RADIOHEAD
The King Of Limbs

 
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28 febbraio 2011
 

Dai recessi della campagna del Wiltshire arriva un nuovo re: “The King Of Limbs”. E sembrerebbe anche tempo per nuovi baronetti in terra britannica perché nell’era di tweet, click e download, possono bastare le folle globali a incoronare i Radiohead come l’unica band ad imporsi con inossidabile credibilità su scala mondiale dai tempi dei Beatles.

Chi scrive pensa che il credito di una band si costruisca non già e non solo grazie ad ‘UN’ disco ma attraverso un percorso coerente, alla capacità di veicolare un messaggio che va spesso oltre la musica. I Radiohead non si esauriscono per questo in una sterile diatriba mediatica sulla durata di “The King Of Limbs” ma meritano il riconoscimento di un percorso di sperimentazione musicale e di sfida alla stessa produzione e distribuzione discografica dell’era del consumo di massa. Di fronte ai tentativi incompiuti e alle esplorazioni di nuove frontiere sonore i Radiohead confermano un’attitudine tipicamente britannica, una dicotomia assolutamente anglosassone che da un lato ancora le band ad una copiosa tradizione e dall’altro esprime il desiderio di scardinarne i punti fermi con forza iconoclasta, sviluppando concezioni musicali innovative, generando fermento e nuovi modelli al limite della rivoluzione culturale. In questo senso “The King of Limbs” riconferma la capacità espressiva di una band che seppure ripiegata verso territori non convenzionali continua a far parlare di sé con un’intensità ed una partecipazione senza precedenti.

“The King of Limbs” non è un disco melodicamente accattivante come “In Rainbows” ma è per questo forse più coraggioso e sicuramente mette un punto sull’annosa questione del ‘ritorno’ al rock e sull’anelato rientro della chitarra dura e pura (che non c’è, inutile ribadirlo).

Come le fronde della quercia dalla quale –pare- prenda spunto il titolo, l’album dirama trame sonore che si espandono senza costrizione. Sin dal brano di apertura “Bloom”, la voce di Yorke evade da rarefatti impromptu orchestrali e dal tessuto ritmico ossessivo di un disco fitto di drum machine, ricco di inserimenti e riferimenti naturalistici (alberi, fiori, campionamenti bucolici di uccellini), quasi rilettura di un’ispirazione folk . Non pare fuori luogo ricordare la collaborazione del cantante a “Cosmogramma” (Flying Lotus) e la sua dieta stretta di Burial, Four Tet e-non meno incisivo- Bach. “Bloom” apre la strada alla prima metà del disco, che si compie dopo il crescendo spasmodico di “Morning Mr. Magpie”, “Little by Little” e “Feral”, con il singolo “Lotus Flower” ancorato ad una linea di basso sottilmente ipnotica, per lasciare il posto all’andamento sinuoso di “Codex” -quasi una “Pyramid Song” di nuova generazione- e “Give up the Ghost”, lullaby etereo in cui tra il lirismo ambiguo di Yorke, ciguettii ed echi, trova spazio l’apporto acustico di Greenwood.

Ma se Yorke alza il registro su “Morning Mr. Magpie” ripetendo your stole it all/give it back/(…)now you’ve stolen all the magic/took my melody, i testi tornano ad essere agganci vocali paralleli alla forza cinetica di “Little by Little” e – in misura ancora maggiore- “Feral”, reminiscenti senza auto citazionismo di “Reckoner” e “Idioteque”. Non smentisce il tono iniziale la chiusura del disco con “Separator”, rappresentativa di quel languido ottimismo grazie al quale “The King of Limbs” apre una breccia nell’universo parallelo da intelligenza artificiale dei Radiohead e di Nigel Godrich.

Alcuni vedranno forse fronde rinsecchite su quest’albero che ha messo radici su “Amnesiac”, “Kid A” e “Hail to the Thief” ma senza tacciare i fan delusi di incapacità a comprendere, senza invocare la necessità di un ascolto prolungato e senza bisogno di dissezionare le tracce, bisognerebbe abbandonarsi alla percezione istintiva che scorre linfa vitale sotto la corteccia. C’è vita che pulsa sotto la superficie del re delle fronde. E c’è da scommettere che le stesse fronde rimetteranno foglie nuove anche per i grandi insoddisfatti.

