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TOP 10 ALBUM 2010 di Alex Franquelli

30 dicembre 2010

Genere:

Indie Top Ten, prima posizione

#10) Anathema

We’re Here Because We’re Here [Kscope]

Un decimo posto combattuto. Un po’ perche’ lascia fuori roba che avrebbe sicuramente meritato; un po’ perche’ e’ forse l’album più debole dei “nuovi” Anathema. Pero’ che songwriting, che spessore artistico e che scelte sonore !

Indie Top Ten, decima posizione

#9) Lustre

A Glimpse of Glory [De Tenebrarum Principio]

La musica di Lustre si spoglia di orpelli e di tutto ciò che non è strettamente funzionale alla descrizione di paesaggi di fine autunno in quell’ideale landa deserta in cui vorremmo poter vagare. Resta ancora un pò di luce alle giornate ma è impalpabile resina nera che si posa sugli alberi, si spegne e muore per la notte.

Indie Top Ten, decima posizione

#8) Swans

My Father Will Guide Me Up A Rope To The Sky [Young God]

Gli Swans. Nuovo album. Nel 2010. Grandioso.

Indie Top Ten, seconda posizione

#7) Burzum

Belus [Byelobog]

Lo si attendeva con ansia un ritorno del Conte. Ed eccolo qui in splendida forma con uno scrauso microfono e idee che, sicuro come la notte, covava in testa da anni. Peccato che qui e li’ la musica abbia seguito un proprio corso che ha reso quest’album leggermente sorpassato ma tant e’. Il Conte e’ questo e tra prendere o lasciare, io decido sempre per non farmi scappare niente. E qui mi va di lusso.

Indie Top Ten, seconda posizione

#6) Galar

Til Alle Heimsens Endar [Dark Essence]

Musica classica e death metal vuol dire robaccia, scopiazzature di Bach e Wagner mischiate a urlacci. Invece in questo caso non e’ possibile scindere un genere dall’altro. Il black senza la parte classica sarebbe incompleta e viceversa. Uno degli album più sottovalutati dell’anno nonostante un titolo che puo’ voler dire tutto e niente. Un po’ come la vita.

Indie Top Ten, quinta posizione

#5) Deftones

Diamond Eyes [Reprise]

Un ottimo album dei Deftones non fa più notizia. Per chi poi, come il sottoscritto, li segue da “Adrenaline”, la notizia di un loro album in una Top 10 di fine anno e’ notizia noiosa. Quindi non commento l’album.

Indie Top Ten, seconda posizione

#4) Cathedral

The Guessing Game [Nuclear Blast]

Beata ispirazione, chi ce l’ha ! L’album più riuscito a Dorrian e soci da qualche anno a questa parte. Interessante vedere che a volte, non sempre, la maturità e’ una bella parola per coprire la mancanza d’ispirazione. Al contrario: in questo caso i Cathedral sfornano un album caldo e profondo come non e’ mai successo prima.

Indie Top Ten, decima posizione

#3) Kayo Dot

Coyote [Hydra Head]

L’avanguardia di “Coyote” non ha temi ricorrenti ma è, al contrario, l’emblema dell’inesorabile ascetismo musicale che già con “Blue Lambency Downward” aveva abbandonato i rassicuranti ambiti rock per fluire nella musica da camera contemporanea. La poetica musicale è dilaniante e l’urgenza della metafora, che vede la protagonista assistere disincantata alle proprie viscere volare via dal proprio corpo, riflette la cruda realtà della morte come non l’abbiamo mai vista. Proprio perché questa resta, comunque, solo un punto a una distanza siderale dal nostro ultimo respiro.

Indie Top Ten, seconda posizione

#2) Horseback

The Invisible Mountain [Utech]

Jenks Miller è la mente dietro questo progetto dall’attitudine sludge, l’estetica doom e dinamiche drone. Eppure, il prodotto finale è tutto fuorché confuso e riesce, nell’ambito di sole 4 tracce dall’enorme lunghezza, a catturare l’attenzione con spunti e idee fuori dal comune. L’equilibrio non è mai precario, non sembra un escamotage che rattoppi idee confuse. Al contrario, la sensazione è che la creatività malata di Miller possa creare una perla nel giro di poco tempo.

Indie Top Ten, seconda posizione

#1) The Body

All The Waters Of The Earth Turn To Blood [At A Loss]

Doom? Drone? Avanguardia ? Sludge dell’ultim’ora? La risposta, concedetecelo, per una volta non ce l’abbiamo e poco c’interessa trovarla. Un duo (chitarra/voce e batteria) si lascia ispirare dall’aria putrida che respira e la filtra attraverso una coscienza minimalista. Non basta? Allora aggiungiamo l’apporto del coro femminile dell’Assembly Of Light a riportare gli angeli all’inferno, esperimenti di canto armonico di matrice mongola a sfiorare l’assoluto e lasciamo che il fervore mistico che pervade “All The Waters…” si ripieghi su se stesso dando vita ad un esperimento musicale di puro dionisismo nietzschiano. Se non fosse abbastanza, il duo di Providence (USA) amministra dolore e pessimismo ad ogni nota per il solo piacere/dovere di farlo. Non basta? Non comprate questo album.

ASCOLTA ALCUNE TRACCE ESTRATTE DALLA NOSTRA CLASSIFICA:

Anathema – “Thin Air”

Swans – “Reeling The Liars In”

Deftones – “Diamond Eyes”

Cathedral – “Funeral Of Dreams”

 

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