THE SO SO GLOS
S/T
Genere: indie rock
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Ancora una volta Lo Fi Music, se così si può dire.
E ancora una volta Brooklyn la fa da padrona, nelle fattezze di accogliente casa/studio per tonnellate di gruppi noti (Tv On The Radio) o quasi sconosciuti (Suckers) dell’Indie Americano.
Dopo il tour europeo in compagnia dei Trail Of Dead, i So So Glos danno alle stampe questo loro esordio su Green Howl.
In verità frizzantissimo, salterino e pieno di riferimenti magari poco alti, ma efficaci nel condurti per mano in parecchie scorciatoie della storia del Rock And Roll.
Tredici pezzi cantati col cuore in mano e inumiditi dal sudore di palchi calcati ovunque, ci sono rasoiate politiche, ballads per animi sensibili e veri e propri assalti dalla finestra del garage alla vecchietta inerme con la spesa. Ed il tutto passa e va che è una gioia, navigando in mezzo a nozionismi (altrui), banalità (circostanti) e carenze pesanti di ironia (non loro) per un risultato più che soddisfacente.
Ecco, i fratelli Levine (casinari con del buon tempo da perdere in risse e bottiglie) hanno il buon gusto di prendersi sul serio al punto giusto, senza pisciare fuori dal vaso con strani proclami o voli pindarici da pipparoli.
Suonano e cantano con gusto canzoncine che ti entrano in doccia senza un perché, tanto non ti guarderai mai alle spalle in attesa di visite sgradite, e alla fase accappatoio starai già fischiettando da babbeo senza nemmeno accorgertene.
Tra le righe puoi leggere spunti che sanno di Specials caricati a ganja O.g.m (“Mold Baby & The Queen Midas”, “Black And Blue”), riffs slabbrati in modalità “Nuggets” (“99 Degrees, “Low”, “Ruskie Kills Femme” e la meravigliosa “Seventeen”), il Roots Rock degli ultimi Rancid (“We Got The Days”, “The Fisticuff”), picchi popedelici multicolor (“The Dead, The Gone & The Cosmos”) e vaneggiamenti etilici in odor di Pete Doherty (“Hurricane Heart Attack”, “Junkie Story”, “Irish Rose”), tutti ottimamente declinati in versione Post Sixties.
Che dire?
Un disco che finalmente piace tutto e che, comunque, arriva sempre dal medesimo background: quello un pò sgraziato nelle forme, ma d’impatto certo e genuino, che passeggia sotto l’egida dorata della cosiddetta Bassa Fedeltà.
File under “Nerds Con Stile”.
Applausi infine!
2. Low
3. We Got The Days
4. From Her Beacon Hand, Glos
5. Black And Blue
6. Ruskie Kills Femme
7. The Dead, The Gone & The Cosmos
8. Hurricane Heart Attack
9. The Fisticuff
10. Junkie Story
11. Seventeen
12. Irish Rose
13. Hurricane Heart Attack
14. Mold Baby (& The Queen Midas)
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