The King Of Limbs
[ autoprodotto – 2011 ]
Similar Artist: Flying Lotus, Four Tet, Portishead, Bjork
Rating:
1. Bloom
2. Morning Mr. Magpie
3. Little By Little
4. Feral
5. Lotus Flower
6. Codex
7. Give Up The Ghosts
8. Separator

Ascolta “Bloom”

Tracklist
 
  • ale

    grandi. non ci sono più aggettivi. anzi forse si: i PIU’ grandi.

  • http://www.indieforbunnies.com sachiel

    Speravo in un bagno di sangue nei commenti al disco. Forse è presto. Voglio la guerra. Comunque concordo col giudizio e con la bellissima recensione

  • Dan

    appena discreto. il disco sa di retorica electro, riscattata da un paio di brani sopra la media. come dire, la classe non è acqua.
    la grossa differenza tra questo e dischi come Kid A e Amnesiac è che questo, alla fin fine, appare trascurabile.
    un disco che sarà presto dimenticato da tutti tranne che dai nerdzanifan dei Radiohead. non influenzerà nessuno e tra qualche anno anche chi oggi lo elogia ammetterà di essersi eccessivamente esaltato, come accaduto come Hail to the Thief.
    6+

  • Dan

    Separator plagiucchia Let’s Save The Tony Orlando’s House degli Yo La Tengo.

  • damon

    Il disco è poco più che mediocre: tanti pezzi sembrano b-sides, veramente pochi i momenti interessanti (non male Bloom e Lotus Flower). Ma è davvero necessario dedicare tutta quest’attenzione a questa band solo perchè ne parlano tutti i giornali e le televisioni? A me sembra che di dischi migliori ne siano usciti già molti quest’anno.

  • bryterlayter

    sachiel abbi fede:P….
    Non sono assolutamente una devota dei Radiohead ma come si sarà capito a me il disco è sinceramente piaciuto e sono più che mai convinta che non sia semplicisticamente un disco ad “influenzare”… semmai sono il “carattere” ed il percorso di una band.
    Non voglio fidelizzare chi pensa che The King of Limbs sia un disco mediocre ma di fondo il mio approccio a carriere musicali decennali è “realistico”. Vivono di alti e bassi, è indiscutibile ed è anche normale che sia così. E’ successo a tutti (a meno che non siano morti prima), anche a Bob Dylan. Personalmente non credo che UN GRANDE DISCO da solo sia sufficiente a decretare il successo e la consistenza di un artista o di un gruppo. Di conseguenza non credo nemmeno che anni di credibilità possano essere sconfessati dopo 37 minuti.
    In quanto alla “necessità” di parlarne…No:) non è necessario. Nulla lo è. Parla di TKOL chi vuole parlarne, senza che ci si senta “costretti” e soprattutto senza levare spazio a tutti gli altri ottimi -e meno ottimi- dischi usciti o in uscita.
    Almeno questo è il mio punto di vista…

  • http://www.indieforbunnies.com joses

    Al di là di tutto l’ho trovato un disco di una noia mostruosa. Insomma può capitare una caduta di tono in una carriera che fino ad ora, a mio avviso, era stata folgorante. Io gli avrei dato solo 2 stelle.

  • Dan

    no, ma io non uso quell’argomento per sminuire la bellezza del disco.
    è che parliamo dei Radiohead e si che alcuni loro dischi hanno influenzato chi è venuto dopo. kid a non è stato un disco rivoluzionario, ma sicuramente originale ed influente. ha fatto il punto rispetto a certe istanze provenienti dal mondo indie ed ha influenzato un’infinità di musicisti.
    i radiohead per bravura e per furbizia son stati bravi a rendere ogni loro disco un evento. questo sicuramente non lo è. questo discorso non è strettamente connesso al giudizio di merito sulla qualità del disco.

  • http://www.myspace.com/then00s3 Mr.Cilindro

    ma bryterlater è laura lavorato?
    laura voglio litigare con te sono strino di ifb, voglio trovarti su facebook per polemizzare

  • Gianluca

    Credo che i Radiohead abbiano perso tutta la carica emozionale che ne aveva caratterizzato i lavori fino ad Amnesiac e oggi si ritrovino a proporre un autismo elettronico che rende i loro dischi prescindibili.

