THE WALKMEN
Lisbon

 
Tags:
 
17 novembre 2010
 

Nell’annus horribilis della scena rock alternativa con le debacle di formazioni come Interpol, Wolf Parade e 65daysofstatic, erano in parecchi pronti a celebrare lo scivolone dell’ennesimo fenomeno indie. Ma i The Walkmen non sono esattamente gli ultimi arrivati. Nella loro decennale carriera la formazione statunitense ha assaporato elogi (il debutto “Everyone” ma soprattutto il seguito “Bows+Arrows”, quello del singolone “The Rat” tanto per intenderci) ma anche subito cadute rovinose come quel “A Hundred Miles Off” che sembrava averne sancito la fine. Invece due anni fa hanno spiazzato tutti (inclusi il sottoscritto) producendo un lavoro assolutamente notevole, quello “You &Me” che ha popolato le fatidiche classifiche di fine anno di webzine e riviste.

Dopo questa dovuta premessa, c’è da dire che “Lisbon” è un album denso di emozioni, solcato una sottile inquietudine e caratterizzato da una sincerità musicale spiazzante tra fascinazioni cantautoriali e venature indie ubriache. Sempre gravitante intorno alla voce torturata e carismatica di Hamilton Leithauser, la nuova fatica della band statunitense si presenta immediatamente come romantico (“Juveniles”) e struggente (“Angela Surf City”) ma sorprendente accessibile anche grazie alla splendida organicità donata dalla chitarra di Paul Maroon. La ritmica saltellante e coinvolgente di “Blue as Your Blood”, i fiati eleganti di “Stranded” e l’ottimismo policromatico di “Victory” intrattengono l’ascoltatore con qualità prima del gran finale con gli eleganti volteggi sonori di “All My Great Designs” e la tensione crepuscolare della title-track.

Più che la conferma “Lisbon” rappresenta la consacrazione per una formazione che dimostra finalmente di essere molto di più di una semplice one-hit(“The Rat”)-band, un’irresistibile dichiarazione di intenti per gli amanti del guitar-rock dalle traiettorie musicali oblique. I Walkmen sono tornati per deliziarci nuovamente. Lunga vita ai Walkmen!

Lisbon
[ Fat Possum – 2010 ]
Genere: alt-rock

Rating:

1. Juveniles
2. Angela Surf City
3. Follow the Leader
4. Blue as Your Blood
5. Stranded
6. Victory
7. All My Great Designs
8. Woe Is Me
9. Torch Song
10. While I Shovel the Snow
11. Lisbon

Tracklist
 
  • Dan

    Un gran bel disco. La chitarra crea delle trame oniriche che ricodano le ninna-nanne dei Velvet Undergound. Nei pezzi più spinti la voce non mi convince sempre, ma è un bel sentire. Caldo e cullante.

 

Barbarisms – Browser

In alcuni film, ci sono momenti che, privi della necessità di raccontare qualcosa, restano impigliati…

Giorgio Canali & Rossofuoco ...

Prima o poi ogni artista deve confrontarsi con il famigerato album di cover, pratica che…

Neon Indian – VEGA Intl. ...

Sono passati ormai quattro anni da quel fragore clamoroso che era stato “Era Extrana”, secondo…

Lags – Pilot

“Pilot” è il primo lavoro dei Lags, band post hardcore romana, formata da Antonio Canestri…

White Denim – Stiff

Dimentichiamo le atmosfere garage dei primi lavori: “Stiff” ci dice che la mutazione è avvenuta.…