TOP 10 ALBUM 2010 DI MARIA “BERENIX” BONì

 
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18 dicembre 2010
 
Indie Top Ten, decima posizione

#10) The Niro

Best Wishes [Universal]

Le grandi aspettative per il seguito del debut album di Davide Combusti sono state soddisfatte, ma “solo” per il 60%. Consiglio a chi non ha mai ascoltato The Niro di iniziare proprio da questo secondo lavoro, per poi restare intrappolato nell’incanto del primo.

Indie Top Ten, nona posizione

#9) Kings Of Leon

Come Around Sundown [RCA]

Nulla di nuovo sul fronte del Tennessee: il “parentado Followill” non si è discostato dallo stile del precedente “Only by the Night”, e in un certo senso non ha tradito sé stesso. Da fan dei KoL dai tempi di “Youth and Young Manhood” non potevo non inserirli in classifica anche se l’entusiasmo che quest’ultimo lavoro mi ha trasmesso è nell’ordine dei nanometri…

Indie Top Ten, ottava posizione

#8) Manic Street Preachers

Postcards From a Young Man [Columbia]

Mi sono accostata quasi per caso a questa band dopo aver visto il video del singolo “(It’s not war): Just the End of Love”. Brit pop godibile e pieno di vibrazioni positive (in attesa dei Beady Eye di Liam Gallagher, presumibilmente meno melodici e più ruvidi dei MSP!)

Indie Top Ten, seconda posizione

#7) The Futureheads

The Chaos [Nul]

Puro indie rock dal Sunderland. “Heartbeat Song” è stato lo spensierato inno del mio 2010!

Indie Top Ten, ottava posizione

#6) Taylor Hawkins & The Coattail Riders

Red Light Fever [Shanabelle]

Il batterista dei Foo Fighters sembra dare il massimo di sé in progetti che lo vedono come il protagonista assoluto. Live shows con la batteria nella posizione usuale del cantante-frontman, lui con le bacchette tra le mani e microfono alla sua sinistra. “Not Bad Luck” è puro spettacolo dal vivo!

Indie Top Ten, quinta posizione

#5) The Gaslight Anthem

American Slang [Side One Dummy]

Bruce Springsteen non mi è mai piaciuto, ma questi suoi pupilli mi hanno decisamente conquistata sebbene il timbro vocale di Brian Fallon sia simile a quello del Boss. “The Spirit of Jazz” è una delle canzoni da me più ascoltate quest’anno (my iTunes dixit).

Indie Top Ten, quarta posizione

#4) The Postelles

The Postelles [Capitol/Astralwerks]

Se fossero stati coevi degli Strokes ai tempi degli esordi, avrebbero dato loro filo da torcere. Disco da ascoltare come antidoto in caso di intossicazione acuta da un eventuale svolta synth-pop dei “fab-five” di NYC.

Indie Top Ten, settima posizione

#3) The Dead Weather

Sea of Cowards [Third Man]

Per questo album vale il discorso inverso fatto a proposito di “Best Wishes” di The Niro (vedi sopra). Solo che qui le aspettative sono state premiate pienamente. Disco che consacra Jack White come il Frank Zappa dei giorni nostri.

Indie Top Ten, seconda posizione

#2) Celleste

Ready To Fly [Mighty Music]

Questa canadese bella, bionda e con l’aura da rockstar, è un’artista che si discosta dagli schemi attuali, proponendo ciò che lei definisce “Modern Classic Rock”. Una Robert Plant in gonnella da tenere d’occhio nel 2011!

Indie Top Ten, prima posizione

#1) Diane Birch

Bible Belt [S-Curve]

Una delle artiste più complete del panorama musicale di questi tempi. 27 anni, autrice dei testi e multistrumentista, è stata paragonata ad Elton John dalla critica mondiale, ed è un accostamento pienamente percepibile da chiunque. Diane ha conquistato la mia ammirazione facendomi accostare ad un cantautorato voce e piano che non rientrava affatto nel mio range di gusti!

ASCOLTA ALCUNE TRACCE ESTRATTE DALLA NOSTRA CLASSIFICA:

Manic Street Preachers – “Hazelton Avenue”

The Futureheads – “Stop The Noise”

The Gaslight Anthem – “Old Haunts”

The Postelles - “White Night”

The Dead Weather – “I’M Mad”

Diane Birch - “Rewind”

  • http://giovannivenditti.tumblr.com/ giov

    bella classifica! Maria dai un ascolto anche ai lavori precedenti dei Manics, sicuro ti piaceranno parecchio :)

  • berenix

    grazie Giov! :)
    sarà fatto!!! :)

  • shoegazer

    Ciao,bella classifica sì,il problema è che non sembri troppo convinta delle tue scelte,vedi kol e soprattutto non credo che si possa dare un giudizio obiettivo sul lavoro dei MSP senza conoscerne la lunga e travagliata storia,sia musicale che personale.ciao,ale.

 

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