JudA – Malelieve
Genere: italian rock
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Assaggerò senza un ordine ogni tua mania e la tua immobile soglia ingorda e livida di me, delle mie poesie, delle mie poesie, delle oscenità dette in questa camera che si piegherà su di noi.
Questo è un assaggio di “Invasa Da Umori A Distanza”, uno dei brani dell’ultimo album dei JudA, un ottimo trio milanese che opera nell’ambito del noise-rock, se proprio vogliamo affibbiare loro un’etichetta. Ma, credetemi, sarebbe ingiusto perché un testo così intenso, viscerale, difficilmente riesce a trovarsi tra i nuovi gruppi emergenti della scena indie italiana.
E allora, cos’è che differenzia i JudA dalla miriade di altri gruppi che, di giorno in giorno, emergono dall’underground italiano? Oltre alle liriche, è proprio la loro musica, quella melodia del dolore che scava incessantemente nel nostro Io, a fare la differenza. Ossessiva, disarmante, un calcio ripetuto nello stomaco eppure capace di aperture melodiche sconfinate come in “Trema”.
Il tempo non dà tempo, non dà tregua, porta guerra, recita così “Il Giorno Più Lungo”. Una guerra fatta di spazi non coperti che può essere dipinta solo con chitarre gravide di rabbia, un disco che partorisce lamenti, urla di dolore, apre porte su un mondo in frantumi e chiude finestre sulla propria interiorità. E intanto si gioca d’attacco, con un rock matematico, irruente, dilatato, di impatto. E un po’ dispiace che la voce profonda di Marco Antoci D’Agostino non venga valorizzata al massimo su disco ma, d’altronde, fa parte del gioco.
I JudA non moriranno domani, devono semplicemente proseguire per la loro strada puntando, però, maggiormente sull’aspetto psichedelico e imprevedibile e un po’ meno sul math-rock tout court.
2. Lame Di Sabbia
3. Il Tuo Male
4. L´Invenzione Della Verità
5. Trema
6. 3c
7. Invasa Da Umori A Distanza
8. Molestie
9. Uomo Di Palcia
10. Il Giorno Più Lungo
11. La+ma
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