TOP 10 ALBUM 2010 DI LAURA LAVORATO

 
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17 dicembre 2010
 
Indie Top Ten, decima posizione

#10) She & Him

Volume Two [Merge]

Adorabilmente insopportabile o insopportabilmente adorabile Zooey Deschanel che strizza l’occhiolino al genio di M.Ward per il secondo volume della loro avventura musicale. Il risultato è qualcosa che se non fosse un disco sarebbe un lollipop infiocchettato nella vetrina dal sapore vintage di un emporio americano. Piacere zuccherino da scartare e godere fino in fondo. L’antidoto contro ogni amarezza.

Indie Top Ten, nona posizione

#9) Arcade Fire

The Suburbs [Merge]

Great Expectations. Grandi aspettative per il gruppo canadese e conseguentemente una folla di delusi. Che li si voglia detronizzati o meno, come negare a “The Suburbs” il potente lirismo dai toni epici che caratterizza ancora una volta la band? Come negare anche a questo disco l’indiscussa capacità di regalarci musica ‘corale’, che sa trascinare nell’esaltazione grazie ad un semplice ritornello? Temo non si possa farlo, a prescindere dalle aspettative. Gli Arcade Fire semplicemente continuano a scrivere e suonare buona musica. Sicuramente musica che vale la pena ascoltare.

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#8) The Wave Pictures

Susan Rode The Cyclone [Interbang]

Il cantilenare di Tattersall, il folk rock assolutamente non pretenzioso e i testi auto-ironici di The Wave Pictures vincono sempre ogni mia resistenza. Ogni volta che ascolto brani come “Sweetheart” offro il mio piccolo cuore palpitante sull’altare del sound sghembo della provincia britannica. In “Susan Rode the Cyclone” non ci sono sorprese, The Wave Pictures non si smentiscono, per fortuna.

Indie Top Ten, seconda posizione

#7) I Am Kloot

Sky At Night [Downtown]

I am Kloot: da anni perennemente candidati a divenire the next big thing per poi finire a lambire il successo commerciale senza mai diventarne protagonisti. Non so dire se questo sia un bene o un male ma so che da sempre sono fermamente convinta della qualità musicale della formazione di Manchester. Ho sempre amato gli I am Kloot, le loro suggestioni folk-rock di marca tipicamente britannica, i loro toni lievi ed emozionanti, i loro testi evocativi. E continuerò ad ascoltarli, almeno fin quando produrranno dischi come “Sky at Night”, lavoro che –nel caso in cui ce ne fosse bisogno – conferma la bontà della scelta di tutti noi che proseguiamo indisturbati all’ascolto della band. Che si stia dentro o fuori dalle logiche di mercato e dal gradimento di massa, poco conta.

Indie Top Ten, ottava posizione

#6) Sun Kil Moon

Admiral Fell Promises [Caldo Verde]

Ah! Il buon vecchio Mark Kozelek. Se non ci fosse ci sentiremmo sicuramente orfani di questo disco che ritaglia uno spazio interiore, intimo, vibrante e terribilmente autentico . Un disco in cui le melodie vanno lette attraverso i testi, come sempre toccanti, del musicista. Un disco che sembra parli a ciascuno di noi, uno per uno, sottovoce. Le confessioni di Kozelek, come fosse il nostro migliore amico.

Indie Top Ten, quinta posizione

#5) Broadacast 2000

Broadacast 2000 [Gronland]

Fortunatamente per noi musicisti come Joe Steer hanno la possibilità di farsi ascoltare, di ricordare a tutti noi attraverso le proprie composizioni che la vita è una cosa meravigliosa. E meraviglioso è questo piccolo condensato di felicità infarcito di glockenspiel e ukulele. Talmente semplice da essere miracolosamente naïve in un mondo di espedienti macchinosi e realtà artificiali. Less is more.

Indie Top Ten, quarta posizione

#4) MGMT

Congratulations [RCA]

Epiche divisioni tra fan e detrattori di questo album, senza singoli, senza hit da classifica ma insieme coeso, emozionante e mai banale. In attesa che gli animi dei fan offesi dal mancato bis di “Oracular Spectacular” si plachino io so da che parte stare: nel panorama musicale di questo 2010 “Congratulations” è comunque un gran bel disco e il duo di Brooklyn merita la prova d’appello.

Indie Top Ten, settima posizione

#3) Vampire Weekend

Contra [XL]

Forever Young! Viva i Vampire Weekend ed il loro indie-pop spensierato. Supergiovani che crescono, senza diventare mai ’ vecchi’. Perché scrivere canzoni pop che non siano solo ‘canzonette’ è tremendamente difficile. C’è chi può e chi non può. Loro, sicuramente, possono.

Indie Top Ten, seconda posizione

#2) Deerhunter

Halcyon Digest [4AD]

La sintesi migliore dell’opera dei Deerhunter. Un collage emozionale che in undici tappe offre entusiastici sprazzi d’azzurro tra i nostalgici soliloqui di Cox.

Indie Top Ten, prima posizione

#1) Beach House

Teen Dream [Sub Pop]

Equilibri onirici e guizzi di puro genio. Frutto evocativo di un immaginario musicale pluriforme cristallizzato in melodie che sembrano essere fatte dello stesso materiale dei sogni. Malinconia leggiadra ed entusiasmo estatico. Teen Dream è la catarsi musicale dell’anno.

ASCOLTA ALCUNE TRACCE ESTRATTE DALLA NOSTRA CLASSIFICA:

She & Him – “Home”

Arcade Fire – “The Suburbs”

The Wave Pictures – “Sweetheart”

I Am Kloot – “Proof”

Sun Kil Moon – “Alesund”

Broadcast 2000 – “Get Up And Go”

Vampire Weekend – “Holiday”

Deerhunter – “Helicopter”

Beach House – “Zebra”

 

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