banner

ANNA CALVI
S/T

11 febbraio 2011

Genere: ,

Le origini di Anna Calvi:
Quando esce “Grace” di Jeff Buckley Anna Calvi ha poco più di dieci anni.
Quando esce “Dry” di Pj Harvey ne ha ancora meno.
Nick Cave in quel momento è in preda ai suoi noti struggimenti infetti e Nico invece è già morta.

Il recente passato di Anna Calvi:
Anna Calvi è cresciuta, ha imparato a suonare la chitarra e farsi benedire dai giusti padri. Ha incantato Brian Eno, aperto i concerti proprio di Nick Cave, conquistato trafiletti entusiasti sul Guardian e l’Indipendent. Nme non si è sbilanciato, da sempre refrattario a incensare musica sfacciatamente mitteleuropea. Pitchfork attende l’uscita dell’album negli States, ma si è speso positivamente per la cover di “Jezebel” che da tempo circola in rete. Una cover così viscerale, a dire il vero, che ormai le quattro sillabe del suo nome vengono pronunciate con timore reverenziale.

L’immediato presente di Anna Calvi, nello stereo di casa mia:
Anna Calvi scrive un disco denso, stratificato e di una considerevole bellezza, a tratti.
Non le credo quando cita Maria Callas, Debussy e Capitan Beefhart tra i riferimenti principali, anche se capisco che questo può essere più funzionale alla mitologia del suo apparato. Gli altri nomi sarebbero stati tautologici, troppo sfacciati, troppo cattivi. Non le credo perché in queste tracce Calvi mi sembra evidentemente ‘innamorata di’ e ‘ossessionata da’ un solo uomo, che è Jeff Buckley.

Riconosco questa devozione inconscia (altrimenti sarebbe stato scimmiottamento) nell’afflato mistico di “Morning Light” o nello struggimento di “First we Kiss”. E finché si presta a questo corteggiamento col morto Anna Calvi è ineccepibile. In realtà tutta la costruzione orchestrale del disco è molto buona, fatta di pause drammatiche, riverberi di chitarra, alti e bassi seduttivi tuo malgrado, soprattutto se fai parte della Resistenza al Feticcio Mediatico.

La strada del diavolo che tanto le piace, però, anche se è lastricata da buone intenzioni le si ritorce contro. Calvi non è capace di resistere alle tentazioni germaniche, e a volte trasforma la sua voce in uno strumento inutilmente teso, mentre in “Blackout” prende una poco convincente sbandata per Chrissie Hynde. La magniloquenza di certi passaggi fatti di rosari, spine, giravolte madrilene e casqué finale è troppa, anche per lei.

Il futuro di Anna Calvi:
Evitare che di lei si dica: Eppure qualcosa mi sfugge.

Anna Calvi
[ Domino - 2011 ]
Similar Artist: Jeff Buckley, PJ Harvey
Rating:
1. Rider To The Sea
2. No More Words
3. Desire
4. Suzanne and I
5. First We Kiss
6. The Devil
7. Blackout
8. I’ll Be Your Man
9. Morning Light
10. Love Won’t Be Leaving

Ascolta “Desire”

 

Articoli Correlati:

6 commenti »

Ultime recensioni

Aufheben

BRIAN JONESTOWN MASSACRE
Aufheben

Di una cosa potete stare sicuri, quando si parla di Anton Newcombe nulla è…

Valtari

SIGUR ROS
Valtari

Chissà quante aurore boreali dovranno arrivare per far sì che l’estate dei Sigur Ros…

How About I Be Me (And You Be You) ?

SINEAD O’CONNOR
How About I Be Me (And You Be You) ?

Talentuosa, controversa e scontrosa. Attributi in parte riduttivi ma inesorabilmente efficaci per un personaggio…

The Fifty Year Storm

THE NEW LAW
The Fifty Year Storm

Seattle è famosa per essere la città più piovosa d’America, per i grandi SuperSonics…

R.I.P

ACTRESS
R.I.P

Sinfonie adolescenziali rivolte a Dio parte terza: dopo “Smile” dei Beach Boys e “Cross”…

June 2009

TORO Y MOI
June 2009

Nuova pubblicazione per il prolifico Chaz Bundick, che a due anni di distanza dai…

The Möllan Session

KOSS / HENRIKSSON / MULLAERT
The Möllan Session

Otto anni fa, con la pubblicazione del 12” “Eleven” (2004) firmato da Yusuke Sakurai,…

Time Machine

THE DANDY WARHOLS
Time Machine

I Dandy Warhols sono uno di quei gruppi figli dell’era della hit parade e…