WEEZER
Hurley

 
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22 settembre 2010
 

Prendiamo in considerazione il fattore tempo. Ce ne vorrebbe tanto, circa una ventina di anni, per far sì che “Hurley” dei Weezer diventi quello che si propone di essere, un oggetto cult. Almeno un passaggio generazionale affinché una serie come “Lost” venga digerita, dimenticata e rispolverata, quando Jack e co. avranno una patina vintage di cui ignoreremo volutamente intensità e colore; già immagino l’album nelle inquadrature di un film indipendente e citazionista di futura gestazione.

Ho il sospetto che i Weezer abbiano scelto la copertina di “Hurley” con il desiderio di piazzare una furbata, abbinando un’immagine geek a una scaletta di brani adolescenti e ammuffiti, più adatti a un serial televisivo targato Hbo anni Novanta che ad altro, qualcosa di allegramente demenziale che dovrebbe far sentire tutti più consolati ma che è l’esatto contrario del cult, per quanto il tuo vicino di casa disadattato voglia convincerti del contrario.

La brutalità dei fischi che hanno accolto Hurley è pienamente giustificata. La domanda è: che diavolo stanno facendo? Una cover di “Viva la Vida” dei Coldplay che ha il pregio di dare dare un nuovo equivalente all’espressione ‘ecco qualcosa di inutile?’.
Non basta un’etichetta come la Epitaph a fornire le giuste credenziali e qui Cuomo riproduce una solfa che era già vecchia dieci anni fa. Certo, non è che i fan stessero stracciandosi le vesti in attesa di nuovo album dopo il flop di Ratitude, ma il fatto che sia arrivato così in fretta lasciava ben sperare, come se qualcuno si fosse ricreduto sulla via di Damasco.

E invece no, Rivers Cuomo è ancora convinto di avere quindici anni e ben facevano le ragazzine a sbattergli le porte degli armadietti in faccia. “Hurley” è disperatamente fuori posto, la opening track “Memories” non fa che spingere un fan depresso a ricordare i fasti di “Pinkerton” e a cambiare idea sul loserismo: forse davvero è solo una cosa da sfigati, senza nessuna connotazione epica.

Volendo rubare una frecciata a un collega d’oltreoceano, “Hurley” dei Weezer è all’altezza del finale della serie a cui si ispira iconograficamente. A ciascuno le sue debite conclusioni. Anzi no, lo dirò io: fa pena.

Hurley
[ Epitaph – 2010 ]
Similar Artist: The All-American Rejects, Blink 182, The Rentals
Rating:
1. Memories
2. Ruling Me
3. Trainwrecks
4. Unspoken
5. Where’s My Sex?
6. Run Away
7. Hang On
8. Smart Girls
9. Brave New World
10. Time Flies
11. All My Friends Are Insects
12. Viva La Vida
13. I Want To Be Something
14. Represent

Tracklist
 
  • pony

    recensione centratissima. a parte la copertina, i titoli sgargianti e l’ambizione giovanilistica è un’album profondamente triste, povero di ispirazione.
    poi in copertina volevo shannon — o al massimo quello scassapalle di eko

  • merdina

    mega shit.
    album bad of 10′

  • Emanuele Brizzante

    Secondo me essere troppo cattivi coi Weezer è uno sbaglio. E’ chiaro che gli ultimi tre dischi siano deboli ma fanno parte di un genere che ormai è morto e sepolto, e lo fanno con uno spirito che era valido 10 anni fa. E’ chiaro che alcune canzoni che ci sono negli ultimi loro dischi se fossero usciti nel 93 se le sarebbero cagate di più. Visto in quest’ottica è un disco sufficiente ma poi ci pensi e dici “cazzo, fa cagare”.

  • vertigoz

    non sono d’accordo. non amavo un album degli weezer dai tempi di pinkerton ma questo non mi sembra affatto male.

  • Daniele

    Io l’ho ripreso in mano dopo un po’ di tempo e devo ammettere che l’avevo scartato con troppoa velocità. Sicuro che non è il blu o il green album, ma secondo me non è affatto male o pessimo coma la Claudia dice.

    Rispetto a tanta M che sta uscendo o che è uscita in questo 2013, Hurly degli Weezer si difende ancora. E’ onesto.

 

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