TOP 10 ALBUM 2010 DI DAVIDE “HELMUT” CAMPIONE

 
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22 dicembre 2010
 

TRE DISCHI INUTILI
The Pipettes – Earth Vs, The Pipettes
Interpol – s/t
M.I.A. – /\/\ /\ Y /\

TRE CONCERTI MEMORABILI
Primal Scream perform Screamadelica @ Salarazzmatazz, Barcellona
Erykah Badu @Auditorium, Roma
Gil Scott Heron @ Dissonanze, Roma

TRE LIBRI (LETTI NEL 2010)
Aa. Vv. – Trespass. A History of Uncommissioned Urban Art
Stendhal – La Certosa di Parma
Jean Baudrillard – Il Delitto Perfetto. La Televisione ha ucciso la realtà?

TRE FILM
Up! – P.Docter & B.Peterson
The Social Network – D. Fincher
Inception – C.Nolan

TRE SERIE TV
Mad Men – Stagione 3
Dexter – Stagione 3
The Walking Dead – Stagione 1

FUORI CLASSIFICA, MA DI POCHISSIMO.
Timber Timbre – s/t
Una specie di Bon Iver ma più noir. Ma pure un pò Elvis, tutto sommato. E Dylan, chiaramente. Bello e d’atmosfera.

Crocodiles – Sleep Forever
Devotissimi suoni Spacemen 3 / J&MC, ma col gusto del pop ben sviluppato. Sanno di Manchester lontano un miglio e potrebbero essere l’ennesimo gruppo di emuli modaioli, e invece no.

Arcade Fire – The Suburbs / Vampire Weekend – Contra / The Coral – Butterfly House
Tre ottimi dischi fatti da gente che forse il guizzo vincente l’ha un po’ smarrito, ma che ha mantenuto inalterata la propria stoffa. Sti cazzi che sono diventati super mainstream (specie I primi due).

Indie Top Ten, decima posizione

#10) Pantha Du Prince

Black Noise [Rough Trade]

Elettronica spezzata, ambientale, scura, psychedelica e poco dance. Un pezzo con Panda Bear alla voce (e alla diffusione di lsd). Ascolto indicato anche per gli amanti del rock.

Indie Top Ten, nona posizione

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#9) Konono N°1

Assume Crash Position [2010 Crammed Discs]

Dovevo mettere un disco africano in onore di tutta la roba afro-beat o ethio jazz e insomma afro che ho ascoltato nell’ultimo anno. Poteva starci il grande Ebo Taylor o le compila Soweto-jazz della Strut, ma ho scelto i Konono perché pazzia così non ne avevo mai sentita: gente che suona strumenti tradizionali dello Zimbawe (i likembe) e fa una musica più ipnotica di 10 Richie Hawtin sotto micropunta. Geograficamente non c’entra molto, ma a livello di artisti non occidentali segnalo pure Omar Souleyman, folle arabo dal piglio techno.

Indie Top Ten, ottava posizione

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#8) Chet Baker & Bill Evans

The Complete Legendary Sessions [101 DISTRIBUTION]

Il titolo è un pò una paraculata, nel senso che qui è la tromba di Chet a dominare e Evans, al piano, è più che altro un accompagnatore, ma queste sessions registrate tra iI 1958 e il 1959 sono una meraviglia.

Indie Top Ten, seconda posizione

#7) Scuba

Triangulation [Hotflush]

Il dubstep ha detto quel che c’era da dire, mi sa. Però un capolavoro l’anno lo sforna ancora. “Triangulation” è molto distante dai tanto amati rotolamenti del Burial delle origini, ma non meno affascinante. Nel genere, da riascoltare anche il “Fabric n. 55”, firmato Shackleton.

Indie Top Ten, ottava posizione

#6) Ariel Pink’s Haunted Graffiti

Before Today [4AD]

Se i Beach Boys riprendessero a calarsi LSD, il risultato sarebbe questo disco, che vanta il singolo e il video dell’anno: “Bright Lit Blue Skies”. Ariel Pink: per me, numero uno!

