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TOP 10 ALBUM 2010 di Emanuele “Brizz” Brizzante

25 dicembre 2010

Genere:

Indie Top Ten, decima posizione

#10) Fuh

Dancing Judas [Canalese]

Non penserete che è solo per l’ospitata che sono finiti nella top? Non c’entra nulla, Dancing Judas è un disco molto ben fatto, carico di toni noise e grunge, volutamente cupi e certe volte lasciati al naturale concatenarsi di perfide distorsioni e grezze composizioni che attingono da band come gli Unwound o i Fugazi, ma regalandosi il privilegio dell’autodefinizione e dell’autocitazione, per non risultare uguali a nessuno, seppur si sappiano ben contestualizzare in un filone che fa della violenza più graffiante, contundente e nervosa, il suo fiore all’occhiello (e gli Io Monade Stanca non vi dicono niente?)

Indie Top Ten, seconda posizione

#9) Ok Go

Of The Blue Colour Of The Sky [Capitol]

Gli Ok Go sono il fiore all’occhiello di una scena mainstream che miete molte vittime, spingendo alla commercializzazione molte band che cedono così a meccanismi che le portano tendenzialmente alla rovina. Un disco così ben fatto, orecchiabile ma composto e arrangiato benissimo, prodotto perfettamente e costituito da tracce che sono splendidi gioielli da apprezzare sia considerandole singolarmente che nell’ottica di un’opera d’arte “unificata”, senza perdere la componente radiofonica (che poi è il motivo per cui suonano così “a passo coi tempi” senza seguire nessuna moda).

Indie Top Ten, ottava posizione

#8) Marlowe

Fiumedinisi [Seahorse]

Musica figa dalla Sicilia, per noi che non apprezziamo abbastanza l’Unità d’Italia e non ci piace considerarci una grande famiglia. No, nel disco non esistono contenuti politici, ma solo un’accozzaglia perfettamente eterogenea di post-rock, shoegaze, indie-pop, pop nostrano e alt-rock che spazza via ogni etichetta per creare un sound che in futuro gli sarà riconosciuto come unico, o almeno si spera.

Indie Top Ten, ottava posizione

#7) Turzi

B [Record Makers]

Un disco di cui si sono accorte talmente poche persone in Italia che ci si sentiva obbligati a citarlo nella top 10. Psych-pop o chissà che altro, qualsiasi etichetta non renderà mai onore a questa “festa delle metropoli che iniziano con la B”, una narrazione continua di mondi variopinti con tonalità a volte più cupe, altre volte più colorate, ma sempre sostenuta da una capacità di scrittura imprescindibile, che riesce a far ballare e riflettere allo stesso tempo su canzoni che, guardando bene, hanno uno scheletro talmente puro da essere inimitabili. Presuntuosamente splendido.

Indie Top Ten, seconda posizione

#6) Sakee Sed

Alle Basi Della Roncola [Glitterhouse]

Non si esagera mai quando si utilizza il folk più contaminato di blues per narrare storie legate al panorama “agreste” dell’Italia più rurale. I contenuti di questo disco sono in realtà molto vari, validi e concretamente concentrati a fare dell’ironia un modo splendido di rinnovare il cantautorato italiano, paradiso del facile ingresso nel mondo dei grandi ma che solo pochi riescono a farsi convalidare in maniera onesta. I Sakee Sed sono tra quelli.

Indie Top Ten, seconda posizione

#5) Four Tet

There Is Love In You [Domino]

E questo si chiama un capolavoro totale. Giochi di luce, di colore, di suoni e di ombre che vengono proiettati su una pellicola fatta scorrere con la musica. Kieran Hebden ha sempre fatto sul serio e quest’anno ha deciso di dare il meglio di sé , forgiando un disco che sprizza felicità da ogni nota pur rimanendo fedele ad un songwriting geniale e che tutto il mondo della sedicente indietronica gli invidia, nonostante ciò che faccia sia tutt’altro. Genius.

Indie Top Ten, seconda posizione

#4) Errors

Come Down With Me [Rock Action]

L’elettronica è uno dei generi più intrattabili ma quando a farla sono gli Errors ogni dubbio sparisce. Come Down With Me è ciò che molti ancora non hanno capito come fare, un masterpiece di elettronica sperimentale che unisce l’orecchiabilità di band più commerciali ad allucinazioni caratteristiche che hanno dato una definizione più concreta al sound di una band divenuta famosa per essere spalla nei concerti dei Mogwai. Disco essenziale per gli aficionados del genere.

Indie Top Ten, nona posizione

#3) Nichelodeon

Il Gioco Del Silenzio [2010 Crammed Discs]

Perla rara in un anno non proprio brillante per la discografia italiana. Un lavoro quasi magico, la cui levatura si potrebbe benissimo paragonare a quella di certi capolavori del cinema, per l’espressività quasi astrattista con cui lambisce con dolci sferzate gli ascoltatori attenti, lasciando volutamente in disparte quelli più superficiali. Seconda volta che Claudio Milano fa un disco memorabile e si dimostra un artista coi controcoglioni.

Indie Top Ten, terza posizione

#2) Amor Fou

I Moralisti [EMI]

Un insieme di personaggi dipinto da una band in un mondo di musica che ricorda quello letterario di Balzac. Un rock sporco di pop onesto, originale e soprattutto indispensabile, elevato a perla di post-cantautorato come nessuno si puo più permettere nel duemiladieci. Per tutti i palati raffinati e non.

Indie Top Ten, decima posizione

#1) Massimo Volume

Cattive Abitudini [La Tempesta]

Emidio Clementi si conferma una delle penne più geniali d’Italia, supportato da una band ormai storica e che si consolida nei cuori di tutta una scena come nome di spicco, con un disco inarrivabile nel 2010 per quel che riguarda l’alternative italiano più tradizionale. Non sarà ai livelli del loro primo lavoro, ma qui si fa sul serio. Di qualità.

ASCOLTA ALCUNE TRACCE ESTRATTE DALLA NOSTRA CLASSIFICA:

Turzi – “Baltimore”

Four Tet – “Angel Echoes”

Errors – “Supertribe”

Amor Fou – “Le Promesse”

Massimo Volume – “Litio”

 

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