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Intervista con BRETT DETAR

28 gennaio 2011

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Brett Detar goes solo. Dopo l’avventura con i Juliana Theory (conclusasi definitivamente lo scorso settembre con il “Farewell Tour”), esce finalmente “Bird In The Tangle”, lavoro sincero ed intimista in cui l’artista ha messo a nudo la sua anima. C’è chi l’anima, come Faust, la vende al diavolo, e chi come Brett la regala al pubblico, sia con “Bird in the Tangle” (in free download, vedi sotto), che con questa intervista. Enjoy!

Come stanno reagendo i fan di lunga data all’ascolto di “Bird in the Tangle”?
Le reazioni sono state sorprendentemente positive –probabilmente le più positive che abbia mai riscontrato relativamente a qualsiasi altro progetto al quale ho partecipato-, il che è fantastico considerando che non ho una label, né un team di pubblicisti o responsabili di marketing, radio o media che possano far conoscere la mia musica, eccetto per le persone che hanno scoperto “Bird in the Tangle” e lo hanno condiviso con amici e parenti. Una delle ragioni per cui ho optato per il free download dal mio sito http://BrettDetar.com è stata quella di dare l’opportunità di ascoltare il disco e capire se potesse piacere, evitando anche la ricerca nei siti di torrent.

I temi principali del tuo disco sono la voglia di viaggiare e la solitudine. Lo stesso viaggiare, a volte diventa una trappola per il viaggiatore, e paradossalmente ciò che dovrebbe farci sentire liberi ci fa sentire in trappola. Sono queste le sensazioni che ho avuto ascoltando il tuo debut album da solista…
Ottima domanda ed ottima osservazione. Vi sono certamente visioni e temi sul viaggio tra le varie tracce del mio disco, ma direi che non è tanto il viaggiare in sé che mi ha fatto sentire in gabbia, quanto il senso d’isolamento e la depressione che hanno accompagnato il periodo di scrittura dell’album. Semmai, mi sono sentito prigioniero perché per molto tempo non ho creduto in me stesso, né nelle mie capacita di musicista e songwriter. In quel periodo mi sono sentito davvero come un uccellino in gabbia, una creatura nata per cantare ma incapace di farlo per una ragione o per l’altra.

La mappa disegnata all’interno della custodia del tuo album è piena di simboli rappresentanti vari eventi della tua vita. LA, Nashville, Pittsburgh, Easton e New York non solo sono segnate da cinque piume nere, ma sono anche disegnate sopra la mappa accompagnate da simboli aggiuntivi correlati ai tuoi ricordi di queste città. Apparentemente, Easton sembra essere l’unico posto senza “indizi”…
Anche Easton ha un indizio, è soltanto più sottile. Il disegno mostra una serie di casette in fila, tutte con i prati curati eccetto una, in cui il giardino è trasandato e pieno di sterpaglie. Anche qui c’è una metafora…

Qual è il lato dell’esistenza che ti fa sentire come un uccellino in gabbia?
Ognuno di noi almeno una volta nella vita ha provato questa sensazione, soprattutto se non ha vissuto al massimo delle proprie potenzialità. Se non mettiamo in atto i doni di Dio con cui siamo nati (e credo che ognuno nasca con almeno una capacità innata), l’esistenza non può avere senso. Ciò che sto tentando di dire, è che vivere senza passione e senza cuore, e non fare ciò in cui si crede, ci farà sempre sentire in gabbia.

E cosa ti fa spiegare le ali e volare?
Decisamente scrivere canzoni e fare musica.

Hai condiviso le tue sensazioni e tutto l’iter delle registrazioni con i tuoi fans ed amici tramite social network. Quale preferisci tra Twitter, Facebook e MySpace?
Ora come ora risponderei Facebook. MySpace è un disastro perché ormai non lo usa più nessuno, e l’esperienza da utente è terribile. Twitter è ok per messaggi brevi, ma a volte ciò è limitante, per cui diciamo che sto dalla parte di Zuckenberg.

Qualche mese fa hai scritto su Twitter di una canzone scritta con Ben Romans e le Veronicas. Dicci qualcosa in più!
Io e Ben abbiamo scritto molte canzoni assieme. Un mese fa o poco più ci siamo ritrovati assieme a Lisa e Jess (le Veronicas) e abbiamo scritto una canzone davvero particolare, una specie di traccia di una colonna sonora di Danny Elfman un po’ sinistra, come se “Nightmare Before Christmas”, Madonna versione anni ’90 e le Veronicas avessero fatto un figlio! Spero che la canzone venga pubblicata al più presto. Il bello della musica è che puoi creare sempre cose differenti.

Parlando di collaborazioni, ti sentiresti il musicista più appagato di questo mondo se collaborassi con…?
Difficile scelta, perché tutti i miei eroi musicali sono già passati a miglior vita. Se dovessi scegliere tra quelli ancora attivi sceglierei Loretta Lynn perché non ha mai sbagliato una mossa nella sua carriera e avrei voluto che fosse stata una delle mie nonn e, oppure Neil Young o Levon Helm.

Propositi per l’anno nuovo?
Ricominciare a mangiare cose sane, e scrivere canzoni nel 2011 più che in qualsiasi altro anno della mia vita.

Grazie per tua gentilezza Brett! Speriamo di vederti in Italia!
Grazie a Te Maria! Mi piacerebbe davvero tornare nella terra dei miei antenati e fare qualche concerto. Let’s make that happen!

Link:

Ascolta “Empty House on a Famous Hill”

 

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