Indie Top Ten, quinta posizione

#5) Cobblestone Jazz

The Modern Deep Left Quartet [Wagon Repair]

Il nuovo dei Cobblestone, per l’occasione divenuti quartetto, è ancora una volta uno dei pochi dischi techno che vale la pena ascoltare. Usuale piano Fender a riscaldare i groove, minimale il giusto, jazzy anche.

Indie Top Ten, quarta posizione

#4) Walter Gibbons

Jungle Music [Strut]

Ascoltare la raccolta dei migliori remix di Walter Gibbons, mi fa pensare a due cose: a) che merda che è il 90% della musica che ti spacciano per ‘dance’ e che trovi nei club; b) quanto sia stata epica la scena proto disco della New York di fine Settanta, il Paradise Garage e il Galaxy 71, regno del Nostro. Un altro mondo. Ascoltare i rmx di “Go Bang” di Arthur Russel e di “Sun…Sun…Sun” di Jakki per credere.

Indie Top Ten, prima posizione

#3) No Age

Everything In Betweem [Sub Pop]

Due che spaccano tutto, fanno skate, sono di Los Angeles, e suonano una specie shoegaze/noise pop a manetta. Molto teenage riot, ma senza esser fake.

Indie Top Ten, seconda posizione

#2) Erykah Badu

New Amerykah Part Two: Return of the Ankh [Motown]

La regina canta, Madlib produce: non c’è altro da dire. Anzi si: l’etichetta è la Motown…Roba raffinatissima, calda, ballate. soul, funk, jazz, songwriting. Album perfetto, forse irripetibile. Anche per la regina.

Indie Top Ten, prima posizione

#1) Beach House

Teen Dream [Sub Pop]

Dieci pezzi di straordinario oppio dream pop. Di questi dieci, uno, che si chiama “Walk in the Park”, è diventato uno dei classici della mia vita. Disco dell’anno, senza nessun dubbio.

ASCOLTA ALCUNE TRACCE ESTRATTE DALLA NOSTRA CLASSIFICA:

Pantha Du Prince – “Im Bann”

Konono N°1 – “Assume Crash Partition”

Scuba – “You Got Me”

Ariel Pinks Haunted Graffiti – “Bright Lit Blue Skies”

Cobblestone Jazz – “Chance Dub Original Mix”

Walter Gibbons – “Sun…Sun…Sun… (Walter Gibbons 12 mix)”

No Age – “Glitter”

Beach House – “Zebra”

  • giov

    non conoscevo i Beach House e devo dire che la traccia che ha messo Alessio fa molto Helmut! Bella roba…

  • belli i Konono, anche se un po’ pesanti… Erykah invece non mi ha convinto del tutto, il capitolo 1 di New Amerykah era molto meglio secondo me. Pantha Du Prince da recuperare assolutamente e pure in tanti mi han consigliato Ariel Pink.

  • quanto sei lisergico!

  • Claudia

    Mi sembra evidente che il problema di questa classifica è Dexter…

    C’è qualcuno a cui non fanno impazzire ‘sti Beach House?

  • Dustman

    Helmut un colto giovane adulto…

  • Helmut

    Quest’anno due scoperte, già annunciate nel 2009: l’afrobeat e la roba protodisco. I Konono non c’entrano molto con l’afrobeat ma sono incredibili, secondo me potrebbero suonare a un festival di musica elettronica, si ballerebbe più che con Sven Vath. Per la disco Larry Levan e Walter Gibbons è gente che sta nell’olimpo della musica. I Beach House unico gruppo ‘indie’ che mi è veramente piaciuto. Mancano i The National, ma li stimo un sacco…The Walking Dead a mente fredda non eccezionale….

  • …troppo giovane 😉
    mi fermerei agli esclusi, e non per snobismo ma perchè dei nomi tra i primi dieci ne conosco solo due, gli amati-stralunati Ariel e la coppia prima in classifica, insediata nel mio già dal precedente Devotion, amato un po’ di più…non fosse altro che per la maglietta di quel tour, regalatami direttamente da Victoria 🙂
    per gli altri confesso ignoranza…e un po’ di incomprensione per certi suoni…provvederò! 😉

  • Helmut

    ti cosiglio soprattutto i Konono e Walter Gibbons, per conoscere qualcosa di fico…

 

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