Tv On The Radio, Gnarls Barkley
Rating:
1. Completely Exposed
2. Your Sweet Boom
3. She Needs Me
4. I Wanna Be Your Telephone
5. Enough’s Enough
6. The Ring
7. You Are Waking
8. I Can Love Again
9. It’s A Kiss
10. Compass
11. Gypsy Blood
12. Coma Chameleon
13. Big Drift
14. You See My Light

 

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