JJ
jj N°2

 
 
10 Gennaio 2011
 

La Secretly Canadian ristampa l’album d’esordio del duo svedese jj, quel “jj n° 2” che stupì non pochi nel 2009 e che è stato seguito lo scorso marzo da “jj n° 3”: due dischi gemelli invero, perché nati da un unico gruppo di canzoni. Si parla di quel curioso intreccio di suoni che da un paio d’anni a questa parte emana dalle lande scandinave: un cortocircuito di elettronica piccola e fredda, melodie malinconiche e atmosfere che sostituiscono ai fiordi immagini di bianche spiagge caraibiche. Balearic pop l’hanno voluto chiamare. Una manciata di band che dai Tough Alliance agli Air France, passando per Studio e i nuovissimi ceo, ha finito per contagiare anche gente come Club 8 e The Radio Dept.

I jj sono Joakim Benon e Elin Kastlander, gli arrangiamenti e i campionamenti di lui, la voce ferma e ombrosa di lei. Con “jj n° 2” il duo abbe in modo decisivo ogni esitazione verso l’abbraccio di latitudini geograficamente ben più equatoriali della Svezia. Basta ascoltare il chiaro ritmo in levare di “Things Will Never Be the Same Again”, leggere un titolo come “From Africa to Málaga” o sentire cosa canta Elin in “Are You Still in Valida?”: I never thought about you this winter / I never thought ‘bout you this spring / But now when the summer is here / I never thought I’d think about you again.

Il fascino di questo suono sta tutto nella convivenza degli opposti: uno scontro di immagini che finisce per fare emergere analogie che altrimenti non verrebbero mai in mente. La leggerezza dell’elettronica e la pacatezza della voce, la profondità lontana dei riverberi, l’atmosfera sempre soffusa e opaca, uniscono in un solo paesaggio l’orizzonte luccicante di un’assolata spiaggia dei Caraibi e il bianco gelido di un inverno svedese.

Nel frattempo i jj sono andati avanti. “jj n° 3” mostra un lato più fermo e meno evanescente del duo svedese, e il mixtape “Kills”, regalato per Natale, li vede armeggiare con il pop più recente e influente (da M.I.A a Kanye West). Sono passati due anni da “jj n° 2” e il futuro di ciò che chiamano balearic pop non è chiaro per niente. Non è chiaro neanche, a dire il vero, se ci sarà un futuro. Per toni, esposizione e tempistica, pensandoci bene, è una storia che viaggia parallela con quella della chillwave. Generi evanescenti, incerti, precari. Proprio per questo, forse, del tutto al passo con i tempi.

jj N°2
[ Secretly Canadian – 2010 ]
Similar Artist: Air France, Tough Alliance, Club 8, The Honeydrips

Rating:

1. Things Will Never Be the Same Again
2. From Africa to Málaga
3. Ecstasy
4. Are You Still in Vallda?
5. My Love
6. Intermezzo
7. My Hopes & Dreams
8. Masterplan
9. Me & Dean

Ascolta “From Africa to Málaga”

Tracklist
 

5 Comments

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bel pezzo Matte e gruppo che merita sicuramente. Come dici tu un genere evanescente e incerto ma sicuramente piacevole.

Non mi piace molto però la direzione che si sta prendendo più o meno ovunque: si sta ritornando fortemente a questo tipo di sonorità un po’ ovunque. O addirittura decisamente e direttamente verso il pop elettronico (vedi rivisitazioni anni ottanta in stile Hurts, che alla fine sono anche belle in alcuni episodi).

Per gusti personali però mi schiero contro i vari Xx, Beach House, Hot Chip… .

(Dove caz*o sono le chitarre elettriche eh?! Porca miseria… .)

Direi che sono d’accordo. E’ un discorso un po’ complicato che andrebbe forse diviso in due.
Da un lato la questione dell’evanescenza, che ha, a mio parere, una sua ragion d’essere, ma credo stia ormai mostrando la corda. Le idee sono pericolosamente in esaurimento e serve qualche novità su quel fronte altrimenti rischia di scomparire – evanescente, appunto – nel nulla.
Sulle rivisitazioni anni ’80 in stile Hurts, invece, sono più netto: le trovo generalmente inutili. Per quanto possano essere piacevoli e ben fatte, a un certo punto sarebbe anche il caso di passare ad altro. Sono ormai diec’anni che va avanti ‘sto revival anni ’80. Facciamo basta?

Si direi che facciamo basta.

Il problema è che band del genere (JJ) durano forse ancora meno di quelle “nuove next big thing” rock (vedi adesso sti Vaccines di cui parlano tutti in UK che sinceramente non trovo così eclatanti).
L’esempio lampante è quello dei Lali Puna: un abbaglio durato non so quanti anni per molti. Il fatto è che sono alla frutta un po’ tutti i generi forse quindi si ripercorre tutto a ondate, di nuovo. Quasi quasi non vedo l’ora “che torni” di moda il grunge.

La cosa buona e allo stesso tempo cattiva del periodo che stiamo vivendo è che c’è un macello di roba (buona musica e cattiva musica, tutto ovviamente filtrato da gusti personali sicuramente) e che niente dura più il tempo di un ascolto. In tutto questo a rimetterci è proprio la musica e gli artisti (HMV, notizia di questi giorni nel 2011 chiuderà 60 mega store in UK).

merda, comunque Giov mi trovi d’accordo su quasi tutto, perché i Lali Puna non si toccano, proprio no. 😉

 

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