DESTROYER
Kaputt

 
 
21 Febbraio 2011
 

So per certo cosa aveva in testa Dan Bejar mentre scriveva questo disco. Lo so perché gli preparavo un cocktail Martini ogni mattina, alle 11 in punto, ben ghiacciato senza olive, girato leggermente con un twist di limone. Una sigaretta smozzicata pendeva regolarmente annoiata da una lato della sua bocca. E poi vistósi occhiali scuri a goccia, una filo di barba nerastra ben curata ed una giacca bianca sdrucita solcata da tenui righine azzurre: l’immagine era sempre la stessa, come l’accecante lenzuolo di sole che bagnava l’intera baia ed i suoi abitanti. Quello che cambiava erano le modelle che l’accompagnavano, ogni giorno diverse, ogni giorno bellissime.

Questa caracollante aria da dandy decadente, vagante in una momentanea estasi esistenziale, si riversa totalmente tra gli anfratti di “Kaputt”, fino a farsi forma e sapore nello scorrere letargico delle note dell’ultima fatica dello chansonnier canadese, leader – fra gli altri – dei New Pornographers. Quello che qui dentro sorprende è il languore ammaliante con cui Bejar tira l’ascoltatore dentro le sue canzoni, tra spiazzanti sezioni ritmiche anni ’80, deliziose trame di chitarra declinate nella migliore tradizione soft-rock americana e trapunte di fiati come non se ne sentivano da tempo. Sembra così di cadere in un caleidoscopio che luccica di tutto il bello ascoltato fino ad ora, a partire da Beatles, Wilco, Pet Shop Boys, Josh Rouse, passando sommessamente per i Cure fino ad arrivare ai R.E.M. e chi più ne ha più ne metta.

La carta vincente di Destroyer sta nel suo viaggiare miracolosamente sospeso tra atmosfere rarefatte, ma, allo stesso tempo incredibilmente materiche, dense, eccitanti, sudate, un misto di malinconia ed energia che mantiene un’alta tensione emotiva per tutta la durata del disco. Senza spaccare niente e ferire nessuno, Bejar, nel raggiungere l’apice artistico di una lunga carriera, mette in atto la sua rivoluzione silenziosa, fatta di lezioni di songwriting e gran cura nello scegliere gli ornamenti di questo magnifico ed imprescindibile album.

Ora sta a voi decidere se ascoltarlo o meno, annoiati od elettrizzati, davanti al vostro prossimo Martini.

Cover Album

Kaputt
[ Merge – 2011 ]
Similar Artist: Wilco, Josh Rouse, Pet Shop Boys
Rating:
1. Chinatown
2. Blue Eyes
3. Savage Night At The Opera
4. Suicide Demo For Kara Walker
5. Poor In Love
6. Kaputt
7. Downtown
8. Song For America
9. Bay Of Pigs (Detail)

Ascolta “Chinatown”

Tracklist
 
 

Alice Boman – Dream On

E’ già da qualche anno che il nome di Alice Boman è sui radar dei principali siti musicali in giro per l’Europa e non solo, ma la ...

Brunori Sas – Cip

Il cantautore calabrese, uno dei più apprezzati del panorama musicale italiano, sembra aver già conquistato tutti, pubblico e critica, con ...

Pinegrove – Marigold

I Pinegrove sono tornati con il loro quarto album – il loro primo per Rough Trade Records – che arriva a distanza di appena un anno ...

A Girl Called Eddy – Been ...

Beh, ma chi lo avrebbe mai detto? Avere fra le mani una nuova uscita a nome A Girl Called Eddy…giuro non ci speravo più. Ma, come ...

Field Music – Making A New ...

Settimo disco per Peter e David Brewis questa volta in formazione allargata e in missione per conto dell’ Imperial War Museum, fondato ...