  • bryterlayter

    Mr. Cilindro sono io si…mi trovi su fb via gente-di-IfB…aggiungimi! Sono SEMPRE carica per la discussione:P…basta che non sia esclusivamente sui Radiohead…non ne posso più! Manco se Thom Yorke mi pagasse!!!Diobono è “la storia infinita”:)…move on move on move on:)

  • http://giovannivenditti.tumblr.com/ giov

    mi rifiuto categoricamente di ascoltare i Radiohead (mi riferisco ai dischi più recenti) da anni ormai. Mi basta quello che sento su internet quando esce un loro nuovo disco.
    Una palla mostruosa. “plin plin plin…tuc tuc tuc…” e T.Y. che si lamenta come se avesse il mal di pancia per cinque minuti.

    Se fossero una band sconosciuta e non i “Radiohead” non sarebbero presi neanche più tanto in considerazione. Dovrebbero provare a fare un disco come questo cambiando il nome della band e modificando un po’ la voce di Thom (altrimenti riconoscibile) e vediamo quanti se lo filerebbero.

  • http://www.myspace.com/then00s3 Mr.Cilindro

    non ti ho trovato. Ho perso e ti sei salvata.

  • Dan

    bè, yorke ormai da anni canta come un gatto sodomizzato.

  • http://giovannivenditti.tumblr.com/ giov

    a parte quello…

    non so a quante persone ho sentito dire “io stimo i Radiohead perché si sono sempre evoluti, rinnovati…” ma la cosa personalmente non mi convince a livello di risultati.
    Senza nulla togliere a KidA ma io preferisco i Radiohead di Pablo Honey, The Bends e Ok Computer, quelli che sudavano SUONANDO uno strumento e non premendo i tasti di un citofono con mille pulsanti. Musica asettica e programmata. Nessuno che urla più, stona, nessuno che compone inni che ti si stampano nel cervello e te li canti per una giornata intera pensando a quanto sono belli.
    Dove cavolo sono i “nuovi” Vedder, Kiedis, Corgan, Gallagher, Ashcroft, Cobain, Martin, Albarn (…) di questa “fantastica” nuova era digitale?

  • bryterlayter

    Cilindro sei tu che ti sei salvato:P. Fidati.

    Ma finirà mai lo strascico sulle sonorità elettroniche=rumore e vuoto cosmico?? Che non piaccia il disco lo capisco e lo rispetto…Ma non credo che possiamo andare avanti contestando un mancato ritorno a Pablo Honey(sono passati 18 anni.eh)!
    io sono una grande amante dei “passatismi” e la mia curiosità verso “il nuovo” ogni volta mi riconferma la bontà di un’immensa e grandiosa storia del rock. Amare i “mostri sacri” non vuol dire però vivere malinconicamente di ricordo sperando nella resurrezione dei morti. Poi…senza offesa Giov:) ma di quelli che citi molti mi lasciano perplessa…tra tutti Gallagher che credo rimarrà nella storia solo per i litri di birra tracannati oltre che per i suoi ignobili plagi(QUELLO SI, in riferimento al PASSATO mi fa orrore).Mentre per gente come i PJ (di cui si, sono stata una GRANDISSIMA e conclamata fan, a differenza che dei Radiohead) devo riconoscere con grande sofferenza l’incapacità di invecchiare con dignità, ovvero evitando di riproporre con mestizia gli echi di un passato glorioso. Eutanasia imminente.

  • http://giovannivenditti.tumblr.com/ giov

    Laura io non vivo malinconicamente di ricordo, anzi: con la MySpace Generation ho ascoltato negli scorsi anni tanta di quella roba “nuova” (e gente sconosciutissima a volte) capace di produrre ottime cose e ogni volta ho cercato di proporre ciò che io ritenevo ‘nuovo e bello’ a chi leggeva.
    Però è altrettanto vero, secondo me, che di gente che scrive per anni roba bellissima ce n’è sempre di meno o il livello come la parola stessa suggerisce, porta tutti su una media decente.
    Era da fast food musicale direi. Negli anni novanta accendevo MTV e male che mi andava mi beccavo i Soul Asylum. Adesso è cambiato un po’ tutto e dato che non ci sono più soldi, dietro c’è sempre più strategia di mercato. Ripeto: un gruppo come i Radiohead può permettersi di fare dischi come l’ultimo perchè ha uno zoccolo duro (grandissimo per altro) di fan, costruito negli anni e potrebbe permettersi anche di registrare rutti, tanto verrebbe accolto dalla critica sempre come un evento. Quest’album è noia allo stato puro ma non si dice in giro perchè sennò si va contro i maestri indiscussi del rock e si rischia di fare brutta figura.

