AFRICA HITECH
Hitecherous [EP]
Genere: dubstep
| Tweet |
|

Mark Pritchard e Steve Spacek non sono dei novellini: il primo ha già dato alle stampe vari lavori sotto gli alias Global Communication e Harmonic 313 (tanto per dirne due), mentre il secondo ha prima cantato nella band che proprio da lui prendeva il nome e avviato poi una carriera solita che lo ha portato a collaborare, per esempio, col grande J Dilla.
L’incontro tra il produttore e il vocalist è avvenuto a Toronto, durante la Redbull Music Academy del 2007, e da una jam iniziale (il cui prodotto si trova pure in questo breve disco: il funky soul ovattato e mutante “Too Late”, posto perfettamente in chiusura di lavoro) il progetto Africa Hitech si è sviluppato fino a questo “Hitecherous”.
La partenza è subito strabiliante: “How Does It Make U Feel” innesta porosità dubstep e scattante sensualità funk su un tappeto idm, realizzando otto minuti da antologia. “Said Speed” affonda le mani nelle più varie distorsioni elettroniche, persa tra suoni minimal e morbide rimembranze soul. “Lash Out” declina progressioni techno per la generazione di produttori 8bit mentre “Boingy”, rimbalzosa e arlecchina, rende omaggio al proprio titolo.
Il ragga scheletrico di “One Two” (proposto anche in versione strumentale) è forse il pezzo più debole, ma è comunque ricco di fascino a dimostrare come questo “Hitecherous” sia un piccolo compendio di ritmi e visioni. Aspettiamo il duo alla prossima prova, perché trenta minuti sono un po’ pochi per un giudizio definitivo; tuttavia continueremo ad ascoltarli ben contenti durante l’attesa.
2. Said Speed
3. Lash Out
4. Boingy
5. One Two
6. One Two (Instrumental)
Articoli Correlati:






30 agosto 2010 @ 09:37
lo odio questo tipo di musica. secondo me rovina un sacco di roba. insomma, musica per rivoluzionari.
già li conoscevo, ’sti fregni. lash out è buona, il resto è solo cose. cose cose cose cose. palle.
abbiamo bisogno di questo? No. ‘corca.
awh… mi ascolto your funeral my trial di cave e la mia giornata forse comincia, o forse finisce. dipende da quanto sono suscettibile a sensibilità.
30 agosto 2010 @ 09:50
merdina, che palle.
30 agosto 2010 @ 10:54
sono curioso di ascoltarli, massima stima per i global communication (invece ilo progetto harmonic 313 mi fa schifo proprio)…grande un ghemison!
30 agosto 2010 @ 17:27
ghem, lo so. grazie.
30 agosto 2010 @ 18:19
se lo sai allora inizia a regolarti.
30 agosto 2010 @ 20:53
intendevo dire “le palle”.
lo so.
poi sai, non vedo perchè devi scassare se dico che questi fanno schifezza e che anche la recensione che hai fatto è proprio un nulla.
loro fanno schifezza e la tua recensione è il nulla. tutto qua. scusa.
31 agosto 2010 @ 11:28
Merdina non capisco che tipo di problemi hai, con te stesso e con gli altri. Ma soprattutto per quale motivo ti senti in dovere di sentenziare ogni cazzo di volta sul lavoro degli altri. Cioè, se non lo fai, per una volta, stai male o cosa? E ancora: se non lo fai usando questo linguaggio giovanilistico da romanzo d’appendice di XL, ti senti svalutato? O parli veramente così’ nella vita di tutti i giorni?
31 agosto 2010 @ 12:15
Merdina è Carlo Pastore!
31 agosto 2010 @ 12:17
no no , merdina. a me della tua opinione sul disco o sulla mia recensione non interessa affatto, vai tranquillo.
però trovo che il tuo personaggio e la sua continua tracotanza abbiano stancato e sono liberissimo di fartelo notare.
