TOP 10 ALBUM 2010 di Emanuele “kingatnight” Chiti
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#10) Baustelle I Mistici Dell’Occidente [Warner] Il miglior disco dei Baustelle dai tempi della “Malavita”. E a chi li prende in giro provateci voi a scrivere “La Canzone della Rivoluzione” o “Follonica”, poi ne riparliamo. |
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#9) Iosonouncane La Macarena Su Roma [Trovarobato] Se il mondo fosse più bello tanti giovani ascolterebbero lui e non qualche altro “cantautore degli anni zero” oramai in fase (artistica) più che discendente. Un Captain Beefheart della canzone italiana, tutto e il contrario di tutto, sampler, spoken word, testi che sono davvero il riflesso di questa Italia grigia. |
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#8) Autolux Transit Transit [ATP] Uno dei dischi più sottovalutati dell’anno, tra Sonic Youth, kraut e rimandi grunge. Come a dire che quegli anni ’00 che ci hanno dato tanti figli e figliastri di My Bloody Valentine e Jesus & Mary Chain non sono stati del tutto inutili, almeno in ambito rock. |
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#7) Four Tet There Is Love In You [Domino] E questo si chiama un capolavoro totale. Giochi di luce, di colore, di suoni e di ombre che vengono proiettati su una pellicola fatta scorrere con la musica. Kieran Hebden ha sempre fatto sul serio e quest’anno ha deciso di dare il meglio di sé , forgiando un disco che sprizza felicità da ogni nota pur rimanendo fedele ad un songwriting geniale e che tutto il mondo della sedicente indietronica gli invidia, nonostante ciò che faccia sia tutt’altro. Genius. |
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#6) Tame Impala Inner Speaker [Modular] Il miglior debutto dell’anno, almeno in ambito psych-rock. Idoli in patria (Australia) dove sono arrivati in quarta posizione nelle classifiche di vendita. Autori di un rock dreamy, tra i primi Flaming Lips, gli Spacemen 3 più circolari e gli Yes, assolutamente da seguire in futuro e magari gustare dal vivo. |
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#5) The National High Violet [4AD] Matt Berninger sa scrivere gran belle canzoni. Quelle di “High Violet” magari meno d’impatto rispetto a quelle di “Boxer” ma abbinate alle chitarre sporche, i controtempi continui della batteria, le tastiere, le orchestrazioni varie danno una resa notevole. La migliore band pop rock dai tempi dei primi Interpol? |
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#4) Mike Patton Mondo Cane [Ipecac] Ci voleva Mike Patton per dare una giusta gratificazione a livello internazionale anche a livello critico della tradizione musicale italiana più classica, quella che accontenta e piace a tutti, dalla famosa massaia di Voghera in giù. E con Asso Stefana alla chitarra ed altri ospiti d’eccezione è uscito fuori un lavoro davvero convincente. |
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#3) John Grant Queen Of Denmark [Bella Union] Ex leader dei Czars, John Grant ci regala un grande album di canzoni tra il folk, il rock seventies, l’intimismo, grazie ai Midlake che, dopo aver sentito i pezzi del nostro dal vivo, hanno capito che sarebbe stato un vero peccato lasciare andare nel dimenticatoio materiale del genere. Una bella riscoperta. |
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#2) Aloe Blacc Good Things [Stones Throw] Una delle proposte più interessanti quest’anno della Stones Throw, un ritorno alla black più sentita, vera carica emozionale pronta ad esploderti in faccia. Funky, sixties, una grandissima voce e carisma, una produzione notevole e una notevole ispirazione. |
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#1) Deerhunter Halcyon Digest [4AD] Il disco della consacrazione per Bradford Cox e la sua creatura Deerhunter, capace di portare ad un livello ancora più evoluto gli standard già altissimi di “Cryptograms” e “Microcastle”. Indie-rock totale, roba che già al secondo ascolto sai essere un classico. E chi scrive cose come “Desire Lines” e “He Would Have Laughed” merita solo applausi. |
ASCOLTA ALCUNE TRACCE ESTRATTE DALLA NOSTRA CLASSIFICA:
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28 dicembre 2010 @ 09:38
Gran bella classifica e interessantissime proposte, tranne i Baustelle, che per quanto mi riguarda possono pure andare in miniera (ma questo è un mio gusto, ci mancherebbe). John Grant e Tame Impala non mi hanno convinto per niente, anzi mi hanno fatto sbadigliare non poco. Patton l’ho snobbato perchè non mi interessava la sua proposta, ho fatto male? Peccato non aver inserito i Deerhunter nella mia classifica, hanno fatto un disco meraviglioso. I National mi sono piaciuti ma senza stravolgermi, così come Four Tet. Grandissima curiosità per Iosonouncane e Autolux, da recuperare. Grande Ema
28 dicembre 2010 @ 12:32
“Gran bella classifica e interessantissime proposte” e poi smerdi i dischi uno ad uno. Ma che modo di fare è?
28 dicembre 2010 @ 14:53
Grande Lucariello!! Però devo dire che con Barocciga condivido due noie: John Grant e Tame Impala. Sbadigli per me a profusione. Per il resto condordo con Four Tet e The national con Emanuele
28 dicembre 2010 @ 15:26
Ma va cac’. Non ti sei degnato neanche di vedere la mia classifica. Bell’amico.
28 dicembre 2010 @ 15:40
zero elettronica emanuè?
28 dicembre 2010 @ 17:36
Enrico ha la verità dentro.
Lucariello è gay
28 dicembre 2010 @ 18:54
…dissento con voi per john grant!…il vero gioiello di questo ottima classifica!…unica pecca, mia, il non conoscere iosonouncane e il non amare i baustelle…
11 gennaio 2011 @ 17:32
Non amare i baustelle non è una pecca, ma un dovere morale.