HOLY FUCK
Latin

 
 
30 Giugno 2010
 

Quella che potremmo definire la ‘rinascita’ del noise sta producendo, da qualche anno a questa parte, una nuova scena in cui difficilmente i vari esponenti propongono qualcosa di originale.

Ciò che contraddistingue gli Holy Fuck dal fottio di band electro-noise-rock in circolo è un diverso modo di rapportarsi alla materia, traendo ispirazione in egual maniera dal funk e dal kraut-rock, coniugando armonicamente le diverse influenze per ricavarne un prodotto fluido, caotico e al contempo lineare. Nel terzo capitolo della loro carriera, “Latin”, i quattro di Toronto diminuiscono drasticamente il noise vero e proprio, limitandolo a un paio di episodi, a favore di un lavoro più ordinato dei precedenti, condito da reminescenze psichedeliche e fortemente ispirato dal kraut anni ’70 dei Neu!, che spesso tornano alla mente durante l’ascolto, e dei Kraftwerk, resuscitati a favore di una “Stilettos” che rallentata e privata di un basso onnipresente non avrebbe sfigurato in “Computer World”.

”1MD”, epica apertura ambient, introduce l’ascoltatore tramite uno scratch impazzito al funk di “Red Lights”, tra gli !!! e la colonna sonora di un poliziottesco all’italiana. “Latin America”, primo singolo estratto, nonostante le migliori intenzioni (una pomposa cavalcata per piano, synth e bassi) risulta un po’ fiacchetta, forse per l’eccessiva durata, e se il rock pacato di “Stay Lit” e la psichedelia di “Silva & Grimes” possono piacere, sicuramente non lascia dubbi il noise di “SHT MTN”, miglior traccia dell’album che difficilmente si scollerà dalla testa dell’ascoltatore, tra voci robotiche, bassi roboanti e gracchianti sample, reminescenza dell’omonimo debutto dei canadesi.

La sopracitata “Stilettos”, altro brano notevole, trae molto dagli infiniti tappeti sintetici di Kraftwerk e fratelli per dilungarsi in una tormentata distesa elettronica, arricchita da percussioni epilettiche e bassi ad aumentare il sentore psichedelico, che ritorna nella successiva “Lucky”, dal sapore onirico e straniante. Le pulsazioni electroclash di “P.I.G.S.” in chiusura racchiudono tutte le influenze del gruppo in 6 minuti circa, come a descrivere in un solo brano la filosofia della band. Filosofia incentrata sulla ricerca sperimentale, lontana anni luce dalla mera bolgia sonora di numerosi colleghi.

Cover Album

Latin
[ XL – 2010 ]
Similar Artist: Errors, HEALTH, Battles, !!!
Rating:
1. One
2. Red Lights
3. Latin America
4. Stay Lit
5. Silva & Grimes
6. SHT MTN
7. Stilettos
8. Lucky
9. Pigs
Tracklist
 
 

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