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Intervista con BENJAMIN FINGER

21 ottobre 2010

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Ho conosciuto Benjamin Finger per caso, ma quando mi ha fatto ascoltare il suo secondo disco sono entrato in una sorta di trance uditiva. Registrato nella sua Oslo e recensito anche su queste pagine, “For You Sleepsleeper” evoca sogni, incubi, aspettative, allucinazioni, amori falliti, vite sfumate, bicchieri svuotati e rumori lontani.

Proprio quando avevo perso totalmente fiducia nel post rock mi sono ritrovato incollato alle casse stereo. Andando indietro nel tempo ho ascoltato il suo debut (“Woods Of Broccoli”) e mi sono convinto definitivamente del talento di uno che sembra avere parecchie cose da dire. Questo è con ogni probabilità, dopo cinque anni, uno dei miei ultimi pezzi scritti per Indieforbunnies ma devo ammettere che sono più che contento di chiudere così.

Buona lettura.

Ciao Benjamin, dove sei adesso e cosa stavi facendo esattamente qualche attimo prima di aprire l e-mail contenente questa intervista?
Ciao Giov, allora, ero sotto la doccia e pensavo quale bottiglia di vino aprire stasera. È un giorno particolare: in città suonano alcuni tra i miei dj preferiti (DJ Indiana Ross e Spykidelic) in un club chiamato Sound Of Mu. È davvero un posto magnifico e l’atmosfera è qualcosa di straordinario.

Dicci quando e in che modo hai cominciato a scrivere canzoni.
Nel 2004 il mio padrino mi regalò un Mac e in quel periodo ho imparato le prime cose, di pari passo con la chitarra, i sintetizzatori eccetera. Col passare del tempo la cosa si è perfezionata sempre di più. Diciamo che attualmente ho bisogno di tanto spazio sull’hard disk con tutte le cose che suono!

La tua musica è onirica, ha più strati: prende tantissimi spunti dalla realtà, dalla vita vissuta in strada e dopo mescola tutto in una sorta di brodo post rock. È sicuramente un’esperienza più vicina al guardare un film che a quella di ascoltare un disco. Dove trovi ispirazione per un brano?
Traggo ispirazione essenzialmente da qualsiasi cosa. Per esempio proprio adesso,mentre sto rispondendo alle tue domande, sto ascoltando il rumore delle macchine che passano in strada e mi colpisce perché suona un po’ come se fosse Krautrock. Ha un battito e l’effetto del contorno e dei motori è pazzesco. Poi mi concentro ed ascolto le sirene delle ambulanze e dopo un po’ tutto torna ad essere silenzioso. Ecco in questi casi uso il mio ‘field recorder’ per ‘prendere nota’ delle cose interessanti. Anche se direi che non c’è una formula precisa, una routine che seguo in maniera meticolosa.

Descrivi la tua musica usando solo 5 parole.
La vasta orchestra del cosmo.

Hai iniziato la tua carriera come dj e poi con il progetto musicale Beneva vs. Clark Nova. Adesso hai da poco pubblicato il tuo secondo disco che come il suo predecessore non è esattamente easy listening. Raccontaci qualcosa che i nostri lettori dovrebbero sapere riguardo a “For You SLeepsleeper”.
“For You Sleepsleeper” è un disco su cui ho lavorato tantissimo. Ogni singola traccia ha come minimo cinquanta registrazioni di suoni differenti. Per carpire ogni dettaglio dovrebbe essere ascoltato con attenzione in cuffia; solo così ci si può rendere conto degli elementi nascosti dentro le canzoni. Molti brani a un certo punto cambiano ritmo e direzione, diventando qualcos’altro. Mi piace l’idea che una canzone cambi in continuazione. Penso di essere orgoglioso di questo disco!

Ci sono nella tua nazione musicisti di cui si dovrebbe parlare di più?
Assolutamente si! Consiglio ai lettori del vostro sito Alog, Phonophani, Andre Borgen, e la voce di Jenny Hval alias Rocket To The Sky.

