TOP 10 ALBUM 2010 di Alex Franquelli
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#10) Anathema We’re Here Because We’re Here [Kscope] Un decimo posto combattuto. Un po’ perche’ lascia fuori roba che avrebbe sicuramente meritato; un po’ perche’ e’ forse l’album più debole dei “nuovi” Anathema. Pero’ che songwriting, che spessore artistico e che scelte sonore ! |
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#9) Lustre A Glimpse of Glory [De Tenebrarum Principio] La musica di Lustre si spoglia di orpelli e di tutto ciò che non è strettamente funzionale alla descrizione di paesaggi di fine autunno in quell’ideale landa deserta in cui vorremmo poter vagare. Resta ancora un pò di luce alle giornate ma è impalpabile resina nera che si posa sugli alberi, si spegne e muore per la notte. |
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#8) Swans My Father Will Guide Me Up A Rope To The Sky [Young God] Gli Swans. Nuovo album. Nel 2010. Grandioso. |
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#7) Burzum Belus [Byelobog] Lo si attendeva con ansia un ritorno del Conte. Ed eccolo qui in splendida forma con uno scrauso microfono e idee che, sicuro come la notte, covava in testa da anni. Peccato che qui e li’ la musica abbia seguito un proprio corso che ha reso quest’album leggermente sorpassato ma tant e’. Il Conte e’ questo e tra prendere o lasciare, io decido sempre per non farmi scappare niente. E qui mi va di lusso. |
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#6) Galar Til Alle Heimsens Endar [Dark Essence] Musica classica e death metal vuol dire robaccia, scopiazzature di Bach e Wagner mischiate a urlacci. Invece in questo caso non e’ possibile scindere un genere dall’altro. Il black senza la parte classica sarebbe incompleta e viceversa. Uno degli album più sottovalutati dell’anno nonostante un titolo che puo’ voler dire tutto e niente. Un po’ come la vita. |
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#5) Deftones Diamond Eyes [Reprise] Un ottimo album dei Deftones non fa più notizia. Per chi poi, come il sottoscritto, li segue da “Adrenaline”, la notizia di un loro album in una Top 10 di fine anno e’ notizia noiosa. Quindi non commento l’album. |
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#4) Cathedral The Guessing Game [Nuclear Blast] Beata ispirazione, chi ce l’ha ! L’album più riuscito a Dorrian e soci da qualche anno a questa parte. Interessante vedere che a volte, non sempre, la maturità e’ una bella parola per coprire la mancanza d’ispirazione. Al contrario: in questo caso i Cathedral sfornano un album caldo e profondo come non e’ mai successo prima. |
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#3) Kayo Dot Coyote [Hydra Head] L’avanguardia di “Coyote” non ha temi ricorrenti ma è, al contrario, l’emblema dell’inesorabile ascetismo musicale che già con “Blue Lambency Downward” aveva abbandonato i rassicuranti ambiti rock per fluire nella musica da camera contemporanea. La poetica musicale è dilaniante e l’urgenza della metafora, che vede la protagonista assistere disincantata alle proprie viscere volare via dal proprio corpo, riflette la cruda realtà della morte come non l’abbiamo mai vista. Proprio perché questa resta, comunque, solo un punto a una distanza siderale dal nostro ultimo respiro. |
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#2) Horseback The Invisible Mountain [Utech] Jenks Miller è la mente dietro questo progetto dall’attitudine sludge, l’estetica doom e dinamiche drone. Eppure, il prodotto finale è tutto fuorché confuso e riesce, nell’ambito di sole 4 tracce dall’enorme lunghezza, a catturare l’attenzione con spunti e idee fuori dal comune. L’equilibrio non è mai precario, non sembra un escamotage che rattoppi idee confuse. Al contrario, la sensazione è che la creatività malata di Miller possa creare una perla nel giro di poco tempo. |
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#1) The Body All The Waters Of The Earth Turn To Blood [At A Loss] Doom? Drone? Avanguardia ? Sludge dell’ultim’ora? La risposta, concedetecelo, per una volta non ce l’abbiamo e poco c’interessa trovarla. Un duo (chitarra/voce e batteria) si lascia ispirare dall’aria putrida che respira e la filtra attraverso una coscienza minimalista. Non basta? Allora aggiungiamo l’apporto del coro femminile dell’Assembly Of Light a riportare gli angeli all’inferno, esperimenti di canto armonico di matrice mongola a sfiorare l’assoluto e lasciamo che il fervore mistico che pervade “All The Waters…” si ripieghi su se stesso dando vita ad un esperimento musicale di puro dionisismo nietzschiano. Se non fosse abbastanza, il duo di Providence (USA) amministra dolore e pessimismo ad ogni nota per il solo piacere/dovere di farlo. Non basta? Non comprate questo album. |
ASCOLTA ALCUNE TRACCE ESTRATTE DALLA NOSTRA CLASSIFICA:
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30 dicembre 2010 @ 14:12
classifica pesantissima e ricca di cose che voglio recuperare nei miei momenti di passione heavy (innanzitutto i Deftones!).
commenti divertentissime, bella lì.
30 dicembre 2010 @ 16:27
Di questa classifica ho ascoltato solo il disco dei Deftones, invero bellissimo. Le altre cose sono succosissime, anch’io condivido la passione metal di Ghemison, sempre più fratello, in questo caso metallo
1 gennaio 2011 @ 15:41
Classifica tra le più interessanti, con un sacco di cose da recuperare. Stima.