banner

THE ROWAN AMBER MILL
Heartwood

29 ottobre 2010

TAGS:

É’ uno strusciare nei sottoboschi tappezzati di muschi e licheni che fa sentire grandi le cose piccole; un trekking spirituale nella folkadelica anglosassone che sorprende di qualità e benessere mentale quello che i The Rowan Amber Mill custodiscono come miele sopraffino nel loro ultimo “Heartwood”; quattordici panneggi acustici che mettono in circolazione un ammorbidente d’anima rilassante e particolare come un beneficio magico di una pozione atavica.

Il Southwest inglese è la loro base, sono un trio e si chiamano Stephen, Terry e Sharon, le pastorali folk ancient e il sussurro dei boschi la loro vivacità interiore che come un foglia di quercia ti si posa in fronte dopo una caduta leggiadra nell’anticipo di un inverno; in tanti la definiscono musica esoterica, per via di quei richiami lussuriosi e silvestri che sanno di malia, ma d’esoterismo non ha nulla se non l’eco di rimando di grandi ‘folletti indimenticabili’ quali Pentagle, Maddy Prior e Fairport Convention, che tornano prepotenti della loro calma bucolica in tutto il raggio d’azione del registrato.

Ballate da mille voci femminili che inebriano come se ci si trovasse al centro di una selva al tramonto, richiami al classicismo folkner perennemente impegnato a stimolare visioni, ricordi e fiabeggiamenti uditivi che tra cembali, chitarre pizzicate, tamburelli e campanellini portano in una dimensione d’equilibrio prossima al sogno, lontanissimo dai clangori e dalle sgasate delle nuove tendenze gravitazionali.

Disco raffinato e antico nel contempo, un suono interiore che balza sulla linea d’onda del poco tecnicismo e del molto suggestivo, ottimo per rifondare una giornata di clacson, terribile per allontanare l’ansia; bellissimo perdersi tra i viottoli Jethro Tull di “Face Of Flower”, rassicurante farsi dondolare nella tisana calda preparata in “Patchwork Paint”, respirare l’amniotico zeffiro in “The River” come lasciarsi andare sulla celestialità agreste di “The Bees Tell The Trees”, una tranquilla passeggiata tra rovi di more e profumi di un’altra era che fa la differenza, eccome, una volta che questo dolce disco si azzittisce, lasciando tutto intorno un sentore di frasche e foglie che danzano al vento della notte oramai arrivata.

Non stupitevi se tra una traccia e l’altra potrebbe comparirvi nell’immaginazione Ian Anderson che fa il minuetto con un cappelluto Robin Hood, anche questo può far parte della storia racchiusa in questa bell’effettistica formato cd.

Heartwood
[ Millersound - 2010 ]
Similar Artist: Maddy Prior, Fairport Convention, Pentagle

Rating:

1. English Shire
2. Face Of Flowers
3. Happy Home
4. Patchwork Paint
5. Patchwork Paint Reprise
6. This Road Gets Lonely
7. The River
8. Asleep
9. Fire In The Wine
10. The Woodcutter
11. The Bees Tell The Trees
12. The Hunter
13. Midnight Mill

 

Articoli Correlati:

Nessun commento »

Ultime recensioni

Sukierae

TWEEDY
Sukierae

Parto subito forte. “Sukierae” è un grande disco. Jeff Tweedy da Chicago, leader di…

Rapsodia Satanica

GIARDINI DI MIRò
Rapsodia Satanica

“Rapsodia satanica” è la colonna sonora che i Giardini di Mirò hanno scritto per…

Endgame

ITAL
Endgame

Daniel Martin-McCormick, in arte Ital, è un artista poliedrico che con le sue scelte…

Poolside

EZZA ROSE
Poolside

Quando l’amore per la musica e le letture immaginarie della vita si palesano con…

This Is All Yours

ALT-J
This Is All Yours

La grandezza degli Alt-j è la grandezza degli accadimenti casuali. Si dice serendipity, la…

Tied To A Star

J MASCIS
Tied To A Star

Dalla prima volta che ho visto J Mascis, l’immagine a cui non non riesco…

The Rainy Kingdom

LUCKY ELEPHANT
The Rainy Kingdom

Qualche anno fa hanno provato a mandare in pensione i mitici bus londinesi. Quelli…

Get Hurt

THE GASLIGHT ANTHEM
Get Hurt

La musica, almeno per chi la ascolta, è quasi sempre una faccenda privata. In…