    “Ma finirà mai lo strascico sulle sonorità elettroniche=rumore e vuoto cosmico?” Per me…no :)

    P.S.
    Finirà mai lo strascico Noel Gallagher=ubriacone e copione?

  • http://www.myspace.com/then00s3 Mr.Cilindro

    laura, sul mio blog sono maledettamente d’accordo con te

    http://goodweatherforairstrikes.mixtape.it/

  • http://www.indieforbunnies.com sachiel

    Premetto che anche io sono quello che dei Radiohead ha amato di più i primi dischi. Ma sono in un certo senso contento del cambiamento, inevitabile. Avrebbero riciclato se stessi e probabilmente ora farebbero dischi insipidi. Che piaccia o meno poi il cambiamento avvenuto è un discorso diverso. a me piacciono ancora, non mi aspetto certo che mi sorprendano. Ma ditemi voi quante band riescono a sorprendere ad ogni disco. Loro hanno fatto una scelta molti dischi addietro, con tutti i rischi che poteva comportare sulla fetta di fan della prima ora. c’è che li ha seguiti, chi no, chi li ha amati proprio da Kid A in avanti. le chiacchiere intorno al “quanto sia meglio o peggio adesso non hanno senso” : prendere o lasciare, siamo liberi di scegliere.

  • bryterlayter

    giov quello sui gallagher per me non è uno strascico opinionistico, è un mero dato di fatto. dal momento che non sono affiliata a nessuna corrente di pensiero sarò ben lieta di tributare rinnovato amore agli oasis quando la smetteranno di ricevere consensi per la loro risse mediatiche (e non) e produrranno una canzone che sia degna di questo nome evitando di pescare nel materiale beatlesiano.E’da quando avevo 17 anni che attendo di essere sconfessata dai Gallagher ma purtroppo per loro hanno scelto il gruppo sbagliato da plagiare.Giù le mani dai Beatles. Lo sgamo è sempre dietro l’angolo.

    Cilindro pensavo sinceramente che fossimo in pieno conflitto armato. Ho molto apprezzato il post [e c’ho anche riso parecchio]. Applausi.

  • http://giovannivenditti.tumblr.com/ giov

    Sachiel hai ragione: in questo caso “lascio”.

    Laura, non se ne uscirebbe più…(il punto non erano gli Oasis e le risse mediatiche).

  • Dustman

    Non ritengo che la media della qualità musicale si sia abbassata così tanto negli ultimi anni…sono discorsi che ho sentito miliardi di volte ma che mi lasciano sempre perplesso…fermo restando che ho un grande rispetto per la sensibilità e il punto di vista altrui. Dire che i Radiohead spingono tasti sul citofono però mi suona come un voler relegare l’elettronica a un rango di non-musica che non posso condividere. Cioè è un discorso quasi “pericoloso”, non so se mi spiego. La vita cambia, la musica cambia e l’approccio con le cose, anche proprio con gli oggetti fisici, cambia. Io sono un nostalgico della new wave ma capisco pure che ci si deve evolvere, si deve aggiungere altro…mettiamoci l’anima in pace, i Radiohead non ritorneranno più quelli di prima. Ma sapete che tristezza se tornassero quelli di prima? Nel senso che sarebbe una sconfitta delle idee…sono sicuro che sfornerebbero canzoni pessime.

    Dissento (con garbo) anche dall’opinione di chi ha scritto che Hail to the Thief è un disco sopravvalutato…2+2=5, I Will, There There, Sail To The Moon, A Wolf At The Door, Go To Sleep…tutti pezzoni per me…

    Detto ciò, l’album è buono assai (Bloom, Codex, Little By Little e Lotus Flower sono dei capolavori), ma dopo averlo ascoltato mille volte lo trovo decisamente inferiore a In Rainbows, dunque per me non arriva alle quattro stelle (magari più in là crescerà)…il fatto è che ci si aspetta sempre che i Radiohead salvino il mondo, e invece d’altronde sono degli esseri umani pure loro :)

  • http://www.myspace.com/then00s3 Mr.Cilindro

    grazie. Abbasso i beatles.

  • bryterlayter

    cilindro non essere blasfemo. eh.