31 agosto 2010 @ 12:42
Merdina, a me sei simpatico e qua nessuno ti dice niente se commenti quanto ti pare dicendo quello che ti pare (e non sei l’unico che lo fa ogni giorno), ma se OGNI singola fottuta recensione che pubblichiamo deve essere “benedetta” dalla tua opinione, indipendentemente da chi sia il recensore, il gruppo, il genere… per il calcolo delle probabilità qualcuno si comincia rompere. Perciò prenditi i “che palle ’sto qui” e amen.
31 agosto 2010 @ 14:14
bah. non so che dire. pensavo che stavamo tra amici e che uno poteva dire quello che voleva, come si fa tra compagni. il linguaggio giovanilistico lo uso perchè rientro in quella cadenza. per il resto mi dispiace troppo, chi prende male. non sentenzio, è che sono passionale. porco dia se alla gente gli levate anche la passione poi CHE CAZZO GLI RIMANE?? niente, ecco che gli rimane.
io su una cosa che mi appassiona sono pronto a scannarmi. tutto qua.
per il resto, specie a helmut che tira fuori –le cose private– (appena una dice qualcosa che non va, bum, si tirano in ballo i cazzo di problemi (che ci sono:disoccupazione e orrori vari)).
tenevi ’sto mondo’e'merda, se vi va bene.
evviva il consumismo.
addio ai ribelli.
ci riservano lo spazio che sta tra una virgola in una frase di merda e retorica.
31 agosto 2010 @ 14:15
inoltre vi consiglio di leggere la mia recensione su sun kil moon. l’ho scritta in 5 minuti e vale il triplo della maggior parte che leggo qui.
31 agosto 2010 @ 14:19
oh, finalmente si fa polemica anche in una mia recensione, eccheccazzo!!!
a parte ciò, Merdina, io farei poca pubblicità alla tua recensione, anzi direi un bel grazie se per pietà te l’abbiamo pubblicata. anzi, lo scopo era: dai, magari se gli pubblichiamo ’sta minchiata, magari smette d’insozzare tutto il sito con le sue “passionali” minchiate.
31 agosto 2010 @ 14:35
fottiti ruffiano.
31 agosto 2010 @ 14:38
inoltre me l’avresti pubblicata te? non credo proprio. chiesto a ale.
tu non c’entri un cazzo. c’hai 90 anni e non riesci più a rizzarlo per un argomento rivoluzionario come la poca musica buona rimasta.
fottiti tu e la tua legge di gravità.
31 agosto 2010 @ 14:42
Sono per Reynolds e Scaruffi, non per Bangs.
Il tuo gergo da giovane Holden rivoluzionario della tastiera è persino piacevole a piccole dosi, ma 2000 battute di “passione” spazi inclusi sono come zucchero filato per un diabetico.
31 agosto 2010 @ 15:02
a parte che non sai come funziane dietro le quinte, non sai che noi lavoriamo democraticamente e tutto il resto. però ammetti: ti ho ferito nell’orgoglio, eh Merdina? non te l’aspettavi. dov’è ora il tuo aplomb gggiovane e tracotante?
31 agosto 2010 @ 16:09
Guarda, caro merdina, non so che nozione tu abbia dell’amicizia, ma ad occhio e croce non mi sembra tu sia ‘amico’ di nessuno qui dentro. A meno che irridere, ironizzare e accusare ogni recensione che non ti piace nella veste di un perfetto sconosciuto non voglia dire per te amicizia.
Personalmente conosco molti di quelli che scrivono qui sopra da diversi anni, alcuni anche di persona, ma ciò nonostante se non mi piace una recensione, non è che gli dico “leggiti la mia recensione che vale il triplo della tua”. Semmai “Non mi piace il disco” oppure “non sono d’accordo con la recensione”.
Cioè mi comporterei come te se forse avessi 12 anni o se fossi un parvenu della scrittura travestito da eroe della tastiera, oppure semplicemente se fossi un coglione, non saprei.