Quali sono I tuoi musicisti preferiti di sempre?
Ah…bella domanda Giov! Troppi, ma se devo proprio fare un paio di nomi direi Charles Mingus, Alice Coltrane, Eric Dolphy, Arthur Russel (specialmente nel disco “World of Echo”) , Autechre, Kool Keith, Bardo Pond, MBV, Broadcast, Gas, Loop, Disco Inferno, Spacemen 3, Pram, Seefeel e Chopin. Roba più recente ti dico Panda Bear, Flying Lotus e Pantha Du Prince.

Come ho già ditto il tuo disco è più una sorta di viaggio cinematografico. Quali sono I tuoi registi preferiti? E che ci dici riguardo ai tuoi film preferiti?
Si beh, ho studiato in una scuola di cinema e anche fotografia, perciò mi porto dietro un bel bagaglio d’ immagini…guardo tantissimi film durante la settimana e rimango sempre affascinato da molte cose. Per quanto riguarda i registi mi viene da dire Truffaut, Louis Malle, Krzysztof Kieslowski, Vincent Gallo, Ettore Scola, e i primi film di Julio Medem, Jim Jarmusch e Wes Anderson.

Se potessi scegliere con chi vorresti suonare?
Beh, non suonare, direi più che altro mi piacerebbe remixare i lavori di qualche artista. Sui miei dischi “uso” anche il lavoro di qualche mio amico, facendo tesoro delle loro qualità come musicisti.

Quanti strumenti suoni nel tuo ultimo disco?
Un bel po’: guitars (acoustic/electric), synths, xylofons, melodica, harmonica etc.

“Woods Of Broccoli” se messo a paragone con il tuo secondo disco risulta essere forse più triste, malinconico e senza speranza (penso a “Failing Watermath”). Il periodo in cui hai scritto le canzoni è stato un periodo duro a livello personale, insomma da dove viene tutto questo nero?
Si, assolutamente…un periodo non esattamente felice direi. Mi sono ammalato proprio mentre scrivevo le canzoni in quel periodo e ho avuto problemi piuttosto grandi con lo stomaco. Ma alla fine un sacco di broccoli e qualche consiglio del medico mi hanno aiutato a guarire.

Quali sono I tuoi progetti futuri come musicista?
Andare avanti, amico mio. Sto lavorando a 3 album al momento, quindi ho il tempo occupato pienamente, meglio così.

E come uomo?
Essere un bravo fidanzato e riuscire a realizzare i progetti che ho in mente. Mi piacerebbe un giorno dirigere un film e tornare a scrivere una sceneggiatura. Ma al momento la musica mi prende troppo tempo. Sicuramente dopo la musica verrà qualcos’altro. Sono legato a più forme d’arte.

Ok, cambiamo per un secondo argomento. Sei un lettore? Hai letto qualche libro interessante di recente?
Si, sono un lettore appassionato. Seguo con interesse le cose che hanno scritto Boris Vian, William S. Borroughs, Witold Gombrowicz, Julio Cortazar, Tor Ulven e Thomas Pynchon. Puoi trovare molte delle loro influenze nei miei dischi.

Ok, ultima domanda: svela per i lettori di Indieforbunnies un segreto che nessuno ancora conosce su di te.
Ok…sono un mega fan di George Micheal e adoro la sua musica. La sua canzone chiamata “Amazing” è uno dei miei brani preferiti di sempre. E inoltre devi sapere che ho anche vissuto un anno a Roma tra il 1987 e il 1988, dalle parti di via Aurelia. È stato l’anno più bello della mia vita. Amo Roma, con tutto me stesso. È un posto speciale che mi ricorda tante belle cose. Spero di tornarci un giorno magari per suonare qualcosa.

Ok, Benjamin..è tutto! Grazie mille per averci concesso l’intervista. In bocca al lupo per tutto e complimenti per i tuoi progetti.
Grazie a te Giov e crepi il lupo! Un abbraccio. Mi ha fatto piacere rispondere, è stata una bella intervista. Saluta gli altri di Indieforbunnies da parte mia!

Link:

VIDEO:
“Unestablished Gossip” dall’album “Woods Of Broccoli”

“Woods Of Broccoli” dall’album “Woods Of Broccoli”

 

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