  • http://giovannivenditti.tumblr.com/ giov

    Ha! Noto con piacere che mi si cita da altre parti, leggermente in maniera implicita, ma tant’è, i concetti espressi sono i miei, perciò credo possa controbattere, nonostante avessi chiuso il discorso.

    Roberto (a me piace chiamare le persone per nome e quando parlo di loro farlo a viso aperto) il tuo articolo è di una faziosità che ai miei occhi non conosce precedenti.

    Scrivo solo dei punti in cui mi chiami in causa, altrimenti verrebbe fuori una cosa infinita, ma, unica eccezione, parto da un concetto dove tu non credo ti riferisca solo ed esclusivamente a me: ‘ elogia gente decrepita che non rischia mai uscendo dal proprio prato di fans avvizziti…’, ripeto, solo nel caso che anche qui venissi tirato in ballo ti rimando al seguente link
    http://www.indieforbunnies.com/author/giov_ifb/
    così magari vedrai che non ho esattamente scritto ed esaltato idoli avvizziti negli anni. Ti dirò di più: l’unico artista che ho sempre ammirato in passato è stato trattato non proprio egregiamente l’anno scorso proprio dal sottoscritto. Vatti a rileggere la recensione sull’ultimo Richard Ashcroft.

    Che io poi scriva di una band nuova che merita tanto quanto i tuoi adoratissimi radiohead, ma poi ascolti ancora Mellon Collie o le canzoni di topo gigio sono fatti miei credo. L’unica differenza è semmai che se oggi gli Smashing P. pubblicassero un disco noioso e qualcuno lo etichettasse come tale, io rispetterei la sua opinione, magari non condividendola, come hanno fatto per altro Dustman o Sachiel in maniera ‘civile’. Sicuramente non andrei a scrivere sul mio sito personale “Oh no! qualcuno ha scritto che sono noiosi… noooo mannaggia…e adesso? non è vero…sono bravissimi bravissimi”.

    Mah, la cosa mi lascia perplesso e mi fa sorridere. Ma è la frase ‘non sputate nel piatto dove avete mangiato per anni. La gente è brava a dimenticare chi ha traghettato una buona fetta di underground nella sfera pop’ è la vera chicca: prova che sei di parte al 100% e giudichi da fan a prescindere. Ma che signfica…che se Thom Yorke ha sfornato bella roba per me negli anni novanta lo devo amare anche se pubblicasse spazzatura? Allucinante davvero.
    Ste cose le dicevo io proprio a proposito degli Oasis una decina di anni fa.

    ‘Qualcuno ha detto che se fossero stati un gruppo sconosciuto li avrebbero presi a pomodori in faccia , io credo invece che avrebbero gridato al miracolo.’ Non ho detto esattamente così, ma confermo, e tutto da vedere, ancora una volta gridare al miracolo per sta roba…boh… .

    Infine la chiusa da vero scrittore ‘E poi ci si stupisce che il mondo assomigli ad una conca ricolma di diarrea.’
    Complimenti boy. Il tutto si commentava anche da solo, forse.

    Passo e chiudo.

  • ale

    Sono convinto che i detrattori dei Radiohead continueranno a rompere le palle perché Tom Yorke “si lamenta” o perché sono diventati noiosi così come chi li ama continuerà a dire che sono i più grandi nonostante tutto (io compreso). Non so come spiegarlo: è una questione di emozioni.
    Poi parlando di dischi, tralasciando i primi, Kid A/Amnesiac all’inizio mi avevano fatto schifo. Poi li risenti adesso e sembrano maledettamente attuali. Hail to the thief è il più sottovalutato. In raimbows me li ha fatti riamare come all’inizio. Questo x ora non mi fa impazzire, però lo vorrei valutare dopo l’uscita del cd vero… spero che ci stupiscano un’altra volta!!!