Quello che non ti è chiaro, è che anche se tu credi di essere gesù cristo che scrive, a noi non ce ne frega un cazzo: uno scrive e collabora con ifb se è una persona tranquilla, educata, appassionata e rispettosa degli altri. Non è che siamo Repubblica o il Fatto, non dobbiamo ingaggiare le superstar letterarie (di cui peraltro non fai parte, mi pare). Quindi se ti senti così talentuoso (a me viene da ridere, ma tanto è) al punto da irridere e prendere per il culo gli altri mi chiedo: xchè insisti nel voler scrivere per questo sito e nel voler partecipare attivamente alla nostra piccola community?
31 agosto 2010 @ 17:42
mi pare che volete leggere solo quelle o quell’altre righe. ho lodato molte recensioni. altre no, che c’è che non va?
l’amicizia non c’è, è una cosa che mi fa voltare la testa per vedere se c’è qualcuno dietro, ma è così per dire. e poi questa non è fatta di formalismi. i formalismi a lavoro e nello schifio di società. qui no.
a ghemison dico che non mi hai ferito, ma senza tracotanza, sul serio, nessun tono di smargiassa ironia: so che la mia recensione è davvero valida, perciò non credo proprio le cose siano andate come dici, anzi, me l’ha detto lo stesso ale: ha totalmente gradito il breve testo.
detto ciò credo non sia giusto per me nè per voi sorbirci questi dibattiti sciocchi. sembra un’aula politica e io odio tutti i politici sono irremidiabilmente apolitico, pur provenendo da famiglia di estrema sinistra.
a helmut dico che forse si è scordato che vuol dire essere giovani. è questo. è esagerazioni e smodateria, caffè a dosi da nevrosi e su e giù dalla metropolitana sudicia, serpentella.
mettiamoci una pietra sopra.
sempre a helmut: gli anni non contano per amare o odiare qualcuno. gli anni contano solo per raffinarlo, ma quella e sola e speciosa vanità.
p.s. ancora:
prendetela un pò più alla leggera.
io trovo rifiuti per terra ogni giorno, me li carico e me li porto a casa.
è meglio uno che ti dice “ok, grande qua ma schifo in questa” o uno che dice sempre “si, si, grande, perfetto! è.. OCCHEI! – ? come tutte le madri e le nonne e le pischellette?
per me la prima che ho detto.
non c’ho più voce.
e va bene così. come conclude celine nel viaggio al termine “e che non se ne parli più”.
se foste qui vi offrirei un cazzo di cicchetto,
una birretta alla merdina, le so fare bene, con un botto di schiuma.
ma voi siete chissà dove,
e io non ci una lira, ho il portafoglio ma è un pezzo d’arredo.
31 agosto 2010 @ 17:55
Amico mio, il poeta maudit e lo scrittore controcorrente è un cliché che tutti più o meno hanno indossato da adolescenti, quindi non è che colpisci qualcuno facendo il tormentato genio che si sente incompreso. non c’è bisogna di stupire né di essere giovani (poi non mi sembri un ragazzino, visto che mi pare abbia più di 20 anni) per sentirsela meno ‘calda’ quando uno non se lo può permettere.
In questo sito convivono da sempre e senza nessun problema persone che scrivono libri per lavoro e ragazzi alle prime armi. E i primi non si sono mai permessi di uscirsene ome te ne esci tu coi secondi. E tu sei più vicino ai secondi che ai primi, semmai.
Quindi polsi freddi, passi lunghi e ben distesi, passione ardita a go-go, giudizi sempre, critiche anche, ma non a cazzo di cane. Sennò aria.
Chiaro?
31 agosto 2010 @ 20:03
no.
1 settembre 2010 @ 12:01
non avevo dubbi, è perché non sei molto sveglio. e dunque il tuo luogo, per quanto mi riguarda, è altrove e non qui.
Ciao grande!
1 settembre 2010 @ 15:39
giovane, anzi pischello, è incredibile lo spreco di parole e lettere che riesci a fare.
tanto, tantissimo nulla.