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TOP 10 ALBUM 2010 di Alessandro “AleBon” Bonetti

1 gennaio 2011

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Indie Top Ten, prima posizione

#10) Frontier(s)

There Will Be No Miracles Here [Arctic Rodeo]

Dopo l’esperienza con i mostri sacri dell’emo, gli Elliott, il ritorno alla piena forma per Chris Higdon. Energetico e diretto, vissuto e sincero, schitarrate ipnotiche ed un cantato da brividi: il post-hardcore come dovrebbe essere.

Indie Top Ten, seconda posizione

#9) Les Savy Fav

Root For Ruin [Frenchkiss]

Tra richiami a la Pixies e venature no wave l’ennesima offerta di talento per Tim Harrington e soci. L’ulteriore evoluzione artistica per un gruppo che aveva iniziato come band imbevuta fino al midollo di art-punk e che lentamente ha scoperto l’universo indie-rock.

Indie Top Ten, seconda posizione

#8) Crystal Castles

Crystal Castles II [Polydor]

Erano in parecchi ad aspettarli al varco dopo il pompatissimo esordio. Il sottoscritto era tra quelli pronti a metterli sulla croce ancor prima di che uscisse l’album. Eventualmente il disco l’ho ascoltato. Ed ascoltato. E non é piú uscito dal lettore.

Indie Top Ten, quinta posizione

#7) The National

High Violet [4AD]

L’offerta piú immediata per la formazione statunitense che tuttavia non perde assolutamente colpi in termini di qualitá. Undici splendide istantanee di un mondo musicale che si regge non solo sulla voce baritona di Berninger ma anche su una tramatura sonora di ottimo livello.

Indie Top Ten, seconda posizione

#6) Everyone Everywhere

Everyone Everywhere [Tiny Engines]

Dopo un appetitoso antipasto uscito lo scorso anno il quartetto statunitense debutta sulla lunga distanza con un disco che mescola in maniera elegante le diverse sfaccettature dell’emo: l’immediatezza dei Promise Ring, l’angolaritá degli Braid e l’aggressivitá dei Piebald.

Indie Top Ten, nona posizione

#5) Crippled Black Phoenix

I Vigilante [Invada]

Un viaggio che difficilmente dimenticherete. La dimostrazione di come sia possibile proporre traiettorie sonore dalla belezza accecante e dalla semplicitá disarmante sfruttando influenze passate per conquistare nuove vette musicali. “Bastogne Blues” potrebbe essere la colonna sonora della vostra esistenza.

Indie Top Ten, seconda posizione

#4) The Walkmen

Lisbon [Fat Possum]

“…un’irresistibile dichiarazione di intenti per gli amanti del guitar-rock dalle traiettorie musicali oblique. I Walkmen sono tornati per deliziarci nuovamente. Lunga vita ai Walkmen!”

Indie Top Ten, nona posizione

#3) Rinoa

An Age Among Them [Eyes Of Sound]

Un lavoro che combina epiche cavalcate, paesaggi incontaminati e deflagrazioni di pura disperazione. Un disco che oltrepassa la rigiditá delle semplici classificazioni per liberare pure emozioni. Purtroppo sará la loro ultima fatica: hanno deciso di sciogliersi.

Indie Top Ten, seconda posizione
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#2) Big Kids

Hoop Dreams [Topshelf]

Una delle più gradite sorprese dell’anno che volge al termine. Immaginate il post-hardcore che ha reso famosi gruppi come Small Brown Bike, Jawbreaker e HotWater Music ed aggiungeteci una generosa spolverata di pop-punk unitamente ad un pizzico di lo-fi. Adrenalinici.

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#1) Envy

Recitation [Temporary Residence]

Dopo una decennale carriera l’apice qualitativo per la formazione nipponica. Prendete i Mogwai piú incazzati che ci siano ed uniteli ai Mono ultima maniera: un pó post-rock, un pó screamo, un pó post-hardcore. La perfetta sintesi di melodia e violenza come il 2010 vissuto dal sottoscritto.

ASCOLTA ALCUNE TRACCE ESTRATTE DALLA NOSTRA CLASSIFICA:

Frontier(s) – “Von Veneer”

Les Savy Fav – “Sleepless In Silverlake”

Crystal Castles – “Empathy”

Everyone Everywhere – “I Feel Fine”

Crippled Black Phoenix – “Of A Lifetime”

The National – “Conversation 16″

 

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