  • just

    Bah. Cazzo. So’ pieno di polvere.
    Dunque ve lo dico io la sostanza è questa: non consigliereste il nuovo dei Radiohead al vostro amico ignorante (perchè ha campato sotto un sasso since ’92) manco se vi puntassero una pistola alla tempia. Di tutte le cose che è o che non è (e sono tante certamente), nell’universo di giga musicali che vi ritrovate di hard disk è francamente un album desolantemente prescindibile. In senso assoluto. Mica brutto dico. Solo tranquillamente trascurabile. Molto tranquillamente. Pure troppo. Yawn.
    E poi, visto che m’è toccato scendere dalla mia astronave cripta per l’occasione ed è una faticaccia cazzo mi fanno pure male i reni, vi sgancio pure le ultime due: qui era ancora tutto prato e il vecchio Just che c’aveva 10 anni (pure se Giov non ci crede) iniziava già a sentirsi dire chi sarebbe passato alla storia e chi no. Tipo quando alla seconda serie dei Masters mi hanno tolto gli straccali incrociati a He-Man e ci hanno messo il corpetto di acciaio cromato (se non lo ricordate siete solo dei poveracci si vede che non eravate abbastanza indie da bambini). Comunque insomma dire che fondamentalmente gli Oasis negli anni ’90 stavano lì per sbaglio riduce il tutto a due possibilità: o negli anni 90 stavi a pettina’ le bambole, oppure non stiamo parlando dello stesso sport, della stessa squadra e manco dello stesso campionato. E no, non sono manco un fan. Mi piace un disco (e mezzo) di quei quattro cazzoni e l’unica cosa che invidio a Liam è la ex moglie.
    Per la faccenda del non c’è più la musica di una volta pure mi dissocio, è roba talmente masticata che si potrebbe pure tirare su con la cannuccia ormai. Fa schifo solo l’idea vero? già è bello essere d’accordo ogni tanto. La musica di divide in musica figa e musica non figa. I calendari prendeteli ma solo se proprio avete finito la carta igienica. E comunque in materia il vecchio Just la pensa come Orson quando diceva che “non si può pretendere che ogni spettatore sia un buon spettatore”. Va da se che vale anche per gli ascoltatori. Orson è Welles, bestie. Dopo di lui Elvis (ovvero Dio come lo chiamano alcuni), giustamente, non ha più dato quel nome a nessuno.
    E non buttatevi giù per ste faccende (…vabbè cilindro no. Tu buttati giù dai.Sei stato un vero tristo, stacce…) pensate sempre che dopotutto da qualche parte nell’universo, c’è sempre qualcuno che vi deve una cazzo di birra. (Si lo so che non c’entra niente, ma mi serviva un finale rock per chiudere…)

  • http://giovannivenditti.tumblr.com/ giov

    just ho apprezzato molto la serie di he man su tumblr. bella storia. io c’avevo pure la pantera viola di skeletor, figurati.

    ciao vecchio

  • Dustman

    LOL! per l’incipit di Just

    Ora tiro fuori il Castello di Greyskull dall’armadio…peccato che m’è rimasta solo Cringer aka Battlecat :/

  • bryterlayter

    negli anni 90 c’erano un sacco di cose…nei ‘prati’ della nostra teen-age (almeno per me che sono nei 30) abbiamo ascoltato altro che non i vampire weekend i beach house(che apprezzo infinitamente.eh)…c’erano gli oasis e i blur, i radiohead ma anche i palace music i jayhawks gli smog beck i red house painters lanegan i pearl jam e tutto il codazzo grunge.c’era un sacco di altra roba che proprio di recente rispolvero con molta soddisfazione. Anch’io ho ascoltato gli oasis (e forse andrò all’inferno per questo) ma non credo di potermi appellare ai gallagher nei miei momenti di malinconoia. Il tempo mette le cose in prospettiva e comunque le lancette dell’orologio non tornano indietro. Non sono quì a “difendere” un disco come TKOL solo perchè ho scritto la recensione, visto che io per prima non lo reputo epico o storico o eccezionale. Ma mi guardo intorno ed il bicchiere dei Radiohead mi pare, contestualizzandolo, comunque mezzo pieno.
    Detto ciò,concordo tendenzialmente con quanto scritto. Specialmente su Orson ed Elvis.

  • http://www.myspace.com/then00s3 Mr.Cilindro

    Scusate, ho aperto per caso e mi sono ritrovato un commento di giov avvelenatissimo. Mi dispiace ma credo tu abbia preso una grossa cantonata: io non ho mai letto quello che tu hai scritto, e se l’ho fatto non ho collegato gli articoli ad una persona precisa, ovvero te, che sei l’autore. Io credo che sul mio sito personale scrivo quello che mi pare. Qui su indieforbunnies cerco di essere obiettivo nella critica, ma se ho un blog io posso anche vilipendiare il papa, se hai problemi ho dato gli strumenti per contattarmi direttamente sulla mia mail personale. E comunque ribadisco, io mi riferivo a TUTTO quello che ho LETTO e SENTITO dalla gente che mi circonda, rispondendo direttamente in faccia alle persone in questione, e sinceramente tu non sei al centro dei miei interessi, ne una voce particolarmente fuori dal coro per meritare una risposta a parte, e cmq non avrei il benché minimo problema a rivolgermi direttamente a te, non ho il minimo timore della tua persona e se vuoi posso salire fino a roma o dove ti trovi a ripeterti di persona quello che penso. Credo tu soffra di manìe di persecuzione.
    Per concludere, visto che ho realizzato che tu sei, penso insieme ad Alex, il referente principale del sito, dopo questo avvenimento, che denota il tuo disprezzo massimo per la mia persona oltre ad una ostilità ingiustificata, puoi anche andartene a fare abbondantemente in culo. Lascio indieforbunnies seduta stante, toglimi pure dalla mailinglist redazionale. Non prenderla come una bambinata, anche il fatto che non commenterò più, è che qui sopra ho scritto con piacere perché è un hobby che pratico volentieri, e ad azzuffarmi mi piace farlo dal vivo, o soprattutto quando ce n’è giustificazione. Sono nella fase di transizione in cui odio le scenate, se avevi problemi potevi contattarmi tranquillamente e ci saremmo chiariti, invece di fare un dramma nei commenti del tuo stesso sito attaccando a priori uno dei tuoi collaboratori, mettendo in dubbio anche la sua bravura, dicendo che “il resto si commenta da solo”. Credo che se questa è la tua valutazione di me non hai affatto bisogno del mio aiuto su ifb, che può andare avanti benissimo, e anche forse meglio, senza di me.
    Ciao :D
    Rob Strino

  • Dustman

    nonché quanto scritto su He-Man, aggiungerei…

  • http://www.whiterussian.splinder.com Stu

    Che delusione.
    Disco inutile.
    La seconda parte meglio della prima.
    Come il disco precedente.
    Si salva solo Separator.
    Scusate fans.

  • http://giovannivenditti.tumblr.com/ giov

    ciao Roberto…beh se stanno così le cose…ti chiedo scusa, non ho difficoltà a farlo, ma ancora mi riesce difficile credere che fosse tutta una coincidenza. Coincideva tutto, i tempi di pubblicazione, anche le frasi e le opinioni dette dal sottoscritto (ma a quanto pare ce ne sono parecchi allora che la pensano come me), ma mi fido senza problemi.
    Scuse fatte, poi, per quanto riguarda la spacconata alla kenshiro “vengo e ne parliamo” mi fai ridere di brutto, anche perchè vivo in germania e ti costerebbe già di aereo un bel po’. Secondo affanculo ci vai tu e di brutto. Io ho scritto il mio commento senza neanche l’uso di una parolaccia a quanto pare sta cosa a te ti riesce veramente difficile.
    Se vuoi lasciare il sito problemi tuoi ma io non sono il referente di indieforbunnies, anzi, non scrivo neanche più. Vedo sul tuo blog che ti hanno cacciato anche da altri siti, insomma sei proprio uno scassacazzo eh :D

  • http://www.indieforbunnies.com joses

    Giov, ovviamente, hai tutta la mia solidarietà. Ciao.

  • http://www.indieforbunnies.com sachiel

    Opinioni condivisibili o meno trovo spiacevole che si usi un linguaggio del genere nei nostri commenti. E sono uno che col turpiloquio ci va a nozze. Calcmiamoci un attimo e abbassiamo i toni. Mandarsi a fare in culo per una recensione è troppo doprimente per essere vero.

  • bryterlayter

    la mia solidarietà ce l’ha sachiel che come sempre ha detto cosa buona e giusta.

  • Gianluca

    Noblesse oblige, a quanto leggo. Calmi ragazzi, si tratta pur sempre di tempo libero.

  • just

    Che bello.
    La mia solidarietà in questi casi và tutta ai dinosauri, fottuti da una cazzo di scimmia con il culo dei pollici opponibili, e un inverno effettivamente un po più lunghetto del previsto.
    Ma a parte ciò, come dice sempre il vecchio Just in questi casi, un vaffanculo merita sempre un’altro inesorabile vaffanculo.
    D’altra parte il tizio che porgeva le guance come ricompensa è finito attaccato ad una croce.

  • http://www.alexfranquelli.com Alex

    La mia solidarieta’ va a chi ascolta i Radiohead.
    Cosi': volevo dire la mia.

 

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