THE LONESOME SOUTHERN COMFORT COMPANY
Charles The Bold

 
 
6 Settembre 2010
 

Esci da quel bianco e sembra tutto così reale.
Dentro il gelato all’amarena mi pare di vedere qualcosa ed è il presente ed è fermo esattamente dove dovrebbe essere. Mi guardo le mani, le vene sono gonfie e in bocca ho ancora il sapore ferroso del sangue. Osservo intorno e vado spedito verso casa, rincorso da pasticche di vitamina E, circondato da anziani che arrancano in bici e dal rumore lontano delle macchine che sfrecciano veloci.
Lasciare libero il passaggio, divieto d’accesso, nuvole con sfumature chiare perché è più che tramonto.
Altro.

Occhi stanchissimi che contrastano a fatica una pioggia leggera di fine estate e tutto il carico di grigio che si porta dietro. Dunque ci siamo: ancora una volta in loop dove non si può trovare luce, in bilico dove tutto è fragile, dove tutto sembra messo in un certo modo per farti piangere, pensare, ricordare e pensare ancora, fino a che non perdi i sensi sul pavimento ed entri in un altro loop, stavolta dalle pareti più soffici. Ancora una volta, dove siete già stati e dove anche gli edifici sembrano essere stati masticati e poi sputati a caso sulla strada deserta… .
Questa cittadina è orribile. Cammino e penso a un personaggio storico del 1400.
Lasciare liberi i pensieri e nuvole con sfumature scure perché è più che subconscio.
Nient’altro.

Welcome to Nowhere… .
O forse siamo in Svizzera.

Polvere ovunque e qualcuno che dorme su una sedia a dondolo col viso coperto da un cappello da cowboy, rovinato sui bordi.
Tutto rigorosamente in bianco e nero.
Vedete tutto filtrato da due soli colori. Contrasto netto: una città fantasma in cui perdersi e cercare dietro gli angoli quello che avete perso.
Secondo giro di Whiskey.
Non avete la compagnia di nessuno ma, ‘fanculo, meglio così… .

Il primo bicchiere era andato giù una meraviglia e vi aveva aiutato a dimenticare il mondo, il cielo che gli sta sopra e gli angeli che credevate gli volassero in mezzo. Tutto d’un fiato, giù, alla faccia dell’amministrazione Bush, lui e la sua personale guerra del cazzo in cui si sono infangati pure gli occhi di increduli spettatori davanti al telegiornale.
Beviamone un altro, con la consapevolezza che quei violini non potranno salvare ma solo alleggerire il peso della vita. Un disco di secoli fa che parla dell’assurdità dell’oggi scrivevo esattamente nell’ottobre del 2008.

Nell’autunno del 2008 ero in bilico tra pochi posti noiosi, mille pensieri inutili, qualche faccia amica. Qualche mese dopo era stato il turno di mille posti nuovi, pochi pensieri davvero utili e decine di facce sfumate, confuse dall’alcol e poi ancora unghie che graffiavano via tracce del passato e bocche che continuavano a mordere, tanto che mi sembrava di essere ingoiato da me stesso e dai mille percorsi della vita.
E oggi?

Oggi non so, sembra tutto cambiato, ma in questo momento cammino dentro tinte scure, dentro un suono tanto scarno quanto affascinante.
Bene così.
Se adesso mi scuoti la testa potrebbe venir fuori la melodia di questo liquore.
Oggi scrivo che questa musica non porta speranza ma ti scava lentamente.

Fai qualcosa di straordinario. La gente potrebbe imitarlo disse Albert Schweitzer; beh cazzo a me non viene niente in mente al momento, quindi mi lascio ferire piano dal folk, in una notte come tante.
Scusate ma proprio non mi viene altro.
Lasciare cadere le braccia giù e camminare di notte con quella voce che raschia lo stomaco e poi guardare giù in basso perché sapete già che quello che osserverete di fronte a voi non vi piacerà, semplicemente perché non vi è mai piaciuto e certe cose non cambiano.
Il fatto che la vita non cambi a volte può rincuorare.
Droga facile la realtà.
Sputate per terra tra le occhiate di sdegno dei fantasmi che vi circondano e ripassate quel riff a memoria. Mandate giù un altro bicchiere perché le fiamme hanno bisogno di benzina.

La concezione di rock si sposta spesso.
Rock è qualcosa di bello e ribelle ma può stare benissimo anche in abiti country. Questa atmosfera è rock e potete buttarci dentro tutto quello che non vi piace perché quel fuoco brucerà indistintamente qualsiasi cosa.

Quanto a me direi che per stanotte basta così: mi faccio il segno della croce ed entro di nuovo in questa nebbia, certo che nessuno mi farà del male.
Lasciare libero il passaggio, divieto d’accesso, ma a quest’ora vi sembra di leggere altro.

Welcome to Nowhere.
(da qualche parte in Svizzera)
Ancora una volta.

Cover Album

Charles The Bold
[ On The Camper – 2010 ]
Similar Artist: Zachary Cale, The Velvet Underground, I Am Kloot, pensieri neri fatti in solitudine
Rating:
1. Bixby Creek Bridge
2. Death At Nancy
3. Train Song
4. La Somme
5. Tom, Dad & Mom
6. Happy Birthday John
7. Horrible Town
8. Love Song
9. Sappony Church Part.2
10. 1929-2009
11. Sonona County
12. City On A Lake
13. Mazda
14. Pikers And Vests
15. Dime

Tracklist